IL PRIMO PRESEPE IN MAIOLICA IN SICILIA

Ospitiamo con affetto e con grande piacere questo contributo redazionale di grande spessore, che abbiamo richiesto al Prof. Nicola Garrasi, docente di disegno e storia dell’arte, nonché apprezzato e valido artista contemporaneo. In realtà si tratta della presentazione del volume omonimo (Giambra Editore, di cui pubblichiamo la copertina), un importantissimo studio compiuto dal M° Garrasi, indispensabile per comprendere come una ceramica vetriata del grande artista sia giunta in Sicilia!

Le immagini in basso che illustrano il prezioso manufatto, sono a suo tempo state realizzate dal nostro Direttore Salvatore Scirè, e utilizzate per un volume edito dal Comune di Militello in Val di Catania e dedicato appunto alla Natività del Della Robbia.

Ricordiamo che Militello in Val di Catania è un sito Unesco e nel 2025 è stato eletto “borgo più bello d’Italia”. Non solo, ma quasi un anno fa è stata oggetto di una straordinaria sovraesposizione mediatica, avendo ospitato le esequie del suo illustre figlio Pippo Baudo.

Il primo presepe in maiolica in Sicilia

di  Nicolò Garrasi

Il presente volume nasce dall'esigenza di voler valorizzare e far apprezzare un'opera d'arte che risulta essere un unicum in Sicilia, tale la Natività d’Andrea Della Robbia. L'opera, fruibile nella sua bellezza presso il sito Unesco del Santuario di Maria Santissima della Stella in Militello in Val d Catania, rappresenta una delle più grandi pale d'altare mai realizzate dall’artista ed una testimonianza della grandezza dell’arte rinascimentale fiorentina in Sicilia.

Analizzando il contesto storico ed artistico del Quattrocento, ci si potrà immergere nel mondo della Firenze rinascimentale per poi spostarsi nel piccolo paesino dell’agro leontino e calatino e analizzarne così il contesto sociale che lo ha reso custode di un’opera così pregevole: l’unica testimonianza in Sicilia di ceramica invetriata rinascimentale raffigurante la nascita di Cristo. La volle fortemente Antonio Pietro Barresi, figlio di Blasco II e di Elena Speciale, figlia del viceré Nicolò Speciale – che ricevette l’investitura della baronia di Militello il 1° luglio 1461. Egli fu un uomo sicuramente di animo buono e gli vengono riconosciute tante buone azioni, ma al tempo stesso mantenne un carattere fermo, fu riverito e temuto dai suoi sudditi. Non indifferente alla nuova arte fiorentina, Andrea Pietro Barresi molto probabilmente ordinò la pala di Andrea della Robbia nel 1486. Nel Quattrocento, il commercio delle opere d’arte era curato dalla famiglia Strozzi, che farà da tramite per il pagamento dell’opera di Andrea della Robbia. Il 1° gennaio del 1487, Andrea della Robbia riceve dalla suddetta compagnia un acconto di fiorini cinquantanove soldi tredici denari e dieci ‘a oro larghi. Il 5 maggio di quell’anno la pala venne spedita in diciassette casse. Gli Strozzi inviarono il carico da Firenze a Pisa per poi passare da Palermo e infine arrivare a Militello in Val di Catania il 7 settembre del 1487.

Il capolavoro è uno degli emblemi nel mondo della grandezza di Andrea della Robbia e custodisce un’iconografia unica della natività di Cristo. L’opera si presenta con il tipico bagliore della ceramica invetriata robbiana e infonde un senso di serenità con il classico blu cobalto e con la presenza dell’azzurro, del verde e del nocciola a testimonianza dell’evoluzione di questa nobile arte del Quattrocento. Le dimensioni del manufatto sono di 3,40 x 2,30 ed è composto da 62 formelle. L’opera è suddivisa in tre sezioni di una nitidezza architettonica non comune. Infatti, nella cimasa vediamo il Dio Pantocratore con due angeli, nella trabeazione i sette cherubini, nella parte centrale la nascita di Cristo, che richiama il presepe di San Francesco con il pastore vicino alla capanna, e nella predella il Cristo che si sveglia dal sepolcro insieme alla madre, a Giovanni, Santi e apostoli della chiesa. Il tutto è incorniciato da elementi floreali che arricchiscono l’opera. 

Dopo un excursus sull’operato e sull'influenza del Della Robbia nel panorama artistico siciliano e non, una piccola appendice risulterà essere un viaggio attraverso i secoli per capire l’evoluzione dell’iconografia della Natività in Sicilia e di conseguenza conoscere gli artisti che con la lora maestria hanno creato capolavori senza tempo che valgono un viaggio sull’isola.

Come fine, pertanto, si ha quello di attestare che il presepe robbiano sia l’unico in Sicilia - dandogli finalmente la luce che merita nel contesto nazionale, ma anche internazionale - e affascinare il lettore al fine di portarlo ad ammirarlo nella sua bellezza nella meravigliosa cornice di Militello in Val di Catania, patrimonio dell'umanità e meta immancabile per gli appassionati di arte e cultura.