Chi è di scena

Gli spettacoli teatrali in corso e...in preparazione: i nostri consigli

 

 

LENNY AL MARCONI 

Al Teatro Marconi di Roma ha appena debuttato uno spettacolo di spiccata qualità, allo stesso tempo gradevole e coinvolgente. Stiamo parlando di LENNY, scritto da Giuseppe Pavia, e messo in scena con la consueta bravura da Antonello Avallone, che ne è regista e protagonista.

In realtà, si tratta di un testo intrigante e particolare, ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto.

La pièce inizia proprio con un cadavere a terra, quello di un famoso attore di night club, di nome Lenny, morto per overdose di droga. Dallo sviluppo drammaturgico che ne segue, parte la narrazione. 

Siamo a New York, in un affascinate night club degli anni ’60, dove si alternano performance di spogliarello, canzoni dell’epoca appartenenti alla memoria dei nostri ricordi più toccanti e, ovviamente, i graffianti e comici monologhi di Lenny, il quale non perde l’occasione per trattare argomenti e tematiche assai scomodi per l’epoca: sesso, religione, politica, razzismo!  La cosa viene subito alle orecchie dell’arcivescovo di New York e del procuratore distrettuale di Manhattan, Frank Hogan. Quest’artista, che nel frattempo ha conosciuto e sposato Honey Harlow, una famosa spogliarellista, agli occhi e alle orecchie dei potenti costituisce un pericolo per i principi morali su cui è fondata le società americana. Il coroner attribuisce il decesso a un’overdose: punto e stop.

Nel nostro spettacolo, ci si spinge un po’ oltre, anche se in maniera ovattata: “bisogna agire” è la parola d’ordine: lascia capire, pone un’ipotesi, ma volutamente non si esprime. Questo per quanto riguarda il legame con l’episodio di cronaca di cui sopra. Era il 3 agosto del 1966 e Lenny cessava la sua carriera artistica e la sua vita terrena.

Antonello Avallone, che interpreta Lenny Bruce, ha saputo sfruttare a pieno ogni minimo potenziale della storia, cercando di ricreare il clima e il “sentiment” che in quegli anni pervadeva tutto il mondo occidentale, specialmente gli USA, nazione puritana e con molte implicazioni religiose, anche estreme. Nella messa in scena ha saputo inserire anche un pizzico di sensualità proibita, rappresentata dai suggestivi numeri della moglie Honey, che induce anche ad un episodio “a tre”, in cui viene coinvolta anche la cantante Bijoux. Ovviamente con grande eleganza e con gesti appena intuibili e subito nascosti dal buio. Nonostante tutto, il rapporto tra i due coniugi comincia a vacillare!

Tutto il cast è di ottimo livello. Antonello Avallone brilla per la sua assoluta capacità di fondere ironia, spregiudicatezza e comicità alla drammaticità del racconto. Ovviamente, i suoi monologhi sono delle piccole chicche, sempre dotate di strali finali verso il potere. Al suo fianco, nel ruolo di Honey, c’è una eccellente Giulia Di Quilio, la quale alla sua conosciuta bravura associa una elegante e sensuale bellezza.  Altro attore di grande spessore artistico si dimostra Riccardo Bàrbera nei panni scomodi ma decisi del procuratore distrettuale Hogan. Efficace e apprezzato Giuseppe Renzo, nel ruolo di Harty, impresario imbarazzato preso tra due fuochi: l’amico e la legge! Piacevole e frizzante anche Francesca Cati, nella parte di Sugar, la sua segretaria/collaboratrice. Molto apprezzata Flaminia Fegarotti, brava attrice che qui si esibisce soprattutto come cantante: Bijoux, infatti, ci regala pezzi storici come Le foglie morte o Casablanca, che ci riportano magicamente indietro nel tempo.

Uno spettacolo affascinante, che mette insieme comicità e dramma, impegno civile e critica al potere, tra nostalgia e ricordo, ispirato all’omonimo film di Bob Fosse, interpretato da Dustin Hoffman.

E’ doveroso ricordare che la storia si svolge in una scenografia suggestiva firmata da Alessandro Chiti, mentre i costumi sono di Red Bodò.

Uno spettacolo da vedere assolutamente!

 

di Salvatore Scirè – 26 ottobre 2026

fino all’8 novembre (da giovedi a domenica)

Teatro Marconi - Roma

Viale Marconi 698/E  (parcheggio interno

Info e prenotazioni: 06 5943554 - info@teatromarconi.it – solo whatsapp 375 771 7111 
ACQUISTA ONLINE SU https://bv4.bigliettoveloce.it/spettacolo?id=58

 

 

 

 

   TI POSSO SPIEGARE     AL TEATRO GOLDEN

Al Teatro Golden ha appena debuttato una deliziosa commedia dal titolo “Ti posso spiegare”: una di quelle classiche frasi ormai codificate, che lasciano intuire immediatamente l’imbarazzo di un coniuge qualsiasi pizzicato in flagrante dal partner (e la cosa vale per tutti!).

Questa piacevole e garbate commedia, scritta da Michele La Ginestra e da Adriano Bennicelli (i due formano ormai una storica coppia autorale), racconta le vicende di Paolo e Roberta, ormai giunti alla soglia dei 25 anni di matrimonio. Lui è un fotografo di successo, che ha appena inaugurato una mostra personale; però capita che, tra galleristi, critiche d’arte, colleghi fotografi e invitati vari, quasi per magia si materializzi una fotomodella francese, Jacqueline, per cui qualcosa nel solido e collaudato rapporto si incrina, salvo l’happy end che non può mancare in situazioni comiche come questa. Non a caso, Roberta, che è una moglie particolarmente gelosa, a un bel momento trova Paolo a letto con Jacqueline... e lui, come si può facilmente immaginare, spara la celebre frase: “posso spiegarti tutto!”. In effetti, risulterà assai complesso spiegare come sono andate effettivamente le cose, specie se i due presunti fedifraghi sono ancora in preda ai fumi della sbornia.

L’originalità di questa particolare commedia sta proprio nel modo di raccontare questa fantasiosa e divertente storia, fatta di flashback a ritroso, che rappresentano il riaffiorare dei ricordi: in occasione del vernissage, infatti, un po’ tutti avevano alzato il gomito e l’alcool, come è noto, fa brutti scherzi... Se poi, per uno strano gioco del destino, capita che la modella non sa dove andare a dormire... Senza contare che Paolo, nella vita quotidiana, è regolarmente contornato da bellissime fotomodelle, che lui naturalmente guarda e apprezza, suscitando le ire giustificate ire di Roberta.

Per fortuna, a poco a poco, man mano che torna la lucidità, la verità verrà a galla e alla fine si paleserà anche una spiegazione più che valida, anche se “fatta di un presente inspiegabile e di un passato abbastanza confuso!”.

D’altro canto – come dice Paolo, “La vita è un mozzico, ma quando incontri la persona giusta ti viene voglia di masticare lentamente”. E così l’happy end è d’obbligo e non stiamo rivelando nulla di straordinario: infatti lo spettacolo è estremamente godibile e divertente grazie alla maniera in cui viene raccontata la storia.

Possiamo solo aggiungere che Michele La Ginestra  (oltre che coautore) è anche il protagonista maschile di questo lavoro, che gli consente di esprimere tutte le sue note qualità attoriali: straordinaria vis comica, tempi perfetti, senso dell’ironia e mimica facciale non comuni.

Beatrice Fazi, nel ruolo di Roberta, risulta brillante, incisiva e battagliera, pronta a lasciare Paolo senza pensarci su. Perfetta nel suo ruolo. E quando ricorre al dialetto campano/napoletano risulta ancora più divertente.

Martina Pinto brava e sicura, dà vita egregiamente al personaggio di Jacqueline, tra l’altro esprimendosi molto bene in francese, anche se “maccheronizzato” e mischiato all’italiano. Ed è anche una modella perfetta, che ogni fotografo vorrebbe immortalare!

Il testo, come già accennato, è veramente originale e ben costruito, secondo la sequenza a ritroso cui abbiamo già accennato.

Roberto Marafante, nelle vesti di regista, ha saputo sfruttare ogni minimo elemento per confezionale un prodotto di qualità, ricco di paradossale comicità, scandita da tempi veloci e impeccabili.

Sicuramente uno degli spettacoli più interessanti nel panorama teatrale romano, prodotto dal Teatro 7. Da vedere! Ne vale veramente la pena! Complimenti a tutti!

 

                        di Salvatore Scirè  25.10.2026

 

Fino al 1 novembre 2026

Teatro Golden

Via Taranto, 36 -   Roma

Info: tel. 06.70493826

 www.teatrogolden.it   

 

 

 

AMELIE IL MUSICAL

Al Teatro Brancaccio di Roma è in scena una originale favola musicale di derivazione cinematografica: stiamo parlando di Amélie, il Musical, tratto dal film Il favoloso mondo di Amélie, diretto da Jean-Pierr Jeunet nel 2001, che tanto successo riscosse a suo tempo.
Caratteristica vincente: la fantasia, concetto base che permea tutto il lungometraggio cinematografico, così come la versione teatrale che ne è stata realizzata dalla Ad Astra Entertainment in co-produzione con Compagnia delle Formiche e Fabrizio di Fiore Entertainment & Fdf Gat.

Il ruolo della protagonista, Amélie Poulain, è affidato a Giulia Ottonello, un’attrice e cantante la quale ha consolidato la sua carriera nel teatro musicale interpretando numerosi ruoli da protagonista in diverse produzioni teatrali nazionali. Un suo acuto inarrivabile ha strappato applausi e stupore a scena aperta! Accanto a lei un cast totale di quattordici performer, tutti di altissimo livello.

L'opera (che si avvale delle musiche originali di Daniel Messé, delle liriche di Daniel Messé e Nathan Tysen e del libretto di Craig Lucas) - è interamente cantata dal vivo in lingua italiana.

Va detto che l'adattamento italiano dei testi e delle liriche è stato curato da Alessio Fusi. La regia e le coreografie sono firmate da Eugenio Contenti, mentre la direzione musicale è di Fabio Serri.

La storia è, tutto sommato, abbastanza semplice: è quella di una ragazza che perde la mamma da bambina e si ritrova con un padre molto particolare e poco affettivo. Tale dettaglio non da poco (senza voler fare della psicologia!!!) potrebbe aver influito negativamente sul suo carattere, condizionandola al punto di voler sfuggire alla realtà. Cerca inconsapevolmente (o consapevolmente?) l’amore, ma quando il sentimento la sfiora, lei tenta sempre di sfuggire, almeno fino alla fine, anche se....

Converte quindi la sua giovane esistenza alla missione di fare del bene al prossimo. Lasciata la sua provincia nativa, si trasferisce a Parigi, dove inizia a lavorare al “Café des 2 Moulins”, in quel di Montmartre, dove incontra i personaggi più disparati, ma girando per la città trova degli oggetti e fa di tutto per riconsegnarli ai legittimi proprietari, fino a un galeotto album di fotografie: la ricerca del proprietario, infatti, la porterà a incontrare al suo “lui”, il quale, per superare la sua ritrosia, dovrà scomodare addirittura Zenone e il suo celebre paradosso (quello che sosteneva che il movimento non esiste, come predicava il suo maestro Parmenide: Achille non raggiungerà mai la tartaruga, ma lasciamo da parte i ricordi liceali di filosofia!).

Come dicevamo, il musical è ambientato nell’ultimo scorcio del secolo scorso, anzi la giovane Amélie resterà colpita dalla scomparsa della principessa Diana (nel 1997): un momento assai riuscito è proprio la divertente riproposizione di Elton John.

Insomma, tra i tavolini del Cafè, si intrecciano piacevolmente sogni, ricordi ma anche incontri imprevisti, dando vita a una favola moderna fatta di “piccole coincidenze e grandi emozioni.”

I punti di forza del musical sono senza dubbio molti, ad iniziare dalla bravura del cast:

accanto a GIULIA OTTONELLO, si fanno notare tutti i suoi compagni di viaggio:

MATTIA BALDACCI, LAURA DI MAURO, MARCO D’ALBERTI, DAVIDE NEBBIA, NICCOLÒ CURRADI, CLAUDIO ZANELLI, DAVIDE PACIOLLA, ELENA MANCUSO, ROBERTO COLOMBO, FRANCESCA CIAVAGLIA, SARA ZAPPA, FRANCESCO SARTINI, ANNA PARA, EMMA PARA, FEDERICA LAGANÀ e LORENZO SARINELLI, molti dei quali interpretano più ruoli, caratterizzandoli come si deve.

Abbiamo molto apprezzato la fantasiosa ed efficace regia di EUGENIO CONTENTI, che ha curato anche le coreografie.

Fiabesche nella loro semplicità anche le scenografie, firmate da GABRIELE MORESCHI, che ricorre creativamente all’uso di cornici luminose, a proiezioni, e alla fine anche a un potente fascio di luce che assume il ruolo di simbolico muro, a dividere due persone, ma anche due mondi, inizialmente lontani ma che poi fatalmente si attraggono.

Forse le musiche originali potevano dare qualche emozione in più, ma nel complesso, lo spettacolo risulta gradevole e affascinante.  

Dal Brancaccio lo spettacolo proseguirà la sua articolata tournée per tutta Italia. I dettagli delle tappe con le relative date sul sito www.amelieilmusical.it

 

di Salvatore Scirè 24 ottobre 2026

 

Fino al 25 ottobre 2026

TEATRO BRANCACCIO

Via Merulana, 244, 00185 Roma  

Info:  botteghino@teatrobrancaccio.it

Tel. 06 8068 7231

 

TOILET al Piccolo Eliseo

                                              TOILET

Sono chiuso qui dentro ma nessuno sa dove… neanche io!

Una storia scritta, diretta e interpretata da GABRIELE PIGNOTTA

Dal 27 ottobre all’8 novembre, prima di partire per il tour internazionale in Cina, Gabriele Pignotta porta al Piccolo Eliseo un bagno qualunque, e ne chiude la porta a chiave. Dentro c’è Flavio Bretagna, venditore sempre al telefono, sempre di corsa, sempre altrove con la testa. Si ferma in una piccola area di servizio senza nemmeno registrare dove si trovi, entra in bagno e, quando prova a uscire, la serratura non cede. Uno scherzo? No. Fuori non risponde nessuno. Inizia così un racconto surreale, divertente. Si ride molto, poi la tensione sale, e con il passare delle ore quelle quattro mattonelle diventano lo spazio in cui affiora l’inconscio del protagonista, senza più vie di fuga.

“Chi è davvero Flavio Bretagna?” racconta Gabriele Pignotta. “È l’essere umano medio, quello in cui ogni spettatore può riconoscersi, perché incarna i vizi della nostra contemporaneità. Ha puntato tutto su carriera, lavoro e soddisfazione personale, trascurando la vita privata e gli affetti. Una situazione del tutto inaspettata lo costringerà a guardarsi dentro, e il pubblico farà lo stesso. Il tutto, ovviamente, fra mille risate e colpi di scena.”

Conoscendo da molto tempo Gabriele Pignotta ed apprezzandone le capacità e la bravura, come attore e come autore, ci aspettiamo uno spettacolo di grande livello. Noi ci saremo e, ovviamente, vi racconteremo qualcosa in più!!!!

INFO : Piccolo Eliseo, dal 27 ottobre all’8 novembre 2026 - Via Nazionale 183  Roma

Redazione  21 ottobre 2026 

 

 

 

     RITORNA AL TEATRO SISTINA

“IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA”

Al Sistina di Roma dopo il grande successo riportato nella stagione precedente, ritorna l’affascinante e commovente spettacolo “Il ragazzo dai pantaloni rosa”. La particolarità di questo lavoro nasce proprio dal fatto che racconta una storia vera, realmente accaduta poco più di 10 anni fa. Come ricorderete, si tratta di una storia drammatica, che Massimo Romeo Piparo, (autore dell’adattamento teatrale insieme con Roberto Proia, sceneggiatore anche dell’omonimo film campione d’incassi), nonché regista attento e sensibile, ha saputo magicamente trasformare in un messaggio di speranza, oltre che di profonda riflessione. Il tutto, però, abilmente miscelato con un vorticoso turbinio di musiche e balletti.

Il musical narra la storia di Andrea Spezzacatena, il quindicenne che una qualche anno fa si tolse la vita: la sua fragilità di giovane creatura purtroppo ne aveva fatto una vittima predestinata del bullismo e del cyberbullismo. L’adattamento prescelto per questo spettacolo è stato definito “in forma di juke box musical, e comprende quindi una playlist di canzoni popolarissime del pop-rock italiano scelte come parte del racconto, in un caleidoscopio di grandi successi che appaiono talmente calzanti al racconto da sembrare quasi scritti apposta per questa storia”.

Come già il film, anche il musical, di conseguenza, si riallaccia al libro “Andrea: Oltre il pantalone rosa”, che, Teresa Manes, la madre del giovane Andrea, ha voluto scrivere sull’episodio – risalente a una dozzina di anni fa - che tutti noi ricordiamo.  E la magia di questo spettacolo è proprio quella di essere stato reso “ancor più “leggero e evocativo” nei toni e nel modo di trattare un argomento sulla carta così delicato, grazie all’enorme contributo delle canzoni che conferiscono alla messa in scena un calore e un’energia davvero unici e di grande coinvolgimento.”

La definizione di jukebox musicale si spiega con il fatto che la colonna sonora comprende una ventina di brani, vere e proprie hits tra cui 100 messaggi, A modo tuo, Gigante, Il filo rosso, La fine, Sogna ragazzo sogna Sanremo, Una musica può fare, Volevo essere un duro, e ovviamente il brano di Arisa “Canta ancora”, reso celebre proprio dal film suddetto e premiato ai Nastri d’Argento come migliore canzone originale.

A dare volto e voce al protagonista di questa toccante storia che ha commosso l’Italia è Samuele Carrino (Andrea), attore-rivelazione di una nuova generazione di talenti e già interprete del film, così come Sara Ciocca. Al loro fianco Rossella Brescia, nei panni della madre di Andrea, bravissima nel rendere efficacemente gli stati d'animo più diversi, da moglie disillusa a madre dolcissima e tenera. un ruolo di grande intensità emotiva. Christian Roberto ha il delicato ruolo di Andrea a 27 anni, narratore disincantato e voce del “domani”. Insieme ad un ensemble di grande talento, completano il cast Donato Altomare nel ruolo di Tommaso, il padre di Andrea; Matteo Volpotti in quello dello stravagante e contagioso prof. di musica Gioli; Tommaso Pieropan nei panni di Christian, il bello e bullo della scuola, colui a cui toccherà l’ingrato compito di essere il carnefice designato; e il piccolo Michele Mula nel ruolo del fratellino Daniele. La direzione musicale è di Emanuele Friello, le coreografie di Dalila Frassanito attivissima, tra le altre cose, nel panorama della musica leggera italiana, le scenografie di Teresa Caruso, i costumi di Cecilia Betona, le luci di Umile Vainieri, il suono di Stefano Gorini.

Molti dei giovani attori e performers dell'ensemble provengono ovviamente dalla scuola del musical Accademia Sistina.

Il M° Emanuele Friello, ha curato come sempre gli arrangiamenti di tutti i brani che compongono la colonna sonora del musical. 

Uno spettacolo che emoziona sicuramente e che lascia il segno. Da vedere, con l’augurio che effettivamente possa contribuire a contrastare un fenomeno sociale che sta segnando negativamente i nostri tempi; e con la speranza che questo faro di luce acceso dal Teatro Sistina splenda a lungo, illuminando i nostri cieli anche a grande distanza!

           

                                                             di Salvatore Scirè - 20 ottobre 2026

DAL 29 OTTOBRE 2026

Teatro Sistina

Via Sistina 129, 00187 Roma

Info: 06.4200711 – www.ilsistina.it

biglietteria@ilsistina.it ufficiogruppi@ilsistina.it

 

 

L'ELISEO RIAPRE CON DYLAN DOG

Il 28 ottobre riapre ufficialmente il Teatro Eliseo di Roma, dopo un periodo, diciamo così, complicato! E di questo dobbiamo essere grati, come cittadinanza, ad Alessandro Longobardi, il nuovo Direttore Artistico del Teatro Eliseo, un luogo storico del panorama artistico italiano. Ricordo (e scrivo in prima persona) quando, tantissimi anni fa, portai una busta al grande Paolo Stoppa (che praticamente abitava dentro il teatro), o quando andai a salutare Luca De Filippo in camerino (avevamo fatto il militare insieme!). E come dimenticare tutti gli spettacoli visti, sempre con nomi di spicco in cartellone?

Ebbene, la riapertura dello spazio coincide con la prima opera teatrale tratta da un fumetto (in Italia), e non solo: quest’anno si festeggiano i 40 anni di Dylan Dog. Ed ecco apparire, dalle parti di Via Nazionale, DYLAN DOG HORROR SHOW, di Tiziano Sclavi e Nicola Russo, con la regia di Valter Malosti; e si tratta della prima produzione teatrale della casa Sergio Bonelli Editore, (nota anche per la creazione di Tex Willer). Insomma un grande evento che porterà l’universo dell’Indagatore dell’Incubo al debutto teatrale.

“Era il 26 settembre del 1986 quando Dylan Dog, creato da Tiziano Sclavi, sbarcò per la prima volta in edicola per Sergio Bonelli Editore con L’alba dei morti viventi - scritto da Sclavi, disegnato da Angelo Stano e con la copertina di Claudio Villa - albo d’esordio di una serie che da allora ha raccolto milioni di lettori. In questi quarant’anni Dylan Dog ha attraversato l’orrore senza mai negarlo, scegliendo invece di osservarlo, interrogarlo e raccontarlo. Ed è proprio da questo sguardo che nasce il filo conduttore delle celebrazioni che stanno caratterizzando questi mesi e culmineranno con l’arrivo di Dylan Dog sul palcoscenico.”

Il cast di DYLAN DOG HORROR SHOW è composto da Gabriele Graham Gasco nel ruolo di Dylan Dog, Loris Fabiani in quello di Groucho, Marit Nissen nei panni di Veronika, Ida Marinelli nel ruolo di Madame Trelkovski, Danilo Nigrelli interpreterà un demone multipersonalità, Antonino Iuorio nel ruolo dell’Ispettore Bloch, Dario Battaglia nei panni di Xabaras, Camilla Nigro in quelli di Bree Daniels, Beatrice Vecchione nel ruolo di Lillie Connolly, Annamaria Troisi nei panni di Morgana e Sofia Fusciani in quelli di Anna Never. Tutti gli attori presenti hanno definito con alcuni aggettivi significativi i loro rispettivi personaggi: un momento molto simpatico!

Completano il cast i performers: Fabio Bergaglio, Antonio Carta, Alessandro Pallecchi, Sofia Celentani Ungaro, Cecilia Francesca Croce, Michele Calcari e Giovanni Fasser.

La parte musicale sarà affidata a un power trio composto da Paolo Spaccamonti alla chitarra, Luca Cavina al basso e Jacopo Battaglia alla batteria.

Per l’occasione il Teatro Eliseo, storico teatro romano, trasformerà il suo foyer in uno spazio esperienziale dedicato all’universo visivo e narrativo dell’Indagatore dell’Incubo.

Durante la conferenza stampa di presentazione, abbiamo raccolto delle interessanti dichiarazioni dei vari protagonisti.

Michele Masiero, Direttore Editoriale di Sergio Bonelli Editore, ha affermato: “Lavorare a DYLAN DOG HORROR SHOW è, dal punto di vista editoriale, un’esperienza davvero speciale: vedere l’universo creato da Tiziano Sclavi che prende via via una forma nuova, senza perdere la sua identità, è un viaggio appassionante.”

Valter Malosti, il regista: “Ho pensato a uno spettacolo immersivo che trasforma il palcoscenico in una tavola di fumetto che prende vita e corpo, in una forte dimensione filmica e scultorea. Non una semplice trasposizione teatrale, ma un'installazione d’arte in movimento continuo dove i confini tra performance, concerto e arte visiva si dissolvono — proprio come i confini tra sogno e realtà nei casi dell'Indagatore dell'Incubo.”

Aggiungendo durante l’incontro un bel concetto: “nel cuore del teatro ci sono gli attori... che non debbono per forza essere somiglianti ai personaggi di riferimento: sarà la bravura degli artisti a facilitare la trasformazione, magari aggiungendoci un contributo personale di originalita”

Nicola Russo, drammaturgo: «Credo sia proprio una giusta intuizione portare Dylan Dog a teatro. Il palcoscenico è il luogo in cui possiamo plasmare il tempo, rivivere il passato, in cui ci è dato di interloquire con i morti, mettere la nostra folle solitudine sotto un riflettore per farci attraversare da paure, incubi e fantasmi».

Alessandro Longobardi, Direttore Artistico Teatro Eliseo, ha aggiunto : «Con Dylan Dog Horror Show portiamo per la prima volta in teatro un'icona del fumetto italiano che ha formato intere generazioni. Non è un'operazione nostalgia, è teatro horror contemporaneo. Vogliamo che lo spettatore entri in una tavola di Sclavi e ne esca come se avesse appena chiuso l'albo n.1. Paura, ironia e Groucho.  Viola Produzioni continua la sua ricerca su nuovi pubblici e nuovi linguaggi per il teatro».

TEATRO ELISEO – Via Nazionale, 183, 00184 Roma RM

INFO E BIGLIETTI: botteghino@eliseoteatro.it - www.eliseoteatro.it

di Salvatore Scirè – 14 ottobre 2026

 

 

GIN GAME AL MANZONI DI ROMA

La nuova stagione del Teatro Manzoni di Roma ha preso il via con un elegante lavoro dal titolo GIN GAME di Donald L. Coburn,  vincitore del prestigiosissimo Premio Pulitzer per la drammaturgia nel 1978. Per la messa in scena di questa pièce, è stata chiamata una coppia d’eccezione del Teatro italiano, Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi, i quali saranno insieme sul palco fino a domenica 25 ottobre 2026, sotto la regia di Gianpiero Francese. 

Gin Game (qui rappresentata nella bella traduzione di Enrico Medioli) è un’opera di straordinaria intensità, che tocca e racconta delle tematiche sociali di profonda umanità: infatti, i protagonisti sono due anziani signori, che debbono fare i conti con un  forte senso di solitudine, che per fortuna entrambi riescono a fondere con una certa dose di intelligente ilarità.

Praticamente, quello che poteva risultare un lavoro meramente drammatico (e potrebbe esserlo sul serio, pensando alla solitudine delle case di riposo, all’abbandono – vero o presunto... o inventato? – da parte di figli e consanguinei vari), si trasforma magicamente in una commedia brillante, ironica, con un finale quasi liberatorio.

La trama ci parla di due personaggi, Walter Martin e Fonsia Dorsey, i quali si incontrano casualmente nella casa di riposo di cui sono ospiti. Walter, capace di apparire insieme burbero e tenero, si offre di insegnare a Fonsia a giocare a Gin Rummy: neppure a farlo apposta, l’allieva supera il maestro, al punto che le continue vittorie della donna scatenano la rabbia di Walter. Quest’ultimo lascia trapelare tutta la sua ossessione per il gioco e non nasconde l’esigenza assoluta di vincere. Insomma, siamo di fronte a una forma di ludopatia. “Il gioco si trasforma quindi per entrambi nel pretesto per umiliare l'altro ed esporlo alle proprie debolezze e fallimenti”, dando luogo così a una “commedia amara e tagliente dove il gioco diventa metafora dell’esistenza e che, con dialoghi brillanti e feroce ironia, mette a nudo la solitudine, l’orgoglio e il bisogno di vincere almeno una volta nella vita.”

Scontato dire che la coppia Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi sul palco di dimostra di alto livello. Un’interpretazione superlativa da parte di entrambi. E’interessante riportare cosa dice di loro il giovane regista Gianpiero Francese: “Lavorare con Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi è stata un’esperienza unica, una specie di saccheggio silenzioso per cercare di rubare tutto ciò che la loro esperienza potesse servirmi. La classe di Giuseppe e la tenacia di Pamela mi hanno da subito conquistato e credo che Gin Game resterà stampato nella mia memoria per sempre. Ricominciare dal Teatro Manzoni e aprire la stagione 26/27 è un onore per me e per la produzione Opera. Gin Game è un testo di una forza incredibile in cui la poesia che annoda il racconto di due solitudini, si esalta attraverso un’ilarità di profonda raffinatezza. Aspettiamo il pubblico sicuri di non deluderlo.”

Lo spettacolo va visto: si distingue per l’eleganza della semplicità, di cui la regia riesce a sfruttare  tutte le sue pieghe, cogliendone a pieno la vivacità, esaltando la spontanea umanità dei personaggi, con i loro vizi e le loro manie. Ne vale la pena!         

 

                  di Salvatore Scirè  – 11 ottobre 2026

Per info e prenotazioni:

TEATRO MANZONI

Via Monte Zebio, 14 – Roma

Tel. 06.3223634   WhatsApp 327.8959298

prenotazioni@teatromanzoniroma.it   www.teatromanzoniroma.it

 

 

 

 

STREMATE: Ultimo Tanga a Parigi

STREMATE è il titolo ricorrente di una vera e propria Saga Teatrale al femminile, nata grazie a una felice intuizione di Giulia Ricciardi, autrice e attrice: nella Prima Serie sono nate ben 6 commedie, che hanno riportato notevole successo e gradimento da parte del pubblico (Parzialmente Stremate, Stremate dalla Luna, Le Bisbetiche Stremate, Tre Stremate e un maggiordomo, Stremate: Ultimo Atto, Stremate e Beate).

Arriva adesso nelle sale romane l’attesissima nuova Seconda Stagione, che prende il via con STREMATE: Ultimo tanga a Parigi, in scena al Teatro Tordinona di Roma dal 6 al 18 ottobre 2026, con Paola Migneco, Giulia Ricciardi, Francesca Romana Succi, Marina Vitolo, per la regia di Patrizio Cigliano.

Il primo episodio della seconda stagione ci racconta una storia per certi versi paradossale e che proprio per questo si rivela particolarmente comica, concepita proprio per divertire e regalare al pubblico un’ora e mezza di leggerezza di qualità.

Protagoniste dell’episodio sono quattro compagne di scuole ed amiche di vecchia data: Silvana, Mirella, Marisa ed Elvira.

Lo spettacolo inizia curiosamente con un video, nel quale si vedono Mirella, Marisa ed Elvira, cariche di borsoni e trolley, tutte un po’ su di giri, dal momento che sono in partenza per Parigi, dove vive la loro amica Silvana, sposata con un affascinante medico francese. Cosa ci può essere di meglio di una bella vacanza nella Ville Lumière?

Giunte all’ombra della Torre Eiffel, vengono accolte in casa dall’amica Silvana, la quale offre loro per cena escargot e soupe d’oignons, ma le tre ospiti preferiscono optare per spaghetti al sugo preparati da Elvira, la quale, da buona napoletana, si era portata appresso adeguate provviste di cibo (alla Totò e Peppino). Le quattro amiche si punzecchiano, battibeccano, si prendono in giro e dai dialoghi, a poco a poco, emergono caratteri ed intenzioni del viaggio.

Scopriamo così che Silvana (brillantemente interpretata da Paola Migneco) ha problemi di coppia con il marito Jean Claude (i due hanno anche una figlia); marito dal quale ha appena scoperto di  essere tradita con una tale “marlon brando”, nickname scelto volutamente per depistare. Inoltre, Paola si diverte a infarcire le sue battute qua e là con un pizzico di sicilianità.

In realtà dietro il nome hollywoodiano dell’amante si nasconde Marisa (cui dà vita la bravissima  Francesca Romana Succi), una donna tutta vamp, un po’ snob e spregiudicata, con aria di conquistatrice: non a caso, indossa regolarmente il tanga! Solo che poi, messa alle strette, confida ad Elvira e Mirella di essere lei l’amante di Jean Claude (ovvero “marlon brando”!). Le altre due ovviamente saltano sulla sedia e cercano di ostacolare questo enorme torto che Marisa vuole fare a Silvana: pensate che si è comprato un nuovo tanga da indossare, come sorpresa per Jean Claude, che fa collezione di tali indumenti intimi.

Altra componente del gruppo è Mirella (impersonata con forte vis comica e simpatia da Giulia Ricciardi), la quale ha uno scopo primario: andare al Louvre per riprendersi la Gioconda perché “è roba nostra”, italiana, come la Gallia e la Corsica!!!!!!

La quarta amica è Elvira (l’irresistibile Marina Vitolo), che, da buona partenopea, ama il cibo e nello zaino infila mezza dispensa alimentare.

Ecco, questi sono gli ingredienti attoriali cha lasciano presagire quanto pepata e divertente possa essere questa commedia. Ovviamente non ci addentriamo ulteriormente nella descrizione della trama, per non svelare come andrà a finire: sicuramente... ne vedrete delle belle!

Le quattro ragazze sono tutte strepitose e ci regalano ciascuna un personaggio totalmente diverso, per arricchire la commedia. Molto bella, armoniosa e fantasiosa la regia curata da Patrizio Cigliano, che sa sfruttare al pieno ogni dettaglio del testo: ci piace ricordare un momento verso la fine, quando le acque si agitano non poco... al ritmo di cancan: infatti, la commedia è permeata di francesismi, a cominciare dal gatto Matisse, che poverino.... alt!

Bella anche l’idea di aprire lo spettacolo con un video, che arricchisce in maniera originale il prologo iniziale.

Il testo di Giulia Ricciardi, diverte grazie al suo meccanismo esilarante, costruito proprio per esaltarne tutta la potenziale comicità, fatta di battute e ritmi serrati.

Sicuramente uno spettacolo da vedere;  uno spettacolo concepito con lo scopo manifesto e dichiarato, di far divertire e offrire al pubblico una serata in totale relax.

Da consigliare senza ombra di dubbio.

Complimenti a tutti e viva il teatro!

                                                              di Salvatore Scirè – 9 ottobre 2026

Teatro Tordinona

Via degli Acquasparta, 16 00186 Roma

Tel.: 06 7004932

Email: teatrotordinona1@gmail.com

 

 

 

Da quali stelle siamo caduti

Al Teatro Degli Audaci di Roma ha appena debuttato una divertente pièce di Danilo De Santis dal titolo “Da quali stelle siamo caduti”, la quale narra le vicende di una coppia che, fino a poco tempo prima, poteva essere considerata “normale”: Cristiano e Marcella. Lui, in particolare, di professione idraulico e “romanista sfegatato”, si accinge a festeggiare con solennità i cinquant’anni di matrimonio dei suoi genitori, inoltre due giorni gli devono consegnare la nuova Porsche, la macchina che ha sempre sognato, e la sua amata Roma è a un passo dalla finale di Champions.  Fortunatamente, dopo oltre dieci anni di convivenza, si sente ancora fortemente attratto dalla fidanzata Marcella (Roberta Mastromichele). Purtroppo, alla vigilia della felice ricorrenza, durante le abluzioni mattutine in bagno, vivacizzate e divertenti grazie a una serie di simpatiche gags, Marcella mentre si concentra sulla consueta meditazione, scopre che la sua kundalini si è risvegliata: di conseguenza, il suo terzo occhio (la ghiandola pineale) si è aperto, donandole numerosi poteri extrasensoriali. O almeno così sostiene. Il seguito è un divertentissimo snocciolare di curiose citazioni o affermazioni orientali: tantra, congiunzioni astrali, apertura di finestre per comunicare con essere superiori: insomma, Marcella si pone come una specie di veggente, che si sta preparando a passare dall’altra parte della “finestra” e vuole portare con sé anche Cristiano.

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1 €

Attenzione! Non è un prezzo, bensì il titolo di un divertente spettacolo, ideato, scritto, interpretato e diretto da una giovane artista: Marianna Aragona, la quale, in questo divertente allestimento, andato in scena al Teatro 7 di Roma, ha dimostrato di avere fantasia, verve e senso della comicità, confezionando un prodotto veramente particolare, che scaturisce da una curiosa domanda: “Cosa succederebbe se 1€ potesse parlare?” Ecco, la nostra giovane autrice ha voluto dare “anima e corpo” a questa monetina, che giornalmente passa da una mano all’altra, compiendo giri impensabili, ricavandone un meccanismo teatrale di tutto rispetto.

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Shall we dance

Al Teatro Sistina ha debuttato con grande successo il maestoso show “Shall We Dance!”, il nuovo spettacolo di Giovanni Pernice, il quale, dopo i trionfali esiti del noto programma televisivo  Ballando con le Stelle su RAI 1, ha voluto mettere in piedi un evento magico, nel quale ripercorre la sua vita e la sua carriera, rivelando anche il percorso che lo ha portato a diventare una star anche della televisione e del teatro inglese: insomma, da Palermo a Londra, passando per Bologna, e infine a Roma.

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Shall We Dance!

Dopo il successo nelle principali arene estive italiane, “Shall We Dance!”, il nuovo spettacolo di Giovanni Pernice, si prepara a inaugurare il prossimo 23 settembre la nuova Stagione del Teatro Sistina. Tra i ballerini professionisti più amati e riconosciuti della televisione italiana e noto al grande pubblico per la sua partecipazione a “Ballando con le Stelle”, Pernice è pronto a raccontarsi sul palcoscenico con uno spettacolo celebrativo che ripercorre la sua vita e la sua carriera, svelando anche il percorso che lo ha portato a diventare una star della televisione e del teatro inglese. Al suo fianco, tra gli altri, anche gli acclamati ballerini dell’amatissimo varietà di Rai1, Nikita Perotti, Sophia Berto, Erica Martinelli, che daranno vita a una reinterpretazione contemporanea dei balli latino-americani e standard, tra i più amati dal pubblico di ogni generazione. A fare da colonna sonora, musica dal vivo e vocalist con una selezione di grandi successi, per un coinvolgente “jukebox” danzante capace di trasformare il racconto in un’esperienza emozionante, dinamica e spettacolare.

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SINGOLARITA' 3.5

Due date, il 6 e 7 giugno al Teatro Ar.Ma. di Roma per vedere una interessante rappresentazione che affronta un tema di grande attualità: l'Intelligenza Artificiale.

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MI PARE IERI

Quante volte, ripensando ad un fatto del passato, vi è capitato di esclamare “mi pare ieri”? A me è successo, nel bel mezzo di una cena tra amici; stavo raccontando dei miei esordi teatrali, quando mi sono accorto che riaffioravano dentro di me, le emozioni di quei momenti: mi ricordavo, con chiarezza, il divertimento delle prove, l’ansia prima dell’apertura del sipario, ed anche la gioia per i primi applausi…

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PETTEGOLEZZI

Al Teatro degli Audaci di Roma proseguono le repliche di una particolare pièce dal titolo “Pettegolezzi” di J.Tremblay, messa in scena dalla Compagnia Stabile degli Audaci, come sempre guidata in modo egregio da Flavio De Paola, che è anche il Direttore Artistico del teatro.

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