Intervista a Valerio Pirolo titolare del brand di gioielli artigianali Pietrasalata
di Cristina Marra
Napoli. Quante storie racconta il mare? Basta saperlo ascoltare, lasciarsi andare con la mente e con il cuore alla sua voce, immergersi nelle sue acque e guardare la bellezza sommersa che, quando incontra il talento e la creatività può diventare ispirazione e trasformarsi in collezioni di gioielli in argento e oro uniche, artigianali ed esclusive.
Il mare del golfo di Napoli, tra le tante bellezze custodisce il grande scoglio sommerso a Posillipo chiamato Pietrasalata che “rivela” leggende e riconduce al mito, in questa atmosfera naturale tra l’azzurro del mare e quello del cielo nascono i gioielli Pietrasalata di Valerio Pirolo. La varietà e vivacità vegetale e animale dei fondali, e quella che gravita intorno allo scoglio, sono colte dalla sensibilità artistica di Valerio e fanno di Pietrasalata un brand eccellente che bene miscela la tradizione orafa partenopea con forme moderne e interpretazioni personali delle meraviglie marine. A Chiaia, nel cuore di Napoli, in quello che ama definire il suo laboratorio ottocentesco, Valerio e il suo staff, disegna e realizza ogni gioiello a mano, dalla fusione a cera persa, all’assemblaggio, alla rifinitura, incastonatura e lucidatura tutti i passaggi sono frutto del lavoro manuale e della cura per i dettagli di occhi esperti. Le collezioni e le linee sono autentiche dediche alla natura e trasmettono la passione e lo sguardo rivolto alla bellezza di un artigiano che quando si immerge nelle acque di Posillipo o quando si lascia incantare dal cielo stellato sopra il Vesuvio vuole condividere la meraviglia con chi indossa i suoi gioielli.
Valerio benvenuto su Eccellenze italiane, i tuoi gioielli sono ispirati e dedicati a un luogo, un antico scoglio sommerso nel mare di Napoli. E’ soprattutto il mare con la sua natura e le sue storie a muovere la tua creatività?
Sì, Pietra Salata è uno scoglio circondato da antiche mura di una villa romana ormai sommersa, a Posillipo, di fronte Villa Rosebery. Quel mare è stato il luogo delle mie avventure subacquee di ragazzo e la fonte principale d’ispirazione per molti dei modelli che ho realizzato in più di trent’anni di attività. Il mio lavoro non mi lascia molto tempo libero, ma quando posso torno sempre in quel luogo magico per ritrovare il silenzio, la purezza e l’autenticità della natura. Ma devo dire che negli ultimi anni sto andando spesso anche in montagna, lontano dal caos cittadino, esplorando sentieri solitari con il mio cane che, finalmente libero, vedo sorridere mentre corre felice. È la natura tutta che mi affascina e perciò stimola la mia creatività. Credo che le persone se ne accorgano quando osservano i miei gioielli. Se forse riesco a trasmettere un’emozione con quello che faccio è perché a mia volta ho vissuto esperienze che mi hanno toccato nel profondo. Dopo un po’ di tempo, molti dei nostri clienti finiscono per diventare amici, si crea un feeling speciale, andiamo a pranzo o a cena insieme, o a fare una passeggiata a Posillipo o sullo splendido Litorale Flegreo. Molti non sono di Napoli e a me piace mostrargli quello che normalmente i turisti che vengono a Napoli non vedono, e rimangono sbalorditi.
Un gioiello si indossa e diventa anche espressione della personalità, che donna sceglie Pietrasalata?
Devo dire che il design, lo stile Pietrasalata, è abbastanza particolare nella sua originalità, non può piacere a tutti, ma a chi piace generalmente se ne innamora. In tanti anni di attività sono entrate nel nostro atelier svariate migliaia di donne; se dovessi tracciare un profilo di chi sceglie Pietrasalata direi che è una donna che non si lascia influenzare da mode e tendenze del momento, che sceglie un gioiello per poterlo indossare anche tutta la vita, per il piacere d’indossare un oggetto che principalmente gratifica il suo senso estetico e non invece solo per mostrarlo agli altri. Non vorrei comunque essere riduttivo, l’universo femminile è così vasto che è impossibile racchiuderlo in una definizione. Le donne che conosciamo al nostro laboratorio non finiscono mai di sorprenderci.
Uno dei tuoi gioielli storici e iconici è l’anello polpo espressione di intelligenza, adattamento che avvolge il dito come un abbraccio, dopo oltre trent’anni è ancora richiesto, cosa rende questo anello unico e richiesto?
Quando disegnai e realizzai il primo anello Polpo, circa 35 anni fa, parecchi amici e colleghi mi dissero più o meno così: “Valè, ma chi se lo mette un polpo sul dito? lascia stare…”.
Le cose sono andate diversamente e oggi Il nostro Polpo è diventato davvero un’icona del marchio Pietrasalata ed ha ispirato la nostra vasta collezione dedicata al mare. In tanti anni la linea Polpo si è arricchita di ciondoli, orecchini e collane dedicate a questo splendido e misterioso animale marino.
Il tuo laboratorio-atelier è a Chiaia, nel cuore della città di Napoli, quanto il territorio e le sue tradizioni sono racchiuse nelle tue creazioni?
Chiaramente il nostro è un gioiello fatto a Napoli, da napoletani, e questo traspira certamente dai nostri lavori, tuttavia la nostra produzione non ricalca gli stereotipi fin troppo abusati della napoletanità ma attinge ad una creatività spontanea e innovativa. Napoli ha una storia artistica millenaria conosciuta in tutto il mondo, ma le nostre potenzialità enormi nel campo dell’artigianato andrebbero maggiormente sostenute dalle amministrazioni cittadine che a volte privilegiano un mercato turistico mordi e fuggi che poco lascia e molto toglie alla città. Napoli non è solo pizza e mandolino o cornetti portafortuna, Napoli è un mix di culture antiche e moderne, un porto di arrivo e di partenza di arte e cultura internazionale.
Un gioiello Pietrasalata è realizzato artigianalmente, mi spieghi il processo dal disegno al prodotto finito? Hai un team?
A volte scherzando dico che il nostro è un laboratorio ottocentesco, è un’iperbole per dire che la gran parte del lavoro è fatta a mano senza l’utilizzo di tecnologie sofisticate. Tutti i prototipi che compongono le nostre collezioni sono disegnati e realizzati a mano, quindi la creazione del modello rappresenta la fase più difficile e creativa del nostro lavoro. La riproduzione dei gioielli avviene attraverso l’antica tecnica della fusione a cera persa, dopodiché tutto quello che riguarda l’assemblaggio, la rifinitura, l’incastonatura delle pietre e la lucidatura, è realizzato rigorosamente manualmente. Devo essere sincero ma una delle cose che maggiormente mi inorgoglisce e mi ripaga delle fatiche che comporta il nostro lavoro è sapere che la qualità e la cura maniacale dei gioielli Pietrasalata è percepita dai nostri clienti. Ovviamente ho dei validissimi collaboratori con i quali c’è un fantastico rapporto di amicizia e lavoro.
Tecniche tradizionali e forme contemporanee è questo il binomio eccellente di Pietrasalata?
Ho sempre pensato che nulla di valido possa nascere senza avere radici profonde nel passato e anche i nostri gioielli rispettano questa idea. Un esempio è dato dalla linea “serpenti” che riprende la simbologia Greca e Romana ma con un’interpretazione moderna ed originale. Oggi la tendenza generale è quella di meccanizzare e spersonalizzare il processo produttivo dei gioielli, fortunatamente resistono ancora aziende e artigiani che attribuiscono al lavoro manuale una importanza fondamentale pur essendo pienamente creatori di prodotti contemporanei.
Un gioiello a cui sei particolarmente legato?
Questa è la domanda a cui mi è più difficile rispondere, un po’ come scegliere 10 foto dopo averne scattate mille durante una bella vacanza. Sono tanti i gioielli che hanno scandito momenti importanti del mio lavoro e della nostra evoluzione come marchio, basta pensare che uno dei nostri modelli più famosi, l’anello Nido, l’ho disegnato circa 35 anni fa. Ricordo il periodo in cui siamo stati chiusi come negozio e come laboratorio per il lockdown del Covid, nonostante le difficoltà e le paure di un futuro incerto, è stato per me uno dei periodi più creativi: sono nati l’anello Partenope, l’anello Onda, la collana Ischia e altri che hanno avuto un grande successo e sono diventati ormai iconici per la nostra collezione.
Per te eccellenza è?
In tutto ciò che in vita mia ho trovato eccellente, ho sempre riscontrato qualcosa che va al di là del puro e semplice interesse individuale e materiale. Non puoi dipingere un quadro che resterà nella storia se pensi solo a diventare famoso o a chi dovrà comprarlo. E infatti alcuni dei più grandi pittori degli ultimi due secoli in vita non erano ricchi, se non addirittura poveri, e pressoché sconosciuti al grande pubblico. Ci deve essere in quello che fai un trasporto emotivo e una dedizione che richiedono un impegno maniacale se vuoi ottenere il massimo da te stesso, dalle tue capacità, per realizzare qualcosa di cui sentirsi orgogliosi. E, soprattutto, devi avere il desiderio di regalare un’autentica emozione, qualcosa di vero, bisogna essere generosi. Non finisco mai di stupirmi, dopo tanti anni, quando le persone mi fanno i loro complimenti entusiastici per i gioielli che creo, credo che sia mio dovere essere un perfezionista, rispettare chi sceglie un gioiello Pietrasalata e assicurargli la massima qualità possibile, fin nei minimi dettagli.
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