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QUANDO ANCHE IL LAVORO È GUERRA

 

Riportiamo integralmente il comunicato stampa relativo ad una interessante iniziativa che abbraccia un lungo periodo temporale e che interessa un po' tutte le varie sfaccettature del mondo teatrale e delle sue componenti artistiche. Villa Lazzaroni è stata eletta quale luogo ideale per la realizzazione di questo impegnativo progetto, curato da FONDAMENTA, la Scuola dell'Attore.

QUANDO ANCHE IL LAVORO È GUERRA

Una scena aperta per gli ultimi

Direzione Artistica Giancarlo Sammartano

Residenza artistica, Spettacolo, Laboratorio, Conversazioni di scena, Reading, Mise en espace

dal 14 settembre al 3 dicembre 2026

                                                                                    ingresso gratuito

 

Nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Lo spettacolo dal vivo fuori dal centro 2026” Fondamenta Teatro e Teatri presenta QUANDO ANCHE IL LAVORO E GUERRA una scena aperta per gli ultimi, progetto realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo e promosso da Roma Capitale Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, in collaborazione con SIAE.

Dal 14 settembre al 3 dicembre 2026, presso il Teatro di Villa Lazzaroni, presidio culturale e Teatro di Comunità del Municipio Roma VII, scritture diverse -una Residenza artistica, uno spettacolo, Conversazioni di scena, Reading, Laboratori, Mise en espace, - intrecceranno il loro racconto sul lavoro e il suo sfruttamento, sulla guerra e la sua cattiveria, liberamente ispirati al mondo e all’opera di Bertolt Brecht nel 70° anniversario della sua scomparsa e alle diverse espressioni artistiche (cinema, letteratura, poesia) che hanno affrontato le storie degli ultimi.

Un mondo dalle tante, ininterrotte, guerre, sempre in bilico sull’ultima: quella che avremo costruito per morire insieme. Un mondo dispari, dove i padroni sono società anonime, come anonimi sono gli uomini che per esse lavorano. Un mondo dove vivere si riduce a combattere per il pane, galleggiare, sopravvivere. Anche questa è guerra. Quotidiana, totale, perenne. A questo mondo di guerra e sfruttamento il Teatro, la letteratura, la poesia hanno guardato – da Aristofane a Brecht- alzando la voce e strapazzando le coscienze di chi sa e vuole ancora ascoltare. Arte che non vuole insegnare, ma trasmettere il dubbio, la forza della ragione temperata dal ritmo della composizione. L’utopia di cambiare il mondo con la sola forza della parola che nasce con la storia delle tante polis del mondo, è come un orizzonte che si sposta sempre, ma non per questo ci impedisce di camminare, crescere, gioire.

Molte saranno le personalità coinvolte: il Direttore Artistico del Teatro di Villa Lazzaroni Giancarlo Sammartano, Andrea Collavino, Ulderico Pesce, Giuseppe Manfridi, Maria Letizia Gorga, Francesco Crispino, Paola Maffioletti, Valentino Orfeo, Alessia Oteri, Alessandro De Feo. 

Di seguito il programma della Manifestazione.

Dal 14 al 28 settembre

RESIDENZA ARTISTICA

Studio su Commedia molto nera sul tempo e sul denaro

Un luogo protetto, incubatore di creatività che permette di offrire al gruppo di artisti ospiti la possibilità di sperimentare e alimentare la fase del processo creativo per la costruzione dello spettacolo. La residenza si sviluppa come un laboratorio di ideazione dedicato all’allestimento di una commedia feroce e surreale, in cui il tempo diventa merce e il denaro una misura dell’esistenza. Attraverso improvvisazioni, scrittura scenica, lavoro fisico e composizione sonora, gli artisti esplorano le dinamiche contemporanee legate alla performance sociale, all’ansia della produttività e al consumo compulsivo del tempo. Durante la residenza vengono testati materiali drammaturgici originali, soluzioni luminose e partiture sonore capaci di trasformare il quotidiano in un incubo grottesco.
a cura di Andrea Collavino

sabato 10 e 24 ottobre ore 10-13, sabato 31 ottobre ore 10-12

LABORATORIO

Di nulla sia detto: è naturale

Laboratorio di espressione scenica sul parlare chiaro per rendere l’ovvio eccezionale

Un laboratorio aperto a tutti sullo straniamento brechtiano, sull’espressione epica, che bandisce emozioni e rende la realtà quotidiana trasformabile. La parola ha tanti sensi ma un solo valore: verità e giustizia.

a cura di Alessandro De Feo

sabato 31 ottobre ore 12-13

RESTITUZIONE LABORATORIO

Di nulla sia detto: è naturale

 

dal 17 al 21 ottobre sabato ore 20.30, domenica ore 17.30, lunedì-martedì-mercoledì ore 19

SPETTACOLO

Commedia molto nera sul tempo e sul denaro

In uno spazio piccolo come il teatro, ma grande come il mondo, donne e uomini fanno cose apparentemente insensate, consumano il tempo, si incontrano e si scontrano in cambio di denaro. Tempo e denaro sono strettamente legati ma in mezzo c’è la persona. Quella che compra e quella che vende. L’unica libertà è nel silenzio, nella solitudine, nel non essere visti. Tanti personaggi, tante nazionalità, tante storie unite da una logica incomprensibile e feroce: produrre. Ma cosa? In un crescendo di tensione, d’incomprensione, di livore il gruppo inizia a dare segni di squilibrio. Tutti si fermano, tacciono, poi iniziano a spaccare tutto. Che sia la Rivoluzione? O la prevista rivolta che riconsegna all’ordine la condizione degli ultimi? Però, però, però....

regia di Andrea Collavino

con Giulia Avolivolo, Giorgia Berlardinelli, Lorenzo Castelli, Rebecca Clausi, Alessandro Coppola, Pierfrancesco Curcio, Luca Gangai, Vincenzo Alessio Giangrande, Francesco Gragnani, Davide Mollo, Arianna Murialdo, Marisol Parrelli, Azzurra Ruggiero, Luca Salvatorelli, Nicole Somers Andolina, Sara Zacchi

 

martedì 13 ottobre ore 18

CONVERSAZIONE DI SCENA

La classe operaia è andata all’inferno

Il tema del lavoro nel cinema è stato spesso utilizzato per raccontare la società, le difficoltà economiche e la vita delle persone. Attraverso i film, il lavoro appare sia come fonte di dignità e realizzazione personale, sia come causa di fatica, sfruttamento e alienazione. Registi di epoche diverse hanno mostrato le condizioni dei lavoratori, le lotte sociali e i cambiamenti del mondo moderno. Opere come Ladri di biciclette di Vittorio De Sica, Bread and roses di Ken Loach, La classe operaia va in paradiso di Elio Petri, Nomadland di Chloé Zhao, Tutta la vita davanti e Il capitale umano di Paolo Virzì sono esempi importanti di come il cinema possa riflettere sui problemi del lavoro e sulla dignità dell’individuo.

a cura di Francesco Crispino

 

martedì 27 ottobre ore 18

MISE EN ESPACE

Quando la povertà diventa miseria, quando non resta che vendere se stessi

da Kaputt e La pelle di Curzio Malaparte

Una partitura scenica che a partire da Kaputt, ritratto denso e coinvolgente dell’Europa in guerra tra il 1941 e il 1943, intreccia pagine della Napoli liberata de La Pelle, attraverso lo sguardo visionario di Curzio Malaparte, protagonista della narrazione nel suo ruolo di inviato e cronista e quindi di ufficiale di collegamento tra l’esercito italiano e gli alleati americani all’indomani dell’8 settembre 1943. Un fil rouge che oltre agli elementi autobiografici trova la sua ragione nell’implicito legame tra i due romanzi (Kaputt del 1944 e La Pelle del 1949) quali parti di un dittico che disegna e restituisce un affresco feroce, crudele, di un’umanità allo sbando. «Lei conosce l’origine della parola kaputt? È una parola che proviene dall’ebraico koppâroth, che vuol dire vittima»

a cura di Alessia Oteri

con Francesco Meriano, Sara Pecoraro, Teresa Santoro, Giulia Savelloni e con Metis Teatro

 

martedì 3 novembre ore 18

READING

Poesie dell’esilio di Bertolt Brecht. Per chi è esule in Patria

Una lettura drammatizzata a più voci, a partire dalle poesie che segnano le tappe del faticoso esilio di Bertolt Brecht dalla Germania nazista all’Unione Sovietica agli Stati Uniti, fino al ritorno in una Berlino divisa dalla nuova guerra fredda. Ricordo di tante dolorose migrazioni dalla propria terra, lingua, affetti.

con Maria Letizia Gorga

e con Francesco Patanè, Carolina Sisto

 

martedì 10 novembre ore 18

CONVERSAZIONE DI SCENA

Quando non c’è altra scelta

Proiezione di alcuni brani da Tempi moderni di Charlie Chaplin e dal breve film Khule Wampe di Slatan Dudow, sceneggiatura di Bertolt Brecht.

Da un lato il sarcasmo circense di Charlot stritolato dalla catena di montaggio, dall’altra il suicidio come gesto politico, scelta consapevole per sfuggire drammaticamente allo sfruttamento. Khule Wampe, censurato nel 1932, nella declinante repubblica di Weimar, per la sua violenta denuncia delle condizioni di vita dei lavoratori, parla ancora oggi con la sua fulminante contemporaneità.

a cura di Giuseppe Manfridi

 

martedì 17 novembre ore 18

READING

Africa. Il triangolo degli schiavi

di Ulderico Pesce

Il reading racconta la storia di Ambrogio Morra, in provincia di Foggia, che dopo aver provato a costruirsi una nuova vita a Roma, torna in Puglia, vicino alla nonna Incoronata. Una donna, che a fianco di Giuseppe di Vittorio, ha preso parte alle lotte per “la conquista della terra”. In Puglia sono “tornati gli schiavi”, i lavoratori clandestini sfruttati per la raccolta dei pomodori. Ambrogio si troverà presto impegnato in difesa dei loro diritti, e contro i padroni che li sfruttano - picchiandoli, talvolta uccidendoli - in cambio di due euro all’ora. Uomini senza identità, senza nome, che per non farsi identificare arrivano a bruciarsi i polpastrelli delle dita.

con Ulderico Pesce

e con Anastasia Bonarrigo, Maria La Torre, Pierfrancesco Curcio

 

martedì 24 novembre ore 18

MISE EN ESPACE

Padrone e sotto

da L’eccezione e la regola di Bertolt Brecht

La formidabile parabola brechtiana sui rapporti tra il capitalismo e la forza lavoro. Un mercante accusato per l’omicidio di un facchino deve essere assolto: non poteva quello sapere, che dopo tutte le violenze a lui inferte, questi potesse offrirgli una borraccia invece di una sassata. La difesa è sempre legittima per chi ha potere.

a cura di Alessandro De Feo

con quattro attori da definire

 

martedì 1 dicembre ore 18

READING

A che, a chi serve la guerra? Che sanno i bambini di guerra?

da La crociata dei ragazzi, Il libro dei tre soldati e da Me-ti, il libro delle svolte di Bertolt Brecht

Uno sguardo sarcastico e irriverente sul teatro della guerra eterna, sul potere e sul comando, sulla povertà che produce. Dopo tamburi e trombe, il silenzio delle macerie, le lacrime di chi resta a guardarle. La pagina più nera, cruda e dolente della guerra oltre le uniformi, la guerra che incendia le case, uccide i bambini. I loro occhi sbarrati dalla paura, il tremore, il gelo delle loro innocenti anime sfondano il piatto della bilancia della Giustizia. La somma di orrore e dolore darà sempre vergogna.

a cura di Giancarlo Sammartano

con Giulia Massari, Enrico Maria Ruggeri

 

giovedì 3 dicembre ore 18

CONVERSAZIONE DI SCENA

Quanto costa il pane?

Dialogo di scena ispirato a L’acquisto dell’ottone di Bertolt Brecht

Riflessione amara e pungente sul capitale che cambia d’abito secondo le occasioni, sul potere che indossa tante maschere una sull’altra, sugli ultimi, i diversi, i senza voce. Per riflettere, pensare e (forse) decidere di agire.

a cura di Giancarlo Sammartano

con Paola Maffioletti, Valentino Orfeo 

 

Alla fine di ogni attività, tranne il laboratorio, è previsto un talk con i protagonisti intervenuti per permettere al pubblico di esprimere le proprie curiosità e proporre approfondimenti sui temi trattati.

Tutti gli incontri, tranne il laboratorio, saranno trasmessi anche in streaming sulla piattaforma:

https://www.facebook.com/teatrovillalazzaroni

 

Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell'Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro - Anno 2026 promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, in collaborazione con SIAE

 

Teatro di Villa Lazzaroni

Via Appia Nuova, 522 – Via Tommaso Fortifiocca, 71 (parcheggio gratuito) - 00181 Roma

Info 392 4406597 - info@teatrovillalazzaroni.com 

www.teatrovillalazzaroni.com

  

Come arrivare (mobilità sostenibile)

Bus 85 - 87 - 590 - 628 - 664 – 671

Metro A Furio Camillo/Colli Albani

Treni metropolitani Stazione Tuscolana FL1 - FL3 - FL5 – R

  

Ufficio stampa Teatro di Villa Lazzaroni

Federica Guidozzi (+39) 347 7749976

ufficiostampa@teatrovillalazzaroni.com

guidozzifederica05@gmail.com 

 

 

 

 

 

 

Pino Strabioli, un artista a tutto campo

Pino Strabioli è certamente una delle figure più apprezzate e poliedriche del panorama di personaggi, che ci presenta oggi il mondo dello spettacolo italiano. Attore, autore, conduttore e narratore, da oltre 30 anni, con eleganza e discrezione, si muove disinvoltamente passando dal teatro alla TV, ma anche alla conduzione e presentazione.

Tra gli impegni più prestigiosi assolti nel 2026 (ad oggi), non possiamo non menzionare con piacere la conduzione della Finale dell’ambito Premio Strega, tenutasi nella splendida cornice di Piazza del Campidoglio.

Nel contesto della TV, è stato protagonista di UNKNOWN, FINO ALL’ULTIMO BIVIO, l’adventure show andato in onda su RAI 2.

Parallelamente, ha continuato il tour teatrale dello spettacolo VE NE DICO QUATTRO, scritto con Fabio Masi, in cui rende omaggio a cinque grandi protagonisti della cultura italiana del Novecento: Paolo Poli, Franca Valeri, Dario Fo, Gabriella Ferri e Valentina Cortese.

Il prossimo 6 settembre, poi, sarà inoltre protagonista della 40ª edizione del Todi Festival con Sempre fiori, mai un fioraio!, il suo apprezzato tributo a Paolo Poli, accompagnato dalla fisarmonica di Marcello Fiorini.

Lunga è stata anche la sua collaborazione con Maurizio Costanzo, ma il pubblico ricorda con affetto la sua presenza in programmi come UnoMattina e Cominciamo Bene su Rai 1, e il fortunato ciclo di speciali In arte… su Rai 3, con cui ha raccontato le più grandi protagoniste della musica italiana: Patty Pravo (in occasione dei suoi 70 anni), Mina (per il quarantennale del suo ultimo concerto), Ornella Vanoni e Gianna Nannini. Ha inoltre condotto Il Caffè su Rai 3, dedicato ai libri e alla cultura.

Personalmente ne apprezziamo molto la signorilità e l’eleganza, la cultura che pervade ogni suo intervento, il senso della misura, mai sopra le righe, sempre calibrato, empatico ed equilibrato. Insomma, un grande professionista!

Dai, Pino, ti aspettiamo ovunque, in teatro, in TV, in un evento super!!!!

di  Salvatore Scirè

 

 

 

CIVITAFESTIVAL SUMMER 2026

38° edizione

con il Patrocinio del Comune di Civita Castellana

direzione artistica Fabio Galadini 

CIVITA CASTELLANA 24 AGOSTO-10 SETTEMBRE 2026 

 

Dal 24 agosto al 10 settembre 2026, Civita Castellana torna a essere luogo d'incontro tra teatro, musica e danza. Quattordici appuntamenti, produzioni originali, prime nazionali e artisti di primo piano per una manifestazione riconosciuta dal Ministero della Cultura e diretta da Fabio Galadini.

Dal 24 agosto al 10 settembre 2026, negli spazi del Forte Sangallo e del Chiostro di San Francesco, torna il Civitafestival Summer, che giunge alla sua 38ª edizione confermandosi uno degli appuntamenti culturali più significativi del panorama del Lazio. Riconosciuto dal Ministero della Cultura nell'ambito del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo e realizzato con il patrocinio del Comune di Civita Castellana, il festival propone un programma che attraversa teatro, musica, danza e arti visive, intrecciando grandi interpreti, nuove produzioni e pagine fondamentali del patrimonio culturale europeo.

La direzione artistica di Fabio Galadini sviluppa una precisa idea di festival: uno spazio nel quale le arti dialogano attraverso la qualità delle proposte e la forza dei contenuti. Accanto alla grande tradizione musicale trovano posto la drammaturgia contemporanea, la riscoperta dei classici, il teatro civile, la ricerca scenica e la danza, componendo un percorso che attraversa linguaggi differenti senza rinunciare a una forte coerenza culturale.

È attraverso il confronto con la memoria che il festival costruisce il proprio sguardo sul presente. Dalla figura di Giacomo Matteotti ai novant'anni dalla scomparsa di Luigi Pirandello, fino al centenario della nascita di Dario Fo, il festival propone opere che interrogano il presente attraverso la storia, mentre la musica accompagna il pubblico in un itinerario che va dal grande repertorio sinfonico a Fabrizio De André, dal jazz d'autore alle colonne sonore che hanno segnato l'immaginario del cinema internazionale. Accanto ai grandi nomi, trovano spazio nuove produzioni, prime nazionali e artisti appartenenti a generazioni differenti, nella convinzione che la vitalità di una manifestazione culturale risieda proprio nella capacità di mettere in relazione esperienze, linguaggi e sensibilità diverse.

Anche quest'anno i luoghi del festival non rappresentano una semplice cornice, ma una parte integrante dell'esperienza dello spettatore. Il Forte Sangallo, con la sua architettura rinascimentale, e il Chiostro di San Francesco, nel cuore della città, diventano spazi nei quali il patrimonio storico incontra la creazione contemporanea, restituendo al pubblico una relazione diretta tra arte, paesaggio e memoria.

L'inaugurazione è in programma lunedì 24 agosto con la conferenza stampa di apertura, la presentazione della mostra Le Madame Barrique di Giuliana Allegretti e il concerto dell'Orchestra Domenico Mazzocchi – Città di Civita Castellana, diretta da Fabio Galadini. Da quel momento prenderà avvio un percorso che, fino al 10 settembre, offrirà quattordici appuntamenti tra spettacoli, concerti e produzioni originali, confermando il Civitafestival come un luogo di incontro tra pubblico e artisti, nel quale la cultura continua a essere occasione di conoscenza, confronto e partecipazione.

 

Fabio Galadini, direttore artistico del Civitafestival Summer, tiene a ribadire che

«Il Civitafestival nasce da un’idea precisa: non costruire una semplice successione di appuntamenti, ma creare un luogo nel quale le opere possano incontrare il pubblico attraverso il tempo della riflessione e quello dell’emozione. Ogni edizione è per noi una ricerca, un modo per mettere in relazione il patrimonio della tradizione con la necessità del presente. Quest’anno il programma attraversa alcune figure fondamentali della nostra cultura: Matteotti, Pirandello, Dario Fo, Leopardi. Non si tratta soltanto di anniversari, ma di occasioni per tornare alle loro parole, alle loro idee, alla loro capacità di interrogare ancora il nostro tempo.

IL PROGRAMMA 

Lunedì 24 agosto : Forte Sangallo – Sala Conferenze, ore 11  Conferenza stampa di presentazione

Vernice della mostra Le Madame Barrique opere di Giuliana Allegretti

La mostra sarà visitabile negli spazi del Forte Sangallo per tutta la durata del festival.

 

Martedì 25 agosto

Forte Sangallo – Cortile Maggiore, ore 21  Concerto inaugurale ODM Orchestra Domenico Mazzocchi Città di Civita Castellana

Direttore Fabio Galadini

Ludwig van Beethoven - Coriolano ouverture op. 62

Ludwig van Beethoven - Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92

Franz Schubert - Sinfonia n. 8 in si minore “Incompiuta” D.759

 

Mercoledì 26 agosto - Chiostro di San Francesco, ore 21 – Teatro 

Premio Miglior Spettacolo Roma Fringe Festival 2026 – XIV edizione

Il corpo di Matteotti

liberamente ispirato al libro omonimo di Italo Arcuri

di e con Andrea Baldoffei e Riccardo Milani
disegno sonoro Alessandro Giannone
luci Giulio Ferro
regia Andrea Baldoffei

 

A cento anni dalla nascita della memoria politica di Giacomo Matteotti, il Civitafestival ospita lo spettacolo vincitore del Roma Fringe Festival 2026.

 

Venerdì 28 agosto - Chiostro di San Francesco, ore 21 – Danza 

Eroi e Letteratura  Trilogia dell’Eroe  tratto da Odissea, Iliade, Eneide

Scritto e diretto da Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo

Con Aleksandros Memetaj, Yoris Petrillo, Caroline Loiseau, Anne Gaelle Stephant

Lunedì 31 agosto

Chiostro di San Francesco, ore 21 – Musica    FaberNoster canta De André  Tributo a Fabrizio De André

 

Martedì 1° settembre

Forte Sangallo – Cortile Maggiore, ore 21 – Musica ODM Orchestra Domenico Mazzocchi Città di Civita Castellana

Direttore e solista Wolfgang Redik

Wolfgang Amadeus Mozart - Divertimento per archi in Re maggiore K 136

Felix Bartholdy Mendelssohn - Concerto per violino e archi in Re minore

Pëtr Il’ič Čajkovskij - Serenata per archi in Do maggiore op. 48

 

Mercoledì 2 settembre - Chiostro di San Francesco, ore 21 – Teatro Rumore di fondo

Con Gea Martire, Antonella Ippolito

Musiche composte ed eseguite dal vivo da Ivo Parlati

Drammaturgia Benedetta Palmeri    Regia Nadia Baldi

 

Giovedì 3 settembre

Chiostro di San Francesco, ore 21 – Teatro  Prima nazionale  L’uomo dal fiore in bocca 

Di Luigi Pirandello

Con Fabio Galadini e Luigi Saravo   Regia Luigi Saravo

 

Chiostro di San Francesco, ore 21 – Teatro Lavia dice Leopardi

Di e con Gabriele Lavia

 

Venerdì 4 settembre

Chiostro di San Francesco, ore 21 – Musica Prima nazionale  Canti erranti Paolo Damiani Liste New Band

 

Sabato 5 settembre - Forte Sangallo – Cortile Minore/Chiostro, ore 21 – Teatro Il Principe dei sogni belli

Di Tobia Rossi Regia Pierpaolo Sepe

Con Noemi Francesca e Riccardo Festa 

 

Domenica 6 settembre

Chiostro di San Francesco, ore 21 – Musica  Ottoni d’Autore Lo splendore degli ottoni

Programma

Goffredo Petrassi – Fanfare per tre trombe
Giovanni Gabrieli – Canzon Septimi toni a 8 voci
Riccardo Schiavoni - Preludio, Danze e Finale prima esecuzione assoluta

Raimond Premru – Tre movimenti per divertimento () Of Knights and Castles 2) Le bateau sur Leman 3) Blues March)
Goffredo Petrassi – Ottetto per ottoni
Chris Hazell – Three Brass Cats (1 Mr Jums 2 Black Sam 3 Borage 4 Kraken)
Ennio Morricone – Moment for Morricone

Lunedì 7 settembre

Chiostro di San Francesco, ore 21 – Musica  Sinatra Big Fat Band di Max Pirone Guest Giulio Todrani

 

Martedì 8 settembre

Chiostro di San Francesco, ore 21 – Teatro   Lavia dice Leopardi

Di e con Gabriele Lavia

 

Mercoledì 9 settembre

Chiostro di San Francesco, ore 21 – Teatro  Mistero Buffo Il primo miracolo di Gesù bambino e La parpàja topola

Di Dario Fo e Franca Rame

Interpretazione e regia Ugo Dighero 

 

Giovedì 10 settembre

Forte Sangallo – Cortile Maggiore, ore 21 – Musica Orchestra Giuseppe Tartini  Orchestra Territoriale

Hollywood Film Music Direttore Antonio Cipriani

Musiche di: Henry Mancini, Max Steiner, Leonard Bernstein, John Williams, Cole Porter, Leroy Anderson, Justin Hurwitz

 

Info:

info@civitafestival.it    www.civitafestival.it

prenotazioni: botteghino@civitafestival.it

Spettacoli ore 21.00  biglietti € 16,00

 

 

 

 

IL GINESIO FEST 2026 PRESENTATO A ROMA

Dal 25 al 30 agosto San Ginesio torna al centro della scena teatrale italiana

La settima edizione diretta da Leonardo Lidi nel segno delle “Illusioni”.

Il Premio “All’Arte dell’Attore” diventa Premio Remo Girone: Maria Paiato e Valerio Binasco i vincitori 2026

 

Si è svolta a Roma – presso la sala stampa della Camera dei Deputati - la conferenza stampa di presentazione della settima edizione del Ginesio Fest, in programma dal 25 al 30 agosto 2026 a San Ginesio (MC), alla presenza delle istituzioni, della direzione artistica e dei protagonisti del nuovo corso del Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore” in cui sono stati annunciai i due vincitori del premio: Maria Paiato e Valerio Binasco.

Sono intervenuti l’On. Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati; la Sen. Elena Leonardi, Senatrice della Repubblica Italiana; Silvia Luconi, Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale delle Marche; Giuliano Ciabocco, Sindaco del Comune di San Ginesio; Leonardo Lidi, Direttore artistico del Ginesio Fest; Alessio Boni, Presidente della Giuria del Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore”; Isabella Parrucci, ideatrice e fondatrice del Ginesio Fest. La conferenza è stata condotta da Alvin Crescini.

Un’edizione particolarmente significativa quella del 2026, che segna un nuovo capitolo nella storia del festival: il Premio San Ginesio “All’Arte dell’Attore” assume infatti ufficialmente il nome di Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore”, dedicato all’attore che ne fu ideatore e che, con la sua presenza, il suo rigore e la sua idea profonda del mestiere scenico, ha accompagnato il percorso del Ginesio Fest fin dalle origini.

I primi vincitori del Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore” sono Maria Paiato e Valerio Binasco, due protagonisti assoluti del teatro italiano contemporaneo, scelti per inaugurare questa nuova fase del riconoscimento.

il suo rigore e la sua idea profonda del mestiere scenico, ha accompagnato il percorso del Ginesio Fest fin dalle origini.

I primi vincitori del Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore” sono Maria Paiato e Valerio Binasco, due protagonisti assoluti del teatro italiano contemporaneo, scelti per inaugurare questa nuova fase del riconoscimento.

Alessio Boni, Presidente della Giuria del Premio Remo Girone all'Arte dell'Attore ha dichiarato: «Per la nostra generazione di attori sarebbe sufficiente guardare Padre padrone dei fratelli Taviani per comprendere la lezione che Remo Girone ci ha lasciato. Per noi non era soltanto un grande interprete, ma un maestro. La sua straordinaria qualità era la capacità di scomparire dietro il personaggio: non vedevi mai l'attore al lavoro, vedevi soltanto la verità. Ed è questo il senso più profondo del nostro mestiere.”

perché ho riconosciuto un festival vero, e spero di essere all'altezza della responsabilità che questo ruolo comporta.»

 

Calendario spettacoli

25 AGOSTO

  • Inaugurazione e Premio Remo Girone all’Arte dell’Attore

26 AGOSTO

  • Per sempre — di Alessandro Bandini
  • Abracadabra — Babilonia Teatri con in scena Francesco Scimeni

27 AGOSTO

  • Bubaro dei Bubari — testo di Carolina Balucani, regia di Antonio Latella
  • Quello che non c’è — di Giulia Scotti
  • Niente è come sembra passeggiata sonora di Davide Calvaresi

28 AGOSTO

  • Mine Ahah — di Marco Coscucci
  • Baraonda — Gruppo Uror (anteprima nazionale)
  • Zero ZeroZeroSottozero — di Nicolò Tomassini (prima nazionale).

29 AGOSTO

  • Totò e Vicé — di Franco Scaldati con Enzo Vetrano e Stefano Randisi
  • Island — progetto di Alessio Maria Romano (restituzione residenza artistica)

30 AGOSTO

  • Cani Lunari — di Francesco Marilungo
  • Taccuino di Trigorin — di Tennessee Williams (prima nazionale). Regia Leonardo lidi e con Tommaso Rocco Arquilla, Angelica Beccari, Giulia Boffa, Enrica Daniele, Marika Favilla, Flavia Federici, Alessandro Glorioso, Andrea Guspini, Andrea Madaro, Michelangela Marinelli, Giovanni Marra, Edda Marrone, Linda Morando, Pietro Nalesso, Giulio Nicotra, Dario Pensabene Bellavia, Sabri Ayoube
  • Illusio — lavoro del coreografo Riccardo Micheletti con gli allievi del Teatro Stabile di Torino (prima nazionale).
  • Lelo e la luna - spettacolo con marionetta a corpo di e con Adele Felici (spettacolo realizzato nell'ambito del progetto Europeo SPARSE Plus, in collaborazione con AMAT)

 

Info e contatti:

https://www.ginesiofest.it/

 

 

 

 

IL PARADISO DELLE SIGNORE RITORNA A SETTEMBRE

E’ fuor di dubbio che "Il Paradiso delle Signore", la fortunata serie televisiva pomeridiana, costituisce ormai un fatto di costume, di tendenza, di abitudine consolidata, che tocca la sfera sociale e culturale che caratterizza i nostri giorni.

Un successo forse all’inizio neppure immaginato, per questo daily di Rai 1, che si accinge a inaugurare la sua nona stagione consecutiva, la quale prevede 160 nuovi episodi in prima visione, che andranno in onda a partire da lunedì 7 settembre alle 16.05.

Un successo testimoniato inequivocabilente da uno share rilevante, che oscilla intorno al 20% e per di più raggiunto in un orario che non è indicato per tutti (almeno per quanti stanno ancora al lavoro!).

Quante volte abbiamo sentito dire da persone di ogni grado di istruzione: “Non mi chiamare dalle 16 alle 17, perché c’è il Paradiso!”

Alla fine, la spiegazione è più semplice di quanto si possa immaginare, quasi intuitiva. Si tratta effettivamente di un prodotto di qualità. Scritta secondo i canoni che meglio si adattano al genere, la sceneggiatura è ricca di risvolti psicologici, di improvvisi colpi di scena, di ritorni inattesi (così come le impensabili partenze): per questo il pubblico rimane incuriosito, affascinato, avvinto. Ma tutto ciò non sarebbe sufficiente, se alla base non ci fosse un cast formato da attori validissimi (tutti di formazione teatrale!), perfettamente calati nei personaggi loro assegnati e diretti egregiamente da un team registico, che ha saputo ricreare l’ambientazione “fine anni 50-anni 60”, grazie a un’attenta cura dell’ambientazione, dei costumi, delle acconciature, e anche delle musiche che spesso accompagnano le vicende del daily.

Mossi da giustificata curiosità, abbiamo voluto partecipare alla fantasiosa ed elegante conferenza stampa di presentazione della nona stagione della fiction, che si è rivelata piacevole, intrigante e molto articolata, avendo consentito a tutti i colleghi presenti di parlare e scambiare opinioni e giudizi con molti attori del cast (in tutto sono una quarantina).

Qualcuno ha tentato “invano” di farsi rivelare qualche segreto, ma i ragazzi erano stati ben “indottrinati” e i tentativi dei giornalisti più curiosi sono andati regolarmente a vuoto!!!

Riportiamo quanto comunicato ufficialmente dalla produzione: “La serie, prodotta da Rai Fiction, RaiCom e Aurora TV, si apre alla vigilia del Sessantotto, in un'Italia attraversata da una profonda trasformazione culturale e sociale. Questo spirito entra anche nel mondo de “Il Paradiso delle Signore”, dove una nuova generazione di protagonisti porta con sé sogni, inquietudini e aspirazioni, diventando il volto di un Paese che sta cambiando e il motore delle storie della serie. A interpretare questa svolta sono sette nuovi personaggi, affidati a sette attori, in gran parte al loro esordio. Le loro storie si intrecciano con quelle dei protagonisti storici, sullo sfondo di eventi che hanno segnato un’epoca, come i movimenti studenteschi, la trasformazione dei rapporti tra genitori e figli e la crescente consapevolezza, da parte delle donne, del proprio ruolo nella società.”

Purtroppo, non è stato possibile scambiare due parole con i protagonisti Roberto Farnesi, assente giustificato, e Vanessa Gravina, che si è trattenuta pochissimo dovendo correre ad un altro impegno lavorativo. E’ stato assai  piacevole, così, dedicare la massima attenzione ad alcuni dei più giovani (compresa qualche new entry) e dobbiamo dire che ne abbiamo riportato un’impressione favorevolissima: tutti preparati attorialmente, estremamente motivati, calati nel personaggio e nel lavoro di gruppo, rigorosamente in abiti di scena, come le sfavillanti “Veneri” (le commesse) nella loro divisa color cremisi, o il “malcapitato” Don Saverio immerso in una pesante tonaca da parroco (con quel caldo afoso...).

Il primo a sedersi al nostro tavolo è stato Mauro Negrini (giunto alla nona serie), il quale, parlando della nuova serie, ha preannunciato alcune novità, ad esempio “il ritorno del figliol prodigo” (ovvero Riccardo Guarnieri, interpretato da Enrico Oetiker), ma soprattutto ha anticipato che la nona serie sarà caratterizzata da un pizzico di leggerezza in più: sarà meno seriosa, anche se non mancheranno alcune scene commoventi. Prima di salutarci, confessa la sua costante nostalgia del teatro e ci tiene a ricordare il collega ed amico Pippo Di Marca, di recente scomparso.

Ed ecco in tutto il suo splendore Gloria Radulescu, la quale (nata a Roma e vissuta in Puglia) parla del suo legame speciale con Napoli e con la napoletanità, ma non manca di ricordare la “disciplina e costanza”, che ha fatto proprie frequentando il Centro Sperimentale di Cinematografia.

Scambiamo con piacere quattro chiacchiere con Andrea Lolli (il parroco Don Saverio): ricordiamo insieme i vecchi tempi di “Voglia matta Anni 60” al Parco San Sebastiano. Anche lui manifesta il suo attaccamento al “Paradiso”, in quanto veterano, anche lui giunto alla nona edizione.

Segue una piacevole e simpatica chiacchierata con Vito Amato (nel ruolo importante di Mimmo Burgio). E’ un ragazzo di Pompei, che viene dal teatro (anche lui) e che si è laureato con una tesi su Eduardo! Ebbene, Vito/Mimmo parla con entusiasmo e ci lascia intuire delle novità che riguardano proprio il suo personaggio: infatti, si farà apprezzare come chef; anzi, pare che il set preveda pure un nuovo ambiente realizzato ad hoc: la cucina! Purtroppo, la sua vita sentimentale risulterà travagliata, ma lui rimane comunque una figura “molto altruista”!

Ed ecco Gioia Spaziani, ovvero Concetta Puglisi, moglie di Ciro, una bella ragazza ciociara che se la cava benissimo con i dialetti, tanto è vero che fa la siciliana! La novità è che ha cambiato volutamente acconciatura: il suo ruolo di sarta acquista importanza, rivelando un istinto creativo fuori del comune. Concetta e Ciro rappresentano la famiglia tradizionale italiana, ma il ’68 incombe; e si sentirà. Entrambi sono “portatori sani di inciuci”.

Anche Massimo Cagnina, ossia Ciro Puglisi, che proviene dallo Stabile di Genova, ricorda con piacere il palcoscenico, ma ha anche nostalgia della sua Sicilia, dove torna quando può: a San Vito Lo Capo ci si può tuffare anche d’inverno (!!!!!): ipse dixit! E noi prendiamo atto.

Viene a sedersi al nostro tavolo Mirko Lorusso, un giovane pugliese che trasmette immediata empatia. Nativo di Altamura, interpreta Johnny Pastore, il personaggio un po’ hippy e un po’ giramondo, che nel suo girovagare coinvolge la fidanzata Irene, interpretata da Francesca Del Fa. Anche Johnny ci anticipa che la sua passione per la musica resterà immutata, così come la voglia di partire, ma si avvicina il 1968 con tutte le sue problematiche (ad esempio il Vietnam). Alla fine, rientrerà a Milano, nel mondo che lo attende. Anche Mirko viene dal teatro (ça va sans dire!).

Nel suo perfetto aplomb, ecco affacciarsi Filippo Scarafia, (nella fiction Roberto Landi), il quale ci preannuncia importanti scosse emotive e pure qualche scompiglio non previsto! Chissà che succederà! Anche lui ci parla della concorrenza: qualcosa di muove all’interno della GMM. In effetti, pure in casa Paradiso arrivano diverse nuove Veneri (ovvero commesse). Farà amicizia con qualcuna di loro? Questo non è dato sapere!

Qualcosa in più ci dice Pietro Masotti (ovvero Marcello Barbieri): dopo l’immatura morte della sua Rose, Marcello cerca un nuovo equilibrio, pensa al lavoro ma combina qualche disastro. Resterà in piedi, però, il suo rapporto amichevole con la contessa Adelaide di Sant’Erasmo.

Francesca Valtorta (Valeria Craveri) ci tiene a sottolineare l’armonia del gruppo, in particolare l’affetto con cui i “più anziani” accolgono le “new entries”, cercando di metterle a loro agio, e favorendone così il naturale inserimento. Per quanto riguarda il ruolo di Valeria, ci anticipa che rifletterà la moda Anni ’70 che si appresta ad affacciarsi all’orizzonte. Anche la concorrenza le punta gli occhi addosso... ma buio totale sul resto!!!!! Superabbottonata!

Possiamo aggiungere che Francesca ha in programma anche qualche spettacolo teatrale di un certo spessore.

Ed ecco finalmente una sorridente Chiara Trombini: la sua Barbara Musso, anche se con grandi sacrifici, riprenderà gli studi in medicina; inoltre continua a lavorare e a seguire i fratellini, essedo la mamma malata gravemente. A un certo punto, Barbara si avvicinerà a Johnny. Si innamorerà di lui? La scontata domanda rimane senza risposta! Però Chiara (lei proprio) ci preannuncia un interessante progetto teatrale: L’orologio americano, di Miller.

Infine ci illumina con il suo sorriso mediterraneo una new entry, Anita Lucenti: sarà Lia Mandalà, una ragazza che arriva da Partanna e andrà a vivere ospite dei Puglisi. Anita in realtà viene da Modica, città di barocco e di cioccolata. Empatica ed estroversa, ci anticipa che porterà una ventata di modernità. Lia, peraltro, è anche molto impulsiva, per questo le capiterà di avere pure delle discussioni con Concetta (ma a fin di bene, ci tiene a precisare). Spesso e volentieri se ne uscirà con frasi o modi di dire in siciliano; e come si sa, i dialetti sono capaci di colorire per bene ogni sceneggiatura. Anche Anita considera il teatro “la sua casa”: il cinema e la TV sono una novità.

Per sintetizzare tutto quanto abbiamo raccontato, dobbiamo concludere con una valutazione più che positiva: il gruppo ci sembra veramente compatto, motivato, ben amalgamato: chi frequenta i set o i camerini, sa quanto questo particolare risulti determinante. L’armonia, l’intesa, facilitano l’interazione fra gli attori e consentono di raggiungere un risultato migliore. Ricordiamo anche tutti gli altri attori che non siamo riusciti a intervistare: Lavinia Longhi, Alessio D’Ortenzi, Ksenia Borzak, Agnese Lorenzini, Antonio Ferrante, Francesca Masini, Aurora Moroni, Arianna Amadeo, Ilaria Maren, Danilo D’Agostino, Luca Ferrante, Giulia Sangiorgi, Francesco Ferdinandi, Agnese Lorenzini, Danilo D'Agostino.

Siamo certi che anche questa nuova serie sarà all’altezza delle precedenti, se non superiore. Non a caso, IL PARADISO DELLE SIGNORE è riuscito a conquistare anche il pubblico estero.

Prodotto da Giannandrea Pecorelli per AURORA TV, in collaborazione con RAI Fiction e RaiCom, il daily vanta un cast creativo ricco e capace, ispirato dal produttore creativo che è Francesco Pavolini. Il team registico è composto da: Andrea Canepari, Marco Maccaferri, Francesco Pavolini, Salvatore Romano, Federico Di Francesco, mentre il soggetto di serie è di Aaron Ariotti, Silvia Cinelli, Greta Frontani, Federico Lunadei, Elisa Orrico, affiancati da Fabrizio Cestaro, Paolo Girelli, Anna Mittone, Sara Rescigno, Valentina Barzago, Gianmarco Biemmi, Riccardo Degni. La fotografia è di Roberta Allegrini e Andrea Bellero; le musiche originali sono di Francesco De Luca e Alessandro Forti. Le spettacolari scenografie sono firmate da Maurizio Kovacs mentre i deliziosi costumi sono creati da Pamela Fontinovo. Oltre a tante altre figure professionali che compongono un ricco mosaico lavorativo e creativo.

Concludiamo con uno slogan che apparirà in vetrina: BELLA DALLA TESTA DI PIEDI! Ciò significa che le clienti all’interno del negozio troveranno anche una parrucchiera che si occupa delle loro chiome? Sembrerebbe proprio di si, ma non ci possiamo giurare: il daily ha fatto della sorpresa o della rivelazione sospesa il proprio credo.

Quindi, non ci resta che attendere il 7 settembre, per saperne di più! Buona visione a tutti!

 

di Salvatore Scirè

P.S. segue una ricca galleria fotografica in cui compaiono tutti (o quasi tutti) i componenti del cast

 

 

 

 

 

MADE IN REBIBBIA. RICUCIAMOLO INSIEME!

 Anche quest’anno, nel carcere romano di Rebibbia, si è ripetuta una manifestazione di grande valore sociale e culturale: una sfilata di moda “made in Rebibbia”. Come dire, circa 30 capi di abbigliamento realizzati interamente da un gruppo di detenuti, che poi li hanno indossati personalmente dando luogo a una interessante e gradevolissima sfilata. Il tutto, sotto l’insegna dell’Accademia Nazionale dei Sartori, un’antica istituzione le cui origini risalgono al 1575: questo è infatti l’anno di nascita dell’Università dei Sartori, creata per volontà di Papa Gregorio XIII Boncompagni.

Tra le eccellenze italiane, va sicuramente annoverata l’Alta Moda. Ed elemento di punta di questo settore è rappresentato dal lavoro artigianale, quello dei grandi maestri sarti, i quali, con ago e forbice, riescono a modellare perfettamente il taglio di stoffa sul fisico del cliente: su misura, nel vero senso della parola!

L’Accademia Nazionale dei Sartori, oggi come in passato, riunisce sotto la sua egida le più qualificate firme della sartoria su misura, ma la prestigiosa e storica Istituzione sartoriale non si limita a insegnare il gusto e lo stile a giovani, che qui vengono a studiare da ogni parte del mondo. Infatti, essa è attiva anche nel sociale: pochi giorni fa si è svolta con grande successo e notevole risonanza mediatica un’importante iniziativa: ci riferiamo a “Made in Rebibbia, ricuciamolo insieme”, un corso di taglio e cucito, tenuto presso l’Istituto penitenziario di Rebibbia, di Roma, con la precisa finalità di creare opportunità concrete di reinserimento sociale al termine del percorso didattico.

Il progetto è attivo già da alcuni anni, è nato da un’idea dell’ex Presidente  Ilario Piscioneri, ormai scomparso da qualche anno, ed è stato accolto con entusiasmo dai responsabili dell’Istituto di pena che si sono succeduti.

L’iniziativa è ancora oggi sostenuta dall’attuale Presidente Daniele Piscioneri, (figlio di Ilario)  e   si svolge sotto l’attenta guida del Maestro Sebastiano Di Rienzo e con il sostegno della BMW Italia. Anche quest’anno, le porte di Rebibbia si sono aperte al pubblico e alla stampa: in un piacevole tramonto-serata organizzato nell’area verde del penitenziario, 9 detenuti, a conclusione del corso triennale tenuto dal M° Di Rienzo,  hanno presentato una trentina di capi tagliati, cuciti e indossati da loro stessi, dando così luogo a un evento interessante, piacevole ed anche emozionante, che ha coinvolto tutti i presenti.

Si è colta chiaramente, infatti, la voglia di avere una seconda chance nella vita, grazie al desiderio di impegnarsi e di imparare, scoprendo l’importanza del “bello”, che il Maestro Sebastiano Di Rienzo è riuscito a trasmettere loro.

Vi proponiamo una serie di immagini, a testimonianza di una serata importante, che ha visto concretizzare la speranza per la vita futura, fuori da quelle mura: e questo, grazie all’apprendimento dell’arte sartoriale.                                                                         

di Salvatore Scirè

 

ACCADEMIA NAZIONALE DEI SARTORI

Via F.Crispi 115

00187 Roma – tel. 0642872259

 

 

 

 

SAGGIO DI FINE ANNO del CUS Roma

Anche quest’anno, a conclusione dei corsi di danza e teatro, gli allievi del CUS Roma si sono esibiti in un interessante ed affascinante spettacolo, realizzato grazie alla regia, alla coreografia e ai testi di Tiziana Persichetti Auteri e Lorenzo Gautieri. Il titolo già è esplicativo: La classe non è acqua. Come spiega la regia, si tratta di uno spettacolo che fonde danza e teatro nel racconto di vissuti adolescenziali e di adulti intenti nelle loro vite contaminati da temi scolastici che toccano il pensiero collettivo: amore, perfezione, tradimento, odio, futuro. Alla fine dello spettacolo il pubblico ha sorriso, ha riso e ha goduto di temi profondi in un viale in cui è passato anche lui nel suo percorso di vita. Artisti e pubblico raccolti nell’idea che ognuno avrà scritto un rigo di storia. In altre parole, la testimonianza che anche ciascun singolo individuo, nel suo “particolare”, può contribuire a scrivere la realtà quotidiana, la cronaca, la storia!

Ricordiamo gli interpreti della CUS Roma Dance Company, Lorenzo Gautieri , Monica Morabito, Gloria Muolo , Emanuela Tabolacci, Anna Lombardi, Silvano Vecchio, Giulia Avanzi, Aurora Bennardo.

Doveroso ricordare l’apporto del Direttore di scena Marta Andreozzi e la collaborazione alle Luci e audio di Giacomo Palmeri e Gianluca Andreozzi.

Redazione

 

 

Festival dell’Argentario 2026

Festival dell’Argentario 2026: tre serate dedicate alla cultura, allo spettacolo e alla grande musica. Nasce il “Premio Brando Giordani”

 

Nella magnifica cornice dell’Argentario, a Porto Santo Stefano dal 10 al 12 luglio si è tenuta la terza edizione del Festival dell’Argentario, un evento di richiamo promosso dal Comune di Monte Argentario, fortemente voluto dal Sindaco Arturo Cerulli e realizzato grazie all’impegno dell’Assessore al Turismo, Cultura e Commercio Chiara Orsini.

Gigi Marzullo ha fatto gli onori di casa accogliendo gli ospiti.

La prima serata ha ospitato lo spettacolo teatrale “Tu vuo’ fa’ l’americano”, diretto da Marcello Cirillo, con gli arrangiamenti e la direzione musicale del Maestro Demo Morselli. Un viaggio tra musica e memoria dedicato alla storia dell’emigrazione italiana, con la partecipazione dell’attrice Barbara De Rossi.  

La seconda serata ha visto la nascita del “Premio Brando Giordani”, dedicato alla memoria del grande dirigente Rai, giornalista, regista, autore e sceneggiatore: il riconoscimento è stato consegnato a Mara Venier, Alberto Matano e Giovanna Botteri.

La serata, condotta da Gigi Marzullo e dalla giornalista del Tg1 Valentina Bisti, ha visto anche la partecipazione della bravissima Serena Autieri, che ha offerto al pubblico un raffinato momento musicale, interpretando alcuni dei brani più rappresentativi del suo repertorio.

La serata conclusiva di domenica 12 luglio ha visto la presenza di Riccardo Cocciante, uno dei cantautori più amati e celebrati dal pubblico, protagonista di un viaggio tra i più grandi successi della sua carriera, da Bella senz'anima a Celeste nostalgia, da Margherita a Se stiamo insieme.

Complimenti per l’iniziativa, che sottolinea la vocazione culturale e turistica dell’Argentario, e che viene considerata ormai uno degli appuntamenti più significativi dell’estate toscana.

 

Redazione

 

 

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA 

PER LA PRIMA VOLTA ALL’ARENA DI VERONA

Dalla sua prima messa in scena nel 1974, il capolavoro di Garinei e Giovannini approda per la prima volta
all’Arena di Verona, debuttando nello storico anfiteatro sabato 10 ottobre 2026.

La commedia musicale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, scritta con Jaja Fiastri e impreziosita dalle musiche di Armando Trovajoli,  messa in scena da Marco Simeoli, che ripropone fedelmente la storica regia firmata dagli stessi Garinei e Giovannini. Completano lo spettacolo le coreografie di Gino Landi, riprese da Cristina Arrò, le splendide scene e i costumi ideati da Giulio Coltellacci.

I protagonisti di questa edizione, prodotta da Alessandro Longobardi per Viola Produzioni CPT – Teatro Brancaccio, sono Giovanni Scifoni nel ruolo di Don Silvestro, la special guest Lorella Cuccarini nel ruolo di Consolazione. La Voce di Lassù è quella di Enzo Garinei, mantenuta in suo omaggio anche per questa stagione.

Quest’anno celebriamo i 100 anni dalla nascita di ENZO GARINEI fratello di Pietro. La presenza della sua voce è particolarmente emozionante ascoltandolo ne “LA VOCE di LASSÙ”; uno meritato omaggio al grande Enzo che ci veglia anche lui, da lassù” – dichiara Alessandro Longobardi.

Completano il cast Marco Simeoli, nel ruolo del Sindaco, Sofia Panizzi nel ruolo di Clementina, Francesco Zaccaro nel ruolo di Toto e Francesca Nunzi nel ruolo di Ortensia, insieme a un ensemble di venti performer e danzatori.

Uno spettacolo che ha segnato la storia del teatro italiano, conquistando milioni di spettatori e attraversando generazioni grazie a una formula unica che intreccia comicità, musica, emozione e valori universali. Considerato uno degli spettacoli più amati di sempre dal pubblico italiano, Aggiungi un posto a tavola continua ancora oggi a rinnovare il proprio successo, confermandosi un classico capace di parlare a spettatori di ogni età.

L’approdo all’Arena di Verona rappresenta una tappa significativa nel percorso dello spettacolo, un evento speciale che unisce due eccellenze della cultura italiana: da una parte uno dei titoli più rappresentativi della commedia musicale nazionale, dall’altra uno dei palcoscenici più prestigiosi e riconosciuti al mondo.

Aggiungi un posto a tavola raggiunge così un nuovo e prestigioso traguardo, portando all’Arena di Verona tutta la forza di una storia senza tempo, accompagnata da canzoni entrate nell'immaginario collettivo e da personaggi che continuano a emozionare il pubblico da oltre mezzo secolo dal debutto.

 

 

                   Pirandello Fringe Festival

     SEI NOVELLE IN CERCA DI PALCO

 Selezionati i sei testi vincitori che porteranno Pirandello

tra le strade e i luoghi simbolo di Agrigento

 

Dalla Sicilia, arriva una notizie piuttosto interessante, concepita per rafforzare il legame culturale e artistico fra il teatro contemporaneo, quindi la drammaturgia dei nostri giorni, e l’omaggio a colui che può essere unanimemente considerato fra i maggiori Autori di tutti i tempi a livello mondiale.

Sei nuove drammaturgie contemporanee si preparano a dare voce all'universo pirandelliano, trasformando la città in un grande palcoscenico diffuso. Il Pirandello Fringe FestivalSei novelle in cerca di palco, ideato da Roberta Torre, ha annunciato infatti i sei testi vincitori selezionati dalla giuria composta da Alessandro Patti, Andrea Cirino, Rita Gari, Marco Savatteri, Valerio Santoro e Tiziana Bonsignore. 

Le opere, nate all'interno del corso di Drammaturgia condotto da Ottavio Cappellani, saranno messe in scena in diversi luoghi della città trasformando spazi urbani e siti storici in ambienti teatrali ispirati all'immaginario e alla poetica di Luigi Pirandello. I sei lavori selezionati propongono una rilettura contemporanea di novelle e scritti dell'autore agrigentino, affrontando temi universali e ancora oggi attualissimi: il rapporto tra individuo e società, la ricerca dell'identità, la fede, l'incomunicabilità, il conflitto tra aspirazioni e realtà, la fragilità della condizione umana.

SEI NOVELLE IN CERCA DI PALCO conferma la straordinaria vitalità dell'opera pirandelliana, capace ancora oggi di interrogare il presente e di reinventarsi attraverso nuovi linguaggi scenici, trasformando lo spazio urbano in un luogo di incontro tra teatro, comunità e contemporaneità. 

ECCO I TESTI VINCITORI:

I TRE SECONDI di Massimo Pantano, tratto dalla novella La verità.

Il testo affronta il rapporto tra verità individuale e giudizio collettivo attraverso la figura del contadino Tararà, protagonista di una confessione che mette in luce il peso delle convenzioni sociali e delle apparenze.

LA POSTA IN GIOCO di Michele Carvello, ispirato alla novella Il nido.

L’opera riflette sul tema della famiglia, dell’isolamento e dell’impossibilità di costruire relazioni autentiche all’interno di dinamiche sociali ed economiche oppressive.

 SECONDO NATURA di Angelo Castellano, tratto dalla novella Il soffio.

Il testo esplora il tema del potere e della responsabilità morale attraverso la vicenda di un uomo che scopre di poter provocare la morte con un semplice gesto.

NON È TUTTO ORO CIÒ CHE LUCCICA di Rita Daniela Timpanaro, tratto dalla novella La fede.

L’opera affronta il tema della spiritualità e del rapporto tra fede autentica e dimensione istituzionale della religione.

DIS(ACCORDO) di Giovanni Fardella, ispirato ai Dialoghi tra il Gran Me e il piccolo me.

Il lavoro mette in scena il conflitto tra aspirazione ideale e quotidianità materiale, sviluppando il tema dello sdoppiamento dell’identità.

E VENNE SCIALLE NERO di Giulia Caci.

Uno spettacolo pensato per un rapporto essenziale tra parola, presenza scenica e luogo.

 

CONTATTI E INFO

pirandellofringefest@gmail.com

presentato il film ELECTION DAY di Giorgio Amato

 

Il 29 giugno, in anteprima nazionale presso l’Arena “Notti di Cinema a Piazza Vittorio”, è stato lanciato il film ELECTION DAY, diretto da Giorgio Amato e prodotto dalla Sunshine, e distribuito dalla Medusa Film. Tra l’altro con un grande cast di grande livello attoriale, che vede tra i protagonisti Angela Finocchiaro e Giorgio Tirabassi. Il film sarà nelle sale cinematografiche a partire dal 9 luglio.

Il film, la cui sceneggiatura è stata scritto dallo stesso regista Giorgio Amato, racconta una storia dei nostri giorni: una vicenda pubblica e privata allo stesso tempo, che si sviluppa in una ipotetica lunga nottata, in cui i candidati seguono con ansia e interesse personale exit poll, sondaggi, proiezioni, in cui i due schieramenti contrapposti (non detto chiaramente, ma la situazione italiana è evidentemente ispiratrice dell’idea) viaggiano sull’onda di minimi scarti percentuali, che si scavalcano più volte a vicenda.

La protagonista (Angela Finocchiaro), onorevole in predicato per diventare ministro in caso di Vittoria, ha alle spalle una situazione familiare piuttosto complessa, che rischia di pregiudicare le sue chances. Fra una diretta TV e l’altra (i soliti commenti in cui nessuno vuole sbilanciarsi), nell’ambito privato cominciano a succedere una serie di cose che rischiano di compromettere la sua posizione. Accorre in suo aiuto il Vicesegretario del partito, in realtà anche suo ex-marito, (interpretato da Giorgio Tirabassi). Non vogliamo anticipare altro per non togliere il gusto della sorpresa, perché il film va gustato e assaporato dall’inizio alla fine, in un appassionante crescendo di emozioni e sorprese, che rendono il pubblico partecipe e coinvolto.

Il film è arguto e divertente, sottile ed ironico; soprattutto intelligente: si vede che l’Autore, nella sua formazione artistica, si è alimentato (com’è giusto che sia) ai canoni della commedia all’italiana, adattandoli al mondo odierno, dominato dai social, dall’apparire piuttosto che dall’essere. Ma diremo di più: è piacevolmente presente quel prezioso contatto con l’attualità e con la realtà, che era stato il punto di partenza del neorealismo italiano. Infatti, “Non eravamo solo ladri di biciclette”, come diceva Carlo Lizzani, che così volle intitolare il suo ultimo documentario sul tema.

Complimenti vivissimi al regista, cui va riconosciuto il pregio di aver saputo cogliere impulsi, sentimentalismi, reazioni, ma anche una buona dose di ipocrisia e falsità; elementi che caratterizzano la società e, di conseguenza la politica italiana odierna, dove si susseguono contraddizioni, cambi di casacca e via discorrendo. Insomma, una satira ben giustificata ed opportuna.

Come si diceva, di ottimo livello il cast attoriale. Oltre ai suddetti Angela Finocchiaro e Giorgio Tirabassi, abbiamo molto apprezzato l’interpretazione di tutti gli altri, che ci piace ricordare: Antonio Gerardi, Casula Stafida, Giulia Gualano, Camilla Icardi, Livio Kone e Maria Amelia Monti.

Auguriamo ad ELECTION DAY il successo che merita!

 

di Salvatore Scirè

 

 

 

LEO GULLOTTA PREMIATO A FAVIGNANA

 Favignana ha reso omaggio a uno dei più grandi interpreti del teatro e del cinema italiano. Nell'ambito della XIV edizione del Festival Florio, diretto dal Maestro Giuseppe Scorzelli, Leo Gullotta ha ricevuto il Premio Favignana per il Teatro, riconoscimento dedicato a una carriera che, da oltre sessant'anni, rappresenta uno dei punti più alti dello spettacolo italiano.La serata, ospitata negli ex Stabilimenti Florio, si è aperta con un intenso dialogo tra Giuseppe Scorzelli e l'attore catanese.

Sin dalle prime battute, Gullotta ha voluto spiegare il senso della sua presenza a Favignana, sottolineando di aver accolto l'invito per il piacere di essere nel suo Sud e di incontrare il pubblico, ribadendo un principio che ha accompagnato tutta la sua carriera: «Il pubblico va rispettato sempre». Un concetto che, ha spiegato, rappresenta il fondamento del suo modo di vivere il teatro e il cinema, perché ogni successo artistico trova il suo significato proprio nel rapporto umano con chi assiste a uno spettacolo, entra in una sala cinematografica o sceglie di seguire il percorso di un interprete.

Ripercorrendo oltre sessant'anni di lavoro, Gullotta, sempre legato alla sua profonda sicilianità, ha ricordato alcuni dei grandi maestri che hanno segnato il suo cammino artistico, da Giuseppe Tornatore, che ha definito un talento straordinario capace di raccontare come pochi la Sicilia e l'animo umano, ad Ennio Morricone, del quale ha voluto evidenziare la straordinaria semplicità umana.

Nel suo racconto ha evidenziato anche l'incontro con Nanni Loy e gli anni della sua formazione al Teatro Stabile di Catania, accanto a interpreti come Salvo Randone, Valeria Moriconi e Glauco Mauri.

Sottolineando il valore dello studio, Gullotta ha ricordato ai giovani come il talento, da solo, non è mai sufficiente.Infine, l'attore ha espresso il proprio amore per la Sicilia e per Favignana, elogiandone la bellezza, l'accoglienza e il patrimonio umano, condividendo al tempo stesso alcune osservazioni sulle opportunità di migliorare i servizi dedicati ai visitatori, lette come un invito costruttivo a valorizzare sempre di più un territorio di straordinario fascino.

Particolarmente emozionante il momento conclusivo della serata, quando il Sindaco di Favignana, Giuseppe Pagoto, l'Assessore alla Cultura Dafne Borgia e l'Assessore alle Politiche Sociali Ignazio Lucido hanno consegnato a Leo Gullotta il Premio Favignana per il Teatro 2026

Premio strameritato, per un grande attore, capace di passare con disinvoltura dal comico al drammatico, dal palcoscenico al set cinematografico: una persona perbene, cordiale, e affabile come pochi altri.

Redazione

 

 

 

Ed ecco un'anteprima sul Manzoni di Roma

TEATRO MANZONI : Una stagione coi fiocchi

 

 Il Teatro Manzoni di Roma ha presentato la stagione 2026/2027, concepita all’insegna della qualità e della grande tradizione scenica.

Il nuovo cartellone propone infatti non solo commedie di importanti autori italiani e internazionali, ma anche grande classico shakespeariano, destinato a coinvolgere non solo il pubblico abituale ma anche le scuole e i giovani.

Importante spazio sarà, come di consueto, dedicato alle iniziative culturali, a partire da Scrittori in scena e Manzoni Idee, che negli ultimi anni hanno conosciuto una crescita significativa.

Tornando alla parte strettamente teatrale, “Tra le novità più attese della prossima stagione – afferma il Direttore artistico Pietro Longhispicca l’arrivo in cartellone di un grande classico di Shakespeare: Sogno di una notte di mezza estate. Con questo importante allestimento, il Manzoni torna alle sue origini e rinnova la propria vocazione verso il teatro classico, nella convinzione che questi capolavori abbiano ancora oggi la forza di emozionare e coinvolgere, avvicinando giovani e adulti alla straordinaria bellezza dei grandi testi teatrali”. 

Ad inaugurare la stagione 2026/2027 del Manzoni saranno Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi, sul palco con GIN GAME di Donald L. Coburn, una commedia amara e tagliente dove il gioco diventa metafora dell’esistenza. 

A seguire un’altra coppia attesissima:  Enzo Iacchetti e Carlotta Proietti, in scena con BUONGIORNO MINISTRO! di Jordi Galceràn, impreziosito dalle musiche del Maestro Nicola Piovani. Una pièce dalla comicità grottesca e imprevedibile, talvolta romantica, mai volgare.

A novembre, in VIVA LA MAMMA, Iva Zanicchi, sul palco con Milena Miconi, Samuel Peron e Diego Ruiz, sarà una madre moderna, brillante e piena di energia che manda in crisi i figli a causa di una relazione con un uomo più giovane. (Scritto e diretto da Diego Ruiz). 

Rosita Celentano, Attilio Fontana e Stefano Artissunch esplorano le intricate dinamiche della vita di coppia con L’ILLUSIONE CONIUGALE di Éric Assous, uno spettacolo vivace e coinvolgente che, tra situazioni esilaranti e dialoghi brillanti, invita a riflettere sulle complessità e illusioni che spesso si nascondono dietro il matrimonio.

A dicembre, in un fantasioso e tenero  viaggio a ritroso nel tempo fino ai mitici anni 70, Michela Andreozzi porta in scena È TORNATO CAROSELLO! Contro il logorio della vita moderna!, uno spettacolo capace di far sorridere, emozionare e riscoprire un periodo in cui eravamo più leggeri, audaci e pieni di fiducia nel domani.

Sarà quindi la volta di Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli in FIORE DI CACTUS di Barillet e Gredy, commedia che mette in scena con ironia e leggerezza il conflitto tra apparenza e sentimento, fino a un finale in cui le maschere cadono e l’amore prende una direzione inaspettata (la regia è di Francesco Bellomo.

Ecco infine, a febbraio, l’annunciato SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE di William Shakespeare. Nel ruolo di Puck Melania Giglio, con la regia di Daniele Salvo.

Per la prima volta sul palco del Teatro Manzoni, Ornella Muti sarà una madre segnata dalla perdita del figlio ne L’INVISIBILE CHE C’È di Antonio Grosso. Una storia sull’assenza che diventa presenza, sul dolore che si fa memoria, e sull’amicizia che tenta di tenere in vita ciò che non si vede più. (Regia di Enrico Maria Lamanna).

Francesca Reggiani sarà invece protagonista di SUGO FINTO una commedia brillante e agrodolce scritta da Gianni Clementi in cui due sorelle zitelle, intrappolate da anni in un rapporto fatto di rancori e dipendenza reciproca, si ritrovano a regolare i conti dopo un ictus che lascia una delle due immobile e muta. Tra vendette, silenzi e resa, uno spettacolo caratterizzato da un umorismo tagliente e una profonda umanità (aprile 2027).

Chiudono la stagione Giobbe Covatta e Patrizia Pellegrino con IL GUFO E LA GATTINA di Bill Manhoff, deliziosa commedia del 1970: la storia di una prostituta e di uno scrittore fallito, che vivono entrambi in un condominio equivoco e mal frequentato.

 

Redazione

 

 

 

La nuova stagione del Sistina

IL SISTINA

“IL PIÙ AMATO, IL PIÙ SCELTO”

 

“Il più amato, il più scelto”: con questo slogan, il Direttore Artistico del Teatro Sistina Massimo Romeo Piparo presenta al pubblico romano la nuova stagione 2026-2027: una stagione fatta “di grandi storie, musica, novità e imperdibili ritorni!.

In effetti, è proprio così: Il Sistina, che vuole essere il punto di riferimento della nuova Stagione teatrale italiana, propone un cartellone variegato, dove non mancano le novità, ma anche i grandi ed attesi ritorni. Sempre con l’intento di coinvolgere ed emozionare gli spettatori di tutte le età.

Non mancheranno, come è ovvio e naturale che sia, i volti più amati del panorama teatrale televisivo italiano, a cominciare da Vincenzo Salemme, che a maggio 27 presenterà la commedia E FUORI NEVICA.

Apprezzata per il suo straordinario talento, in cartellone anche Serena Autieri, che in aprile sarà LA SCIANTOSA. E poi, due ritorni molto attesi, da diverso tempo: C’ERA UNA VOLTA... SCUGNIZZI di Claudio Mattone (a novembre), mentre a dicembre sarà la volta di MAMMA MIA, con l’applauditissima coppia formata da Paolo Conticini e Luca Ward.

Un altro atteso appuntamento della stagione sarà il debutto della applauditissima Rosalia Porcaro, che con Rossella Brescia, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo darà vita a un quartetto di artiste di grande esperienza e personalità, capace di conquistare gli spettatori con tanta ironia e… del buon cibo: la commedia si chiama, guarda caso, BELLE RIPIENE!

Tra le novità più stimolanti, SHALL WE DANCE, con Giovanni Pernice uno dei ballerini più amati dal grande pubblico di Ballando con le Stelle , e LA MOGLIE FANTASMA (a novembre) con Maria Grazia Cucinotta e Pino Quartullo

Poi gli attesi “ritorni” di spettacoli che hanno lasciato il segno! Dal 10 febbraio sarà in scena “Priscilla - La regina del deserto”, uno dei musical più amati dal pubblico internazionale

Dal 29 ottobre, ritornerà pure “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, con Samuele Carrino, Sara Ciocca e Rossella Brescia, che ripartendo dal Sistina inizierà ufficialmente anche il tour italiano.

Ricordiamo che nella prossima stagione Il Sistina Chapiteau si sposterà a Milano, per ospitare l'acclamato “Moulin Rouge! Il Musical”, dopo lo straordinario successo di pubblico e critica registrato nella Capitale.

A tale proposito, il Direttore Artistico Massimo Romeo Piparo, alla guida del Teatro Sistina da 13 anni, ha dichiarato:

 

“In un panorama italiano in cui le identità dei Teatri vengono sempre più tradite dallo spasmodico inseguimento di risultati commerciali, io ho compiuto lo sforzo di farmi guidare dal pubblico rendendolo sempre più “protagonista” delle stagioni del Sistina. L’indirizzo nella programmazione mi è stato dato dagli oltre 200 mila spettatori che scegliendo il Sistina mi hanno indicato la strada. Un calibrato mix di generi, con grandi interpreti, titoli-garanzia, e uno sguardo internazionale ed esclusivo, ritengo siano gli ingredienti di questo successo ultradecennale... Cercando ancora una volta di essere “il più amato e il più scelto”.

Per la cronaca, la nuova Stagione prenderà il via il prossimo 23 settembre con Giovanni Pernice, nello spettacolo “Shall We Dance!”.

Ovviamente, per i dettagli e le date esatte, vi invitiamo a visitare il sito del teatro

Cercheremo di seguire quanti più spettacoli possibili e di consigliarvi ed orientarvi nelle scelte.

W IL TEATRO!

 

di Salvatore Scirè

 

 

TEATRO SISTINA

Via Sistina 129, 00187 Roma

www.ilsistina.it

LEI, LUI, LORO  al Teatro Petrolini

 

Al Teatro Petrolini di Roma, dall’11 al 14 giugno 2026, è andato in scena un simpatico e divertente spettacolo dal titolo LEI, LUI, LORO, ispirato a un lungometraggio e adattato per il teatro dal regista Francesco Proietti.

Diciamo pure che si è trattato di un lavoro di carattere psicologico, applicato al rapporto di coppia che potrebbe nascere....

Vi capita mai di guardare qualcuno e di chiedervi a cosa stia pensando?

Quando al primo appuntamento, i due protagonisti sono guidati dalle emozioni che abitano le loro menti, ecco che i dubbi, i contrasti e le resistenze, si mettono subito al lavoro, attivando un gioco psicologico che ci svela i misteriosi meccanismi che fanno agire, litigare, riflettere e scegliere, nel tentativo di prevalere e guidarci verso la decisione finale. 

Accanto ai due potenziali “fidanzati”, ecco apparire altrettanti sosia, i quali rappresentano in realtà le loro emozioni, i loro istinti più immediati, spesso contrastanti: insomma, ciascuno di noi riflette e studia su cosa fare.

Alla fine, avrà il sopravvento una delle tante pulsioni che animano le nostre menti, probabilmente la meno giusta, ma questa è la roulette perenne della vita!

In altre parole, una divertente commedia, che ci racconta ancora una volta, la bellezza del caos della nostra mente.

Vivace e ben curata la regia di Francesco Proietti, che ha ben diretto la Compagnia 4 Cambi, composta da un bel gruppo di attori, tutti validi ed artisticamente interessanti, e che vogliamo ricordare singolarmente: Claudio Bravi, Lorenzo Crestini, Fabrizio Marcelli, Manuele Pacifici e Francesco Proietti (ovvero LUI e... gli altri),  e Laura Alfonsi, Hilary Ciavarella, Benedetta Ferrelli, Valentina Girola e Valentina Mastrorilli, Licia Pacella (ovvero LEI e le sue altre.... alter ego).

Ci piace citare questo spettacolo, poiché in autunno ne è prevista una ripresa, nello stesso teatro!

Complimenti a tutti! 

di Salvatore Scirè

Premio Biagio Agnes a Piazza di Spagna

 

PREMIO BIAGIO AGNES

Ieri sera, 25 giugno, nella magia iconica di Piazza di Spagna, sono stati consegnati i premi intitolati a Biagio Agnes. Il Premio è giunto ormai alla XVIII edizione ed è stato istituito dalla Fondazione Biagio Agnes. Ne abbiamo già parlato diffusamente nei giorni scorsi ma ci fa piacere ricordare i nomi dei vincitori: 

Premio per la Televisione: Stefano De Martino | Gerry Scotti

Premio Speciale: Antonello Venditti

Premio Giornalista Scrittore: Claudio Cerasa, Il

Premio Audiovisivo: Sandokan. Con Can Yaman, Alessandro Preziosi e Alanah Bloor. Regia: Jan Maria Michelini, Nicola Abbatangelo

Premio Inviati: Giovan Battista Brunori, Rai | Andrea Nicastro, Corriere della Sera

Premio alla Carriera: Lino Banfi

Premio Divulgazione Scientifica: Vincenzo Schettini, Professore di Fisica

Premio Speciale Libertà di Stampa: Redazione La Stampa, Direttore Andrea Malaguti

Premio Carta Stampata: Paolo Bricco, Il Sole 24 Ore

Premio Giornalismo Sportivo: Arianna Ravelli, La Gazzetta dello Sport

Premio Comunicazione Creativa: Fabrizio Casinelli, direttore Comunicazione Rai e Pierlugi Colantoni, direttore Area Creativa Comunicazione Rai per “Tutti suonano Sanremo”

Premio Generazione Digitale-Podcast: Andrea Gerli, Rai per la Sostenibilità – “In Mezz’Ora” per la parte digital | Guglielmo Nappi, Il Messaggero

Premio Under 30: Valentina Pigliautile, Il Messaggero

Premio Corrispondenti: Leonardo Panetta, Mediaset

Come è facile immaginare, tra gli intervenuti moltissimi rappresentanti delle Istituzioni, della RAI, padrona di casa, del mondo della cultura e dello spettacolo in particolare. 

Ricordiamo che la serata televisiva andrà in onda il prossimo giovedì 2 luglio su Rai 1 

 

 

 

 

 

Nel cuore di Monti, un nuovo albergo di assoluto fascino

 

L’Assessore Alessandro Onorato al taglio del nastro di Hotel Urbana, a Tribute Portfolio Hotel

Si è svolta ieri, mercoledì 24 giugno, l’inaugurazione ufficiale di Hotel Urbana, a Tribute Portfolio Hotel, la nuova struttura alberghiera che arricchisce l’offerta dell’hôtellerie di alta gamma della Capitale.

L’apertura è stata celebrata con il tradizionale taglio del nastro, alla presenza dell’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ospite d’onore dell’evento, insieme a Ferdinando Masciotta, patron dell’Hotel, che ha accolto gli ospiti confermando la visione imprenditoriale e l’impegno che hanno guidato il percorso di valorizzazione e rilancio di questa prestigiosa struttura ricettiva. Tra gli oltre trecento ospiti intervenuti all’inaugurazione, erano presenti autorevoli rappresentanti delle istituzioni e del settore alberghiero internazionale, tra cui Simona Agnes, Consigliere di Amministrazione Rai, Tommaso Tanzilli, Presidente del Gruppo Ferrovie dello Stato, Bernardo Mattarella, Amministratore Delegato Invitalia, Gianleo Bosticco, Vice President Development Southern Europe di Marriott International, il conduttore Rai Gigi MarzulloGiuseppe Roscioli, Presidente di Federalberghi Roma, a conferma del valore strategico che questa apertura riveste per il turismo e l’ospitalità della Capitale.

Situato nel cuore del Rione Monti, a Roma, l’hotel nasce dal recupero e dalla valorizzazione di uno storico palazzo ottocentesco commissionato nel 1860 dalla famiglia Costanzi e progettato dall’architetto romano Gaetano Koch. L’edificio rappresenta una significativa testimonianza dell’architettura romana post-unitaria.

A seguito di un importante intervento di restauro e riqualificazione, completato nel 2026, la struttura ha riaperto sotto il marchio Tribute Portfolio del gruppo Marriott International, con un progetto che ha saputo coniugare la tutela del patrimonio storico con una visione contemporanea dell’ospitalità.

Tra gli elementi distintivi dell’hotel spicca l’esclusiva terrazza panoramica, affacciata sui tetti di Roma e sulla Basilica di Santa Maria Maggiore, concepita come luogo di incontro e convivialità in uno scenario di grande suggestione. Il dialogo tra passato e presente si riflette anche negli interni: opere di artisti italiani contemporanei arricchiscono gli spazi comuni, mentre alcune suite custodiscono gli affreschi originali di Annibale Brugnoli, esponente della cultura decorativa della Belle Époque.

Simbolo identitario dell’hotel è il melograno, emblema di accoglienza, prosperità e buon auspicio per il viaggiatore, scelto per rappresentare lo spirito della struttura: un luogo in cui memoria storica, design contemporaneo e cultura dell’ospitalità si incontrano.

Con l’inaugurazione di Hotel Urbana, a Tribute Portfolio Hotel, Roma ha accolto un nuovo punto di riferimento dell’hospitality internazionale, capace di valorizzare il patrimonio architettonico della città attraverso una proposta sofisticata, esclusiva e autenticamente contemporanea.

Roma, giovedì 25 giugno 2026

Hotel Urbana, a Tribute Portfolio Hotel

Via Urbana, 167 - 00184 Roma

hotelurbana.com

Cinema Green

 

Osservatorio Spettacolo e Ambiente presenta il resoconto di due anni di attività

 

Venerdì 26 giugno a Roma una serata di cultura con il regista Riccardo Milani-

"Con il mio film "La vita va così" ho voluto raccontare il doloroso conflitto tra la necessità del lavoro e la salvaguardia del nostro prezioso territorio. Non dobbiamo rassegnarci al ricatto occupazionale: è urgente promuovere uno sviluppo etico e rispettoso di ogni identità locale. Il mio pastore sardo è il simbolo di chi resiste, di chi lotta per la propria terra e sono contento se il mio cinema possa essere d’ispirazione ad avere maggiore cura dell’ambiente e delle persone che ci circondano"

Queste parole emblematiche, pronunciate da Riccardo Milani, rappresentano veramente la sintesi di questa iniziativa lodevole ed artisticamente interessante, come di seguito meglio spiegato. 

Sostenibilità nelle filiere dello spettacolo: l’Osservatorio Spettacolo e Ambiente presenta il bilancio dei primi due anni di attività, che evidenzia una crescita delle produzioni cinematografiche certificate sul piano ambientale e numerosi interventi di efficientamento energetico realizzati da sale cinematografiche e teatri in tutta Italia. I risultati saranno anche al centro dell’incontro in programma a Roma venerdì 26 giugno alle ore 21.00 presso l’arena “Notti di Cinema”, la rassegna estiva promossa da ANEC Lazio che ogni anno trasforma la storica Piazza Vittorio in uno dei principali spazi di cinema all’aperto della Capitale.

Una serata di riflessione e condivisione ma anche di cultura e intrattenimento, grazie alla presenza del regista Riccardo Milani, che presenterà il suo film “La vita va così”. L'opera, caratterizzata da leggerezza e spirito critico, si sposa perfettamente con l’impegno del progetto nel coniugare contenuti sociali e intrattenimento popolare. Con il regista, interverranno Marco Gisotti, direttore scientifico dell’Osservatorio Spettacolo e Ambiente, e Massimo Arcangeli, direttore generale ANEC Lazio. 

L’Osservatorio ha dimostrato in circa due anni di attività una fortissima convergenza di temi e di pratiche della nostra industria dello spettacolo verso la sostenibilità ambientale -spiega Marco Gisotti, direttore scientifico dell’Osservatorio- Non solo opere di registi e registe mainstream come Milani, Virzì, Rohrwacher o Delpero hanno dimostrato nelle loro opere un sentimento diffuso di ritorno alle origini, di tutela del patrimonio storico-ambientale e una preoccupazione per la crisi ambientale, ma l’industria del cinema stessa ha aumentato il numero di opere con certificazione ambientale e ben 270 sale cinematografiche e 363 teatri hanno realizzato interventi di efficientamento energetico anche grazie ai fondi del PNRR. Il nostro compito è censire le buone pratiche e fare sì che tutte le imprese e i professionisti del settore le possano condividere, riducendo gli sprechi insieme ai costi, migliorando le performance artistiche e offrendo al pubblico un’esperienza con maggiore comfort, sicurezza e sostenibilità”. 

L’Osservatorio Spettacolo e Ambiente è un progetto realizzato nell’ambito del Next Generation EU. Partecipato da ANEC Lazio (capofila), Green Cross Italia e ATIP – Associazione Teatri Italiani Privati, il progetto è finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEu attraverso il Ministero della cultura – Direzione Generale Creatività Contemporanea. Con l’obiettivo di promuovere e integrare la sostenibilità ambientale nel settore del cinema e dell’audiovisivo, del teatro e degli spettacoli dal vivo lungo tutta la filiera, il progetto ha sviluppato diverse iniziative, tra cui attività formative, reportistica e momenti di convegnistica finalizzati al trasferimento di buone pratiche e innovazione tra gli operatori del settore.

Alle attività e agli studi dell’Osservatorio hanno partecipato in questi primi due anni di lavoro: Ministero della Cultura, Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, GSE, ENEA, il Credito Sportivo e Culturale – ICSC, ANEC nazionale, Anica Academy, Federesco, Fondazione per i cinema di Roma, AFIC, Assomusica, PEFC Italia, Trentino Film Commission, Associazione Produttori Audiovisivi,  Istituto Tagliacarne, Sapienza Università di Roma, Politecnico di Torino, Pellicola d’oro, Fondazione EOS, Isnova, Ecomuvi, Zen2030, Fondazione Ecosistemi.

Osservatorio Spettacolo e Ambiente

www.osservatoriospettacoloeambiente.it

 

 

 

S.Francesco... "SULLE VIE DEL CUORE"

Sarà in scena il progetto teatrale Francesco “Sulle vie del cuore” dal 12 al 17 luglio a San Fele, borgo della provincia di Potenza, una realtà suggestiva molto simile ai luoghi vissuti da Francesco, che diventa spazio teatrale della realizzazione del progetto, che non è solo teatro ma musica, spiritualità, cammini, che è ideato, diretto e interpretato da Francesco Branchetti , che sarà protagonista nelle vesti di San Francesco, affiancato dall’attore Lorenzo Flaherty e Barbara De Rossi che interpreta Chiara. 

Il progetto è in collaborazione con il maestro Mario Esposito e Samantha Chieffallo che ha curato la parte musicale. Viene presentato nell’anno Giubilare Francescano nell’800 ° anniversario della morte di San Francesco avvenuta nel 1226 che cade nel nostro anno il 2026 

Francesco Branchetti attore e regista ha al suo attivo una carriera teatrale dalla commedia alla drammaturgia, dalla regia all’interpretazione. Questo impegno nel rappresentare San Francesco ha una valenza maggiore, in quanto è riportare in primo piano la forza del messaggio del Santo, che parlava di povertà come libertà, fratellanza universale, ecologia e difesa dei diritti degli animali, tutti temi di grande attualità nel nostro tempo. 

 

Francesco, parlami  del tuo progetto teatrale che a luglio sarà in scena 

 

Si tratta di un progetto a cui tengo davvero molto e che coinvolge molti aspetti di me... il mio aspetto di credente e ovviamente tutto quello che riguarda il mio essere attore e regista, alla ricerca di progetti importanti e utili anche per il loro significato sociale e cosa ci può essere di più importante in questo senso che raccontare la storia di Francesco, in un'epoca come la nostra così travagliata. 
 
Tu  sarai   San Francesco, esserti chiamato  Francesco ti fa sentire vicino al santo. Quanto hai sentito su di te l'influsso del grande santo
 
Come ti ho detto sono molto credente e avevo già affrontato il personaggio di Francesco, in uno spettacolo tanti anni fa, ma soprattutto mi riconosco nella parola e negli scritti di Francesco, nel suo sentirsi sempre uomo nel suo confrontarsi con le sue debolezze con i suoi difetti, nella necessità di concepire una regola proprio per contrastare la profonda e fallibile  natura umana quindi difettosa e fragile; molte cose mi accomunano e mi fanno sentire vicino alle parole di Francesco anche l'abbraccio nei confronti di chi è profondamente diverso da me che mi è sempre venuto naturale profondamente spontaneo; naturalmente ho fatto e sto facendo un lungo lavoro di preparazione per entrare con cognizione di causa e rigore storico in un personaggio straordinario quando difficile da interpretare come quello di Francesco.  
 
Nell'anno 2026 nell'ambito delle celebrazioni  volute per l’anniversario della morte del Santo anche tu omaggi  questo grande uomo mettendo in scena  uno spettacolo teatrale su di lui? 

Sì mi è sembrato importante tornare a far sentire la parola di Francesco e in un'epoca in cui si parla continuamente di inclusione di accoglienza di povertà. Francesco ha trattato e vissuto questi temi per primo con un clamoroso rigore ed una clamorosa potenza empatica, rivoluzionaria e spirituale trovo che nelle parole di Francesco possiamo trovare molti insegnamenti utili e fondamentali, in un'epoca come la nostra dove è diventato difficile  ogni forma di dialogo e la condivisione la compassione e  la pietà sono diventati sentimenti sempre più rari soppiantati spesso dall'indifferenza o peggio dall'abitudine all'ingiustizia e al male  intorno a noi. 
 
Il progetto su Francesco è stato intitolato "sulle vie del cuore"  perchè lui era un anima pura, predicava la fratellanza il rispetto tra gli uomini la natura, gli animali, il cuore era al primo posto? 
 
Assolutamente si. 
 
Francesco il primo  a celebrare la fratellanza universale, nel Cantico delle Creature inneggia alla bellezza del creato  dove vede Dio... 
 
Sì Francesco è simbolo di purezza, anche profeta di un nuovo rapporto con la natura e con tutti gli elementi, argomento che avrà un grande spazio nello spettacolo, avremo modo di sentire dalle stesse parole di Francesco quanto la natura fosse centrale nel suo pensiero,  quanto lo fossero tutti  gli elementi, gli animali e tutto ciò che ci circonda, ci insegna come tutto ciò possa essere vissuto in una maniera completamente diversa da quella terribile che caratterizza il nostro presente dilaniato.  
 
Hai scritto un testo teatrale ad ampio  raggio tra  musica e teatralità per Francesco? 
 
Ho cercato di concepire uno spettacolo che raccontasse l'anima di Francesco attraverso la forza attoriale ma anche attraverso la forza delle luci, delle atmosfere visive, delle suggestioni illuminotecniche delle musiche sapientemente curate da Samanta Chieffallo ; ogni elemento dell'allestimento converge nel riproporre al pubblico con grande forza la parola potente e densa di spiritualità e clamorosa umanità di Francesco. 
 
In questa piece sei anche regista, vuoi avvicinare i giovani a Francesco ? 
 
Sì l'abbiamo concepita per avere un forte impatto sui giovani e mi auguro che la parola di Francesco sia anche di grande insegnamento per loro  e indichi una via ai giovani che oggi sono in un grande smarrimento. credo che la parola di Francesco gli possa essere di Profondo aiuto e guida . 
 

E’ stato impegnativo entrare nei panni di Francesco? 
 
Sinceramente è stato un lavoro difficilissimo, uno dei più difficili  ma altrettanto stimolanti che abbia mai affrontato come attore. 
 
Il progetto è stato presentato alla Camera dei Deputati...alla presenza del presidente della commissione cultura Federico Mollicone. Questo ti ha gratificato? 
 
Devo dire che mi ha fatto sentire soprattutto una grande responsabilità; Avere il patrocinio di tante istituzioni importanti mi porta a lavorare con grande senso di responsabilità che sento profondamente nel portare in scena questo spettacolo sia nella preparazione che nelle prove e nella realizzazione.  
 
Francesco se ci fosse oggi sarebbe sconcertato da questa umanità allo sbando, dovrebbe  lavorare di più che in passato per migliorare il nostro mondo. 
 
Senz'altro sì, sarebbe  in prima linea senz'altro portatore di un approccio umano e spirituale unico, candido senza tornaconti o secondi fini, carico solo della potenza del suo amore infinito per il prossimo sia esso uomo, animale, elemento della natura o lo stesso mondo intero. 
 
Hai scelto due attori come  Barbara De Rossi e Lorenzo Flaherty, li hai trovati giusti per questa realizzazione? 

 

Sì assolutamente sì. Li ho trovati sin da subito molto adatti per la profonda spiritualità che li caratterizza sul palcoscenico ma anche nella vita di tutti i giorni e conoscendoli ho avuto negli anni molte occasioni per rendermene conto per cui non ho avuto dubbi nel coinvolgerli subito nel progetto.  

 

 

 

Di Sabina Fattibene


MARCO SIMEOLI, UN ARTISTA A TUTTO TONDO!

Marco Simeoli non ha certo bisogno di preamboli o di presentazioni. Tra l’altro, ci conosciamo da 25, forse anche 30 anni. Intervistarlo, quindi, è stato soprattutto un piacere, per far riaffiorare alla mente vecchi ricordi, per raccontarci reciprocamente tante cose con calma: quando ci si incontra nel camerino alla fine di uno spettacolo e a una conferenza stampa veloce e caotica non si riesce a dire tutto quello che vorremmo. Se poi ci aggiungiamo il dettaglio, non trascurabile, che il risotto alla crema di scampi era favoloso.... Beh, il massimo! E dopo il sorbetto al limone, il registratore può mettersi tranquillamente in movimento!!!

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ED ECCO IL SALA UMBERTO

Il Direttore Artistico Alessandro Longobardi ha presentato alla stampa e al pubblico degli abbonati (intervenuto numeroso) la nuova Stagione 2026/2027, evidenziando la forza e l’entusiasmo di un un teatro che resiste e prova a rinnovarsi ogni anno, nonostante le difficoltà oggettive di al centro di Roma, una città in cui la gestione del centro storico da parte delle autorità capitoline complica non poco la regolare vita del teatro (e non solo). Basti pensare che stamattina il vostro cronista sul bus 80 ha impiegato 20 minuti per percorrere solo Via del Tritone!

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BARICCO IN VERSIONE BULGARA AL BRANCACCIO

Interessante evento in arrivo al Teatro Brancaccio di Roma, dove approda dalla Bulgaria la compagnia del Teatro Drammatico di Plovdiv, la quale, peraltro, porta in scena, per la prima volta in Italia due capolavori di Alessandro Baricco: si tratta di  Silk (Seta) e Without Blood (Senza Sangue). Che andranno in scena rispettivamente il 9 giugno e il 10 giugno alle h 21,00.

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