Viaggi
Sapori capresi
Alta cucina ad Anacapri
L’isola di Capri continua a incantare visitatori e viaggiatori da diversi secoli. L’imperatore Tiberio, ad esempio, ci costruì una villa e dalla quale continuava beatamente a occuparsi delle questioni di Stato. Insomma, una vera e propria perla, che sintetizza quanto di meglio il Mediterraneo possa offrire: bellezze naturali, atmosfere uniche, eleganza e stile, gusto inconfondibile.
E, dulcis in fundo (è proprio il caso di dirlo) una cucina di alto livello, anche se con una ampia gamma di prezzi, che consente a tutti di gustare i piatti locali tradizionali.
Come è noto l’isola amministrativamente è divisa in due comuni, Capri (che ospita il porto, la celebre Piazzetta, Via Camerelle, i Faraglioni) ed Anacapri (così chiamata perché più alta rispetto alla gemella), nel cui territorio ricade il maestoso Monte Solaro (cui si accede in seggiovia), la mitica Grotta Azzurra (due ore di attesa in barca, per accedervi!), La Villa San Michele – Museo Axel Munthe). Ma di Capri parleremo meglio prossimamente: stavolta vogliamo limitarci a parlare di gastronomia.
Trovandoci appunto ad Anacapri, appena ridiscesi dal Monte Solaro, prima di raggiungere la preziosa Villa San Michele abbiamo deciso di fermarci a mangiare qualcosa, visto che era l’ora canonica!
Incuriositi dal nome, gironzolando nella parte pedonale ci siamo imbattuti per caso in un ristorante: LA GIARA. Niente a che fare con Pirandello, bensì il nome deriva da un’antica giara (ora rimossa) ma anticamente presente nell’elegante e pittoresco locale. Così ci ha spiegato accogliendoci con squisita cortesia e professionalità la signora Melita Vanacore.
Senza esagerare (visti i numerosi farmaci che ci portiamo dietro nella magica scatoletta), abbiamo avuto modo di provare alcuni piatti tipici capresi, ad esempio ravioli capresi con limone e gamberi, oppure ravioli con ripieno di melanzane alla parmigiana....
Gli occhi in realtà avrebbero voluto assaggiare molte più cose, ma purtroppo.... ci siamo accontentati di farlo... con la vista. In compenso, vi proponiamo qualche foto. Inutile dire che la prossima volta che torneremo a Capri, approfondiremo volentieri la conoscenza!!!!!
Per ora, ci limitiamo a conferire le classiche 5 stelle a questo delizioso ristorante, dall’estetica piacevole e attraente. Ancora grazie alla signora Melita per la sua gentilezza e per il suo sorriso. E un affettuoso “arrivederci” (speriamo presto!)
di Salvatore Scirè
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Parlare di Rio, per me, vuol dire semplicemente raccontare una pagina importante della mia vita. Ci sono stato ben sei volte: due per realizzare altrettante mostre fotografiche, organizzate dall’Istituto Italiano di Cultura, un paio di volte per la gioia e il piacere di ritornarci, affascinato e sognante, un paio di volte come giornalista e fotografo, invitato a partecipare a viaggi “educational”. Ora, per motivi contingenti, ci manco da molto... da troppo! Spero proprio di tornare, un giorno, per ravvivare i ricordi, per fare nuove esperienze e provare nuove emozioni: Rio è un caleidoscopio di colori, di suoni, di ritmi, tutti da gustare, da assaporare! E allora, in attesa di montare su un aereo, parliamo di questa “cidade maravilhosa”!
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Tre o quattro donne si avvicinano al tempio, portando sulla testa enormi composizioni di frutta fresca: sono le offerte destinate alle divinità. Siamo in un piccolo villaggio: i guardiani del tempio, seduti sulla soglia d’ingresso in pietra lavica, le accolgono con cordialità.
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