L’Argentina è un vasto paese del Sud America, che occupa la parte più meridionale del continente, fino alla Terra del Fuoco. Tutto il suo territorio è ricco di grandi attrazioni naturalistiche, basti pensare alla sconfinata bellezza della pampa, al fascino incomparabile del Parco Nazionale dei Ghiacciai (tra cui il famoso Perito Moreno) o ai paesaggi montani delle regioni andine. L’Argentina viene giustamente considerata la più ‘europea’ delle nazioni sudamericane, grazie anche alla forte emigrazione italiana: una buona metà dei cognomi che si leggono in giro sono evidentemente originari del nostro paese.
La capitale è Buenos Aires, una grande metropoli che, con tutti i dintorni (la cosiddetta ‘Gran Buenos Aires’) arriva a toccare i 12 milioni di abitanti! Sviluppatasi lungo il gigantesco estuario del Rio de la Plata, oggi si presenta come una città gradevole e ricca di vitalità, che esercita una irresistibile attrattiva soprattutto verso gli amanti della musica e del ballo: qui, infatti, è nato il tango!
Iniziamo il nostro giro turistico proprio da La Boca, un quartiere sviluppatosi intorno al vecchio porto, dove sembra quasi di essere alla periferia di Genova! Non a caso, fu il primo punto di attrazione per i marinai liguri. A poca distanza, appare una stradina variopinta, da cui proviene una musica delicata. Siamo in ‘Calle Caminito’, oggi divenuta luogo simbolo di Buenos Aires: ai due lati, costruzioni basse, muri colorati e dappertutto murales, bassorilievi, statue in pietra, ma anche statue umane... dall’occhio ben vivo, spettacolo nello spettacolo. Dall’altoparlante appeso ad una finestra, riconosciamo le note di un brano classico, ‘La Cumparsita’, mentre gironzoliamo tra negozi e bancarelle, che vendono prodotti di artigianato e souvenir: foto, sculture, acquerelli, tutti con un unico tema: il tango! Una scritta su un muro azzurrino riporta il testo di Caminito, uno dei tanghi più celebri, ispirato proprio da questa strada: e poco lontano, ecco il busto di Juan de Dios Filiberto, l’autore della splendida melodia, mentre alle note della ‘Cumparsita’ si sovrappongono quelle di un’altra canzona immortale, El dia que me quieras, capolavoro di Carlos Gardel...
Il popolare quartiere di Boca è stato la vera e propria culla del tango, sviluppatosi, secondo gli studiosi, a partire dal 1880 circa. La città si stava espandendo intorno al porto, dove c’era un gran viavai di immigrati, di portuali, di marinai. Pare che i divertimenti all’epoca fossero relativamente pochi e così la forte presenza di uomini soli favorì il moltiplicarsi di ‘case chiuse’, parecchio frequentate. Al punto che i tenutari pensarono di assumere dei musicisti per intrattenere i frequentatori, che spesso ballavano anche tra di loro. Si favoleggia che un giorno, sulle note di una milonga, alcuni ‘clienti’, forse un po’ alticci, si misero a fare delle strane piroette, riscuotendo grande successo! Nasceva, inconsapevolmente, il tango, in una situazione che di certo non si può definire nobile! Così si spiega la forte carica di sensualità che sin dall’inizio ha caratterizzato il tango, ballo inizialmente ‘proibito’ alle ragazze di buona famiglia.
Man mano si andavano perfezionando i singoli passi: ‘el ocho’ (l’otto), ‘el gancho’ (il gancio), ‘la cuarta’ , ‘la rastrada’ (quando l’uomo sposta il piede della donna, in un sottile gioco di equilibri mutanti), ‘el voleo’, ‘la sentada’ (la ballerina che salta e si siede sul ginocchio del partner), divennero ben presto figure famose. La musica derivava dall’habanera, un ritmo lento di origine cubana, contaminata con la milonga creola. Allo stesso tempo, prendeva forma definitiva anche l’orchestra tipica, con il suo strumento principe, il bandoneon (una fisarmonica con una diversa tastiera).
La forte presenza a Buenos Aires di molti immigrati europei spiega in gran parte i sentimenti di tristezza, di nostalgia per terre lontane, di solitudine, di amori impossibili, che sono sempre stati i temi dominanti di tutta la produzione musicale. Fortissimo è stato il contributo allo sviluppo del tango da parte di musicisti e poeti di origine italiana, da Pugliese a De Angelis, da Canaro a Piazzolla.
Se ‘Calle Caminito’ è considerata oggi un simbolo pittoresco e turistico della città, nel contiguo quartiere di ‘San Telmo’, si possono trovare invece i migliori locali dove assistere a ottimi spettacoli di tango, ad esempio ‘El Viejo Almacén’. Da non perdere una visita al mercatino domenicale dell’antiquariato di Plaza Dorrego, al centro di San Telmo: lungo tutte le strade che vi convergono, è un fantastico esibirsi di artisti di strada e di marionette, ma anche di bancarelle e negozi che vendono di tutto, dagli antichi grammofoni e dischi, ai souvenir: tutto in un’atmosfera unica e straordinaria, fatta di musiche che si confondono, di personaggi originali che sfilano innanzi agli occhi!
Ovviamente, in tutta la città non mancano i locali in cui ascoltare musica o ammirare ballerini professionisti, uno per tutti lo storico Caffè Tortoni, nella centralissima Avenida de Mayo. Poi ci sono le celebri milongas, locali in cui chiunque si può esibire.
Buenos Aires, anzi ‘la Capital’ come la chiamano gli argentini, è una città dall’aspetto assai moderno, anche se non mancano edifici in pregevole stile liberty o fin de siècle. Il suo fondatore, Don Pedro de Mendoza, nel 1536 la denominò ‘Santa Maria de los Buenos Aires’, proprio per l’aria buona che vi si respirava. L’asse portante della città è l’Avenida 9 de Julio, un’arteria gigantesca, larga ben 140 metri, ai cui lati sorgono edifici imponenti e grattacieli. All’incrocio con Avenida Corrientes, in Plaza de la Republica, sorge un maestoso obelisco in pietra bianca. Da qui, seguendo la Calle Saenz Peña , si raggiunge la famosa Plaza de Mayo, cuore ideale e politico della città: su un lato, spicca infatti la raffinata Casa Rosada, che oggi ospita il Presidente della Repubblica, mentre sul lato opposto si erge la deliziosa costruzione coloniale del Cabildo (XVI sec.), antica sede del Municipio, con a fianco la Cattedrale metropolitana, fino a qualche mese fa augusta sede di Papa Francesco. Ricordiamo ancora il maestoso Congreso, (il Parlamento) e il celebre Teatro Colón, dove si può anche assistere a pregevoli spettacoli di musica classica.
Nella parte nord della città, che si raggiunge seguendo la grandiosa Avenida del Libertador, vale la pena visitare il Parque San Martin, l’elegante quartiere di Recoleta, pieno di vita, di caffè, di ristoranti e di gallerie d’arte, curiosamente sviluppatosi intorno all’omonimo cimitero (anch’esso meta turistica, dove si può visitare, tra l’altro, la tomba della mitica Evita Peron). Suggestiva la contigua chiesa barocca di Nuestra Señora del Pilar.
Poco oltre, troviamo un altro quartiere residenziale di pregio, chiamato Palermo (evidente omaggio alla Sicilia), che si affaccia sull’omonima area di verde, dove tra i giardini si alternano pittoreschi laghetti, ponticelli in stile cinese, un planetario, uno zoo.
Cosa fare a Buenos Aires? Per capire meglio la città, la cosa migliore è cercare di sentirsi in qualche modo ‘porteños’ (così, si chiamano gli abitanti della capitale), quindi muovendosi e comportandosi come loro. E così ci lasceremo andare a un divertente shopping tra Corrientes e Calle Floridia, oggi elegante isola pedonale; oppure berremo un aperitivo seduti su un balcone del Cafè del Arbol, ammirando dall’alto lo spettacolo animato di Plaza Dorrego.
Gli amanti del calcio potranno anche approfittare per vedere una partita del Boca Junior o del Riverplate. Chi ama l’arte, potrà apprezzare le collezioni del Museo Nacional de Bellas artes o del Museo Histórico Nacional, che raccoglie, tra l’altro, testimonianze ed opere dell’epoca precolombiana. Senza dimenticare che questa è anche la città di José Luis Borges, il grande scrittore e poeta, scomparso nel 1986, che, dalla sua casa in Calle Maipu, si è spesso ispirato ai luoghi e alle atmosfere bonairensi. Chi legge lo spagnolo, potrà acquistare qualche opera in lingua originale.
E infine, cosa mangiare a Buenos Aires? La risposta è quasi obbligata: l’Argentina, infatti, è il paese della carne: ovunque potremo leggere scritte o insegne quali ‘parrilla’ (griglia) o ‘asado’ (la carne cotta alla griglia). Tra i tagli più squisiti, da provare il ‘bife de lomo’ (un filetto tenerissimo) e il ‘bife de chorizo’ (una speciale bistecca). La cottura può essere ‘jugosa’ (al sangue), ‘a punto’ (media) o ‘cocida’ (ben cotta). Altra specialità tipica sono le ‘empanadas’, delle mezzelune di pasta ripiene di carne, cipolla, formaggio e prosciutto, una vera delizia. Una curiosità: al posto del tè, gli argentini devono il mate, un infuso che si sorseggia in gruppo, come un rito in cui tutti usano un’unica teiera e un’unica cannuccia per aspirarlo.
Aggiungi commento
Commenti