Eccellenze Italiane

 

 

Bellezza della moda e suggestione barocca

Quando la bellezza della moda si associa al fascino dell’arte.

Claudia Vincenzino, fotografa di moda originaria di Militello in Val di Catania e residente a Roma, ha già al suo attivo numerosi lavori di prestigio nel campo della moda e degli accessori.

E siccome il luogo natio lascia sempre in tutti noi un forte imprinting, la giovane professionista ha saputo cogliere al volo la prima occasione utile, per utilizzare il barocco locale, come sfondo ideale per fotografare tre eleganti borse della maison di Alviero Martini, che sono tra i modelli best seller più riconoscibili del marchio e che ogni anno vengono riproposte all’interno della collezione nuova ALV, una linea capace di unire stile, funzionalità e identità.

La proposta conferma il carattere distintivo di un brand famoso nel mondo, che continua a distinguersi per una visione elegante e coerente. La sua estetica è immediatamente riconoscibile e apprezzata in ambito internazionale, mentre la collezione ALV rinnova questa immagine con continuità e attenzione ai dettagli. Il progetto promozionale valorizza il rapporto tra prodotto e territorio, e Militello diventa così uno sfondo ideale per raccontare la bellezza della collezione. L’ambientazione contribuisce a esaltare il fascino delle borse presentate, le cui linee richiamano una tradizione di gusto e raffinatezza. Il brand conferma la propria capacità di mantenere un forte legame con il pubblico, mentre le borse restano protagoniste assolute grazie alla loro versatilità. Ogni modello porta con sé un’identità precisa e senza tempo. La campagna sottolinea anche il valore della continuità stilistica: riproporre i best seller significa rafforzare un successo già consolidato. Alviero Martini interpreta questa scelta con coerenza e qualità, presentando una collezione ALV come espressione concreta di eleganza contemporanea. Il progetto evidenzia la forza commerciale e simbolica del marchio, il cui nome resta associato a un immaginario di prestigio. Il suo stile è apprezzato per la capacità di parlare a pubblici diversi e la nuova presentazione conferma l’attualità di una firma storica della moda. La collezione rinnova il dialogo tra tradizione e modernità, mentre le borse si impongono come accessori iconici e sempre attuali. Il richiamo ai best seller rafforza la percezione di valore del marchio e la campagna di Militello racconta un’eccellenza italiana riconosciuta nel tempo. L’estetica del progetto accompagna con misura e armonia la presentazione dei modelli, confermando Alviero Martini come punto di riferimento nel settore accessori. La collezione ALV ribadisce la centralità delle borse nella sua proposta creativa, sostenuta da un linguaggio visivo elegante che valorizza la forza del prodotto. Il risultato è un’immagine raffinata, autorevole e di respiro internazionale. Militello ospita così una narrazione capace di celebrare stile, identità e continuità, confermando le sue enormi potenzialità come cornice d’eccezione e per ogni genere di campagna promozionale.

Redazione - 14 ottobre 2026

 

 

Intervista a Salvatore Sorrentino, ovvero il fascino della borsa

 

Cava de’ Tirreni. Nel cuore di Cava de’ Tirreni, dove i portici del XIV secolo custodiscono attività commerciali e storiche botteghe artigianali, visito l’atelier di Salvatore Sorrentino, artigiano della pelle dal 1998.

E’una mattina di sole che fa seguito all’altrettanto luminosa giornata trascorsa al Magmatica Festival e siccome dove c’è un libro c’è una storia di eccellenze artigianali da scoprire e raccontare,  uno zainetto poggiato a terra nella sala colazione della Torretta Bianca dove alloggio mi conduce da Sorrentino. Artigiano e creatore di borse e accessori moda, Salvatore mi accoglie in un ambiente che coniuga tradizione e innovazione in una vasta area espositiva che espone le collezioni del marchio realizzate rigorosamente con pelle conciata al vegetale e prodotte nel territorio di Cava de’ Tirreni. Salvatore mi racconta la sua determinazione nel voler valorizzare la città e omaggiare la Costiera Amalfitana fonte inesauribile di suggestioni e spunti creativi. Dalle fodere dei giubbotti ispirate ai colori di Positano ai dipinti sulle borse con scorci iconici come la Vespa gialla sul corso di Cava. L’artigianalità per Salvatore è cura dei dettagli, è dialogo con i clienti per comprendere esigenze e soddisfare al meglio le richieste, è confronto col suo staff ed è realizzazione di prodotti che durano nel tempo e che il tempo rende unici.  

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Salvatore il tuo marchio unisce eccellenza artigianale e design moderno, come nasce una creazione?

Osservando le persone, si pensa alle loro esigenze quotidiane e occasionali, la borsa, in particolare, diventa una compagna di viaggio, porta i nostri effetti personali, ci supporta durante gli appuntamenti di lavoro, l’apriamo e chiudiamo continuamente e gli affidiamo oggetti di valore per questo deve essere resistente, pratica e confortevole quindi si pensa a tutte queste cose quando si progetta.

Salvatore, le tue borse e accessori uomo/ donna sono realizzate in pellame di pregio con concia al vegetale, che caratteristiche ha questa concia?

 Si compriamo solo pelle conciata al vegetale perché è sostenibile, dura tantissimo tempo e si trasforma continuamente.

Cava de Tirreni e la Costiera sono protagoniste delle tue creazioni, quanto il territorio continua a ispirarti?

Vivo luoghi bellissimi e viaggio molto in più frequento tante persone meravigliose l’ispirazione è continua.

Borse da lavoro, da viaggio e da passeggio, quali sono i modelli più richiesti e iconici?

Il sell out è un puto di forza, i miei prodotti si vendono bene tutti perché il materiale con il         

quale vengono fatti va bene sempre, non conosce stagioni e mode, chi sceglie un prodotto fatto in cuoio toscano sa che è per sempre.

Hai clienti italiani e stranieri in cosa differiscono i loro gusti?

Gli stranieri guardono molto alla qualità del prodotto e apprezzano tantissimo il fatto a mano ( la domanda che fanno sempre è: is it handmade?)  Gli Italiani, invece, guardano ancora al marchio però notiamo un’inversione di tendenza, infatti, anche loro iniziano a capire che bisogna guardare la qualità del prodotto è quello il vero lusso, personalizzato, poi, è il valore aggiunto.

Le borse dipinte. Come nasce l’idea? Chi realizza il disegno e cosa rappresenta?    

Le borse dipinte le facciamo in collaborazione con un’azienda di Scafati, ci siamo conosciuti in fiera a Milano 20 anni fa e da allora abbiamo perfezionato il progetto iniziale portando sulle borse disegni astratti, paesaggi, scorci di borghi e foto usando colori vivaci grazie ai quali i prodotti emozionano chi li acquista. 

In quali paesi stranieri è conosciuto o distribuito il marchio?

Come ho detto prima il marchio “Salvatore Sorrentino” è stato registrato nel 2018, se togliamo gli anni del Covid, di fatto è come se fossimo una start up.

Grazie ai nostri punti vendita di Vietri sul Mare, Cava de’ tirreni, Roma e Milano e ai vari corner in diverse località turistiche, i nostri prodotti vengono venduti a gente di tutto il mondo. Grazie alle fiere internazionali,inoltre, Milano Chicago e Tokio, abbiamo acquisito diversi clienti B2B Americani, Europei e Russi quest’ultimi, per ovvi motivi, non li vediamo da qualche anno. In Giappone, invece, abbiamo sottoscritto un contratto di distribuzione e vendita diretta dei nostri prodotti con un’azienda locale la quale si interessa di promuovere il nostro marchio lì.      

di Cristina Marra  -  7 ottobre 2026

 

 

ANCHE VARENNE, ERA UN'ECCELLENZA ITALIANA...

Un mausoleo per Varenne la leggenda del trotto -

Sembrava un puledro qualsiasi, non era nè bello nè particolare, divenne il campione dei campioni, unico e insuperabile. Chiamato Varenne da rue de Varenne, la via dell’Ambasciata italiana a Parigi.  L’ultimo Capitano fu fulminato da un infarto  tra il 17 e il 18 Agosto del 2026, mentre era  nell’allevamento LJ di Eboli. La grande Ippica internazionale piange il mito delle corse, nato in una notte di pioggia del 1995, da Wikiki Beach e Ialmaz.

Il rapporto con Giampaolo Minnucci e Enzo Giordano.    Le sue vittorie

Giampaolo Minnucci, driver di Varenne, di lui ha detto – E’ un cavallo finito sui rotocalchi e perfino sull’enciclopedia Treccani. Un cervello differente dagli altri cavalli. Quando doveva fare sul serio, lo faceva sempre. Mi ha permesso di prendere un’onorificenza del Presidente della Repubblica come Cavaliere dello Sport. Enzo Giordano era il proprietario del mito, che quando gli americani lo volevano comprare disse – E'  patrimonio italiano: resta in Italia – Ha riportato l’Italia al centro del mondo, per 40 anni i francesi hanno dominato le corse, quando Varenne ha cominciato a vincere per i giornali e le TV c’era solo  lui. Su 73 corse 62 vinte – Nessuno ha vinto tanto prima – circa 6,3 milioni di euro di premi e record imbattuto.  L’unico a vincere tutte le corse importanti nello stesso anno nel 2001 al 2002 in Francia – Usa – Italia.   2 Prix d’Amèrique a Parigi, 3 Gran Premio Lotteria ad Agano, Elitlopp in Svezia, Breeders Crown a New York. Sempre dal 2001 al 2002 fece il Gran Slam europeo: Amerique + Lotteria +Elitlopp. Record mondiale sul miglio nel 2001 a New York. Enzo Giordano ricorda con emozione come nelle occasioni delle vittorie nei diversi paesi, Varenne si inginocchiò di fronte alle decine di bandiere italiane.  Fu una felicità intensa mai provata prima di quel momento. Varenne era più di un cavallo, sapeva come comportarsi.

Luca Word  è la voce di Varenne nel docu-film e gli fa dire: - Io sono Varenne, il figlio del vento, qui è un fatto di testa, non di genetica -

Viene ritirato dalle corse il 28 settembre 2002, iniziano i 20 anni come stallone – ha oltre 3000 figli, di cui 5 vincitori del Derby italiano: Lana del Rio, Nadir Kronos, Testimonial Ok. La progenie del mito è risultata quarta in Italia per somme vinte, con oltre 439 mila euro soltanto in quelle competizioni. Quindi non solo Varenne ha portato soldi, anche la sua progenie che ha conquistato, negli anni, decine di milioni in premi.

Commozione per un gesto verso la ragazza  con disabilità che ha voluto incontrarlo                                                          

Era un Cavallo con una sua personalità, molto sensibile  capace di capire, la sua intelligenza fuori dal comune. Non amava che gli si accarezzasse il muso, ma un giorno venne a trovarlo un ragazza in carrozzella, lei lo sfiorò sotto il collo e lui si  abbassò con il muso verso di lei per farsi accarezzare, un gesto che non faceva mai, fu un momento commovente.

Giampiero Minnucci ha pensato di scrivere un libro dove raccontare quello che era Varenne ,il suo carattere,la sua determinazione, l’intelligenza, la sua bontà e un altruismo fuori dal comune.  Sbalordiva tutti quelli che lo vedevano dal vivo ed anche chi non lo conosceva, leggendo articoli sulla sua storia, erano colpiti dallo stile, la forza, le sue  vittorie, la sua  eleganza, la maestosità del suo muoversi.

Addestrato al trotto divenne un suo modo di essere, come fosse parte di sé. Ha dimostrato da subito un carattere tenace, nonostante alla sua prima gara venne squalificato per due interruzioni dell’andatura, continuò ad inseguire gli avversari. Era determinato a vincere, era lui che lo voleva.

Enzo Giordano proprietario di Varenne muore nel 2 maggio 2025                                                                                                              Era un napoletano appassionato di corse di trotto, vide Varenne debuttante in TV a Bologna e se ne innamorò, fu il primo a notare che quel cavallo aveva la stoffa del campione. Nonostante avesse un piccolo frammento osseo che aveva rotto al debutto e questo poteva creare dubbi, Enzo Giordano non gli volle dare peso. Fece una colletta tra i parenti e lo comprò; e da un puledro scartato lo fece diventare il trottatore più veloce di tutti i tempi. Dopo la morte di Enzo la proprietà passa alla moglie Barbara e ai figli Daniele e Rebecca. Il titolare dell’allevamento LJ di Eboli, Dario De Angelis, ha ringraziato pubblicamente la famiglia Giordano: hanno voluto rispettare le volontà di Enzo che voleva che il Capitano stesse da noi. E proprio nella scuderia di Eboli è avvenuta la sua morte, annunciata con una frase - Con immenso dispiacere diamo la notizia della morte del Capitano – Oggi le ali di Varenne lo hanno portato altrove. Corri libero per sempre Capitano. Perchè Varenne non era solo un cavallo che ha fatto sognare un’intera generazione di appassionati, in stile “Febbre da Cavallo” del grande Film di Vanzina.  Ma ha colpito la fantasia di tanti, affascinati da una personalità unica e prorompente.

Daniele il figlio di Enzo Giordano, era presente alla cremazione a Ottaviano il 20 agosto. Il titolare dell’allevamento di Eboli, (dove Varenne ha vissuto i suoi anni da pensionato sino alla fine) Dario De Angelis, ha ringraziato pubblicamente la famiglia Giordano perchè hanno rispettato le volontà di Enzo, che aveva disposto che fosse con loro, anche dopo la sua morte, hanno progettato un Mausoleo, che lo ricorderà e che potrà essere visitato da quanti vogliono salutare ed omaggiare  il mito.

Sabina Fattibene    -  12.09.2026

 

Il nipote di Varenne                                                                                      Enzo Giordano

Il famoso inchino alle bandiere

 

 

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