AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA FESTEGGIA 50 ANNI!... E IO C’ERO!
Avevo sempre sentito parlare di “Garinei & Giovannini”, la mitica coppia artistica e teatrale di grande successo. Da ragazzino vedevo spesso e volentieri Il Musichiere, creato da loro, con il grande Mario Riva alla conduzione: “Domenica è sempre domenica”, poi, l’ho sempre trovata una canzone straordinaria, le cui parole, nella loro genuina semplicità, disegnavano un acquerello delicato e appassionato: una narrazione di Roma toccante ed esaltante, un misto di fiabesco e di reale. Da bambino addirittura ascoltavo il “Giringiro”, la loro trasmissione radiofonica che seguiva il giro d’Italia.
1925-2025: CENTO ANNI DALLA NASCITA PER RICORDARE L'AUTORE ANTONIO AMURRI
Si è da poco ricordato con il centenario dalla nascita (28 giugno 1925-18 dicembre 1992) il grande autore e umorista radiotelevisivo e teatrale, nonché autore di divertentissimi libri Antonio Amurri, un umorista eccellente.
Proprio in questi giorni il Maestro Salvo Ligama, “street artist” nativo della vicina Caltagirone, ha realizzato un bellissimo murales (in effetti dovremmo dire mural, al singolare!), in omaggio a Pippo Baudo. Un’opera assai apprezzata ed accolta con entusiasmo dalla cittadinanza di Militello in Val di Catania e dai visitatori che si recano nella bella cittadina barocca, Patrimonio Unesco e “Borgo più bello d’Italia 2025”.
In tale contesto, ci piace riproporre un ricordo speciale scritto “in diretta”, mentre a 200/300 metri, nel vicino Santuario di S.Maria della Stella (dove il Baudo ragazzino aveva fatto il chierichietto!) si celebravano le esequie. Una testimonianza e un ricordo veramente unici!
Militello in Val di Catania, 20 agosto 2025
GIANNALBERTO PURPI: UN RICORDO SPECIALE!
Caro Giannalberto
Ti scrivo queste righe, sperando che tu possa leggerle da qualche parte. Tu non amavi la tecnologia, il computer lo chiami “nfrinchete-nfrà”! Probabilmente, tra le stelle, o in qualche dimensione a noi umani sconosciuta, non avrai bisogno di un banale PC per leggere queste parole di affetto!
Venerdì 17 aprile, mentre eravamo in scena al Teatro Petrolini, in camerino, durante l’intervallo ho letto la notizia che non avrei mai voluto leggere. Purtroppo mi era materialmente impossibile venire a Velletri per tributarti l’ultimo applauso. E allora, ti voglio salutare almeno così, ricordando i vecchi tempi!
Ti conobbi circa 35 anni fa, ai tempi dell’indimenticabile club La Spezia 83. Ci fece conoscere una comune amica: allora io mi occupavo solo di fotografia con un certo successo; l’incontro fu interessante, sotto questo profilo, ma io rimasi subito colpito dal tuo carattere solare, sempre allegro e sorridente, brillante: avevi le battute sempre pronte, ogni chiacchierata con te si trasformava dopo poco in un numero di cabaret! Ci fu subito intesa, fra di noi!
Poi, a seguito di circostanze veramente inusuali che non sto qui a ricordare, osservando e seguendo tutti i tuoi lavori teatrali, mi venne l’idea balzana di provare a scrivere per il teatro. In realtà, io, da giornalista, ero abbastanza digiuno in materia, a parte importanti frequentazioni artistiche che avevo e a parte l’aver frequentato il Teatro Quirino fin da bambino, cosa che mi lasciò un forte imprinting, a forza di Edoardo e Peppino.
Pertanto, ti feci leggere qualcosa di comico che io avevo già buttato giù, quasi per gioco; e ti piacque. Maturò subito l’idea di scrivere qualcosa insieme; e così nacque “Quattro cuori e un bungalow”, il mio primo lavoro: la nostra prima commedia a quattro mani!
Fu un grande successo a I Miti. Alla prima venne il grande Carlo Lizzani, mio caro amico, una sera venne a trovarci pure Luciano De Crescenzo, insomma, subito grandi e lusinghiere soddisfazioni. Infatti, poco dopo seguì “Vendetta a due piazze”: ricordo come certe battute, durante la scrittura in quel di Via Sanremo, ci venissero insieme, come se ci fossimo già messi d’accordo!
Io, come si può immaginare, ero entusiasta e scalpitavo per recuperare il tempo perduto, ma tu avevi giustamente altri tempi e progetti e così, per necessità, cominciai a scrivere da solo, forte solo degli insegnamenti che mi avevi trasmesso tu. Ricordo che negli anni a seguire ancora qualche altra commedia la firmammo insieme, poi, purtroppo, iniziarono i tuoi problemi di salute. E fu una grande perdita artistica per tutti noi che ti stavamo vicino.
Ora ci hai lasciato per sempre! E io, personalmente, voglio ringraziarti qui pubblicamente per quello che mi hai insegnato, per le prime esperienze che mi hai fatto fare, mettendomi in condizione di navigare anche da solo tra i flutti complessi della drammaturgia, inserendomi nell’ambiente, facendomi conoscere realtà importanti come l’E.N.A.P. (conservo ancora la tessera firmata dal grande Andrea Camilleri), lo S.N.A.D., il Sindacato Autori Drammatici, di cui ancora faccio attivamente parte.
Credo che tutta Roma (e non solo) ti sia grata per quanto hai seminato in campo teatrale, non solo con le tue gustose e divertenti commedie, ma anche per i molti giovani che, anche grazie a te, hanno mosso i primi passi: ricordo solo tre nomi su tutti: Virginia Raffaele, che appena ventenne partecipò al secondo allestimento di Quattro cuori e un bungalow, Maurizio Battista, che a I Miti fece i suoi primi spettacoli con te, e Rocco Papaleo, che ad inizio carriera incontrai personalmente a un tuo spettacolo. Non menziono tutti gli altri bravissimi artisti che hanno collaborato con te e che ho avuto modo di conoscere di persona: sono tantissimi e non vorrei dimenticarne qualcuno!
Tu avevi il dono innato della comicità: eri spontaneo e immediato. Stare con te era un piacere e un divertimento.
Purtroppo, ci mancano da un bel pezzo i tuoi modi di dire, divenuti abituali tra di noi!
Spero che tu possa continuare a fare teatro in qualche altra dimensione, magari seguendo l’istinto di quella spiritualità che in te non tutti conoscevano. Comunque portando una ventata “di cabaret”, come dicevi tu, in luoghi e dimensioni forse non propriamente teatrali!
Buon viaggio, “principà”! (come dicevi tu...). Mi auguro che si possa riuscire a fare qualcosa di concreto per ricordarti opportunamente. “E se non ce la fa-remo, ce la farà-romolo” (pure questa è tua, principà!).
Intanto, grazie! Grazie da parte mia sicuramente! Ti ricorderò per sempre. E certamente non sarò da solo!!!
di Salvatore Scirè
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