Al Sistina di Roma ha debuttato con grande successo e in un’atmosfera di diffusa commozione lo spettacolo “Il ragazzo dai pantaloni rosa”. La particolarità di questo lavoro nasce proprio dal fatto che racconta una storia vera, realmente accaduta poco più di 10 anni fa. Come ricorderete, si tratta di una storia drammatica, che Massimo Romeo Piparo, (autore dell’adattamento teatrale insieme con Roberto Proia, sceneggiatore anche dell’omonimo film campione d’incassi), nonché regista attento e sensibile, ha saputo magicamente trasformare in un messaggio di speranza, oltre che di profonda riflessione. Il tutto, però, abilmente miscelato con un vorticoso turbinio di musiche e balletti.
Il musical narra la storia di Andrea Spezzacatena, il quindicenne che una qualche anno fa si tolse la vita: la sua fragilità di giovane creatura ne aveva fatto vittima predestinata di bullismo e cyberbullismo. L’adattamento prescelto per questo spettacolo viene definito “in forma di juke box musical, e comprende quindi una playlist di canzoni popolarissime del pop-rock italiano scelte come parte del racconto, in un caleidoscopio di grandi successi che appaiono talmente calzanti al racconto da sembrare quasi scritti apposta per questa storia”.
Come già il film, anche il musical, di conseguenza, si riallaccia al libro “Andrea: Oltre il pantalone rosa”, che, Teresa Manes, la madre del giovane Andrea, ha voluto scrivere sull’episodio – risalente a una dozzina di anni fa - che tutti noi ricordiamo. E la magia di questo spettacolo è proprio quella di essere stato reso “ancor più “leggero e evocativo” nei toni e nel modo di trattare un argomento sulla carta così delicato, grazie all’enorme contributo delle canzoni che conferiscono alla messa in scena un calore e un’energia davvero unici e di grande coinvolgimento.”
La definizione di jukebox musicale si spiega con il fatto che la colonna sonora comprende una ventina di brani, vere e proprie hits tra cui 100 messaggi, A modo tuo, Gigante, Il filo rosso, La fine, Sogna ragazzo sogna Sanremo, Una musica può fare, Volevo essere un duro, e ovviamente il brano di Arisa “Canta ancora”, reso celebre proprio dal film suddetto e premiato ai Nastri d’Argento come migliore canzone originale.
Va detto che la sera della prima è stato veramente emozionante, per i presenti, vedere insieme sul palco la signora Teresa e Arisa, la quale, con un bis fuori programma ha eseguito il suo prezioso brano, accompagnata dall’orchestra dal vivo diretta dal M° Emanuele Friello, il quale ha curato come sempre gli arrangiamenti di tutti i brani che compongono la colonna sonora dello spettacolo.
Già in sede di conferenza stampa Massimo Romeo Piparo aveva manifestato chiaramente il suo intento di lanciare un messaggio forte e di grande valore sociale. Ed è stato positivo vedere, accanto a tutti noi colleghi, un centinaio di ragazzi della scuola media Bramante, attenti e pronti a cogliere il messaggio, contenuto in un racconto ricco di emozioni, di momenti di lirico romanticismo, che si alternano a balletti sfrenati, in cui i giovanissimi attori danno sfogo alla loro fresca irruenza. Complimenti a Piparo, che ha saputo proporre un racconto di per sé commovente, con il preciso intento di “raggiungere il cuore degli spettatori e di stimolare una riflessione profonda attraverso l’arte, la bellezza e la musica, non solo per denunciare un fenomeno purtroppo ancora dilagante, ma anche per guardare al futuro con rinnovata fiducia e speranza.”
Altra scelta indovinata è stata quella di affidare il ruolo di Andrea a Samuele Carrino, già apprezzato interprete del film e quello di Sara alla stessa Sara Ciocca, già protagonista della versione cinematografica. Dobbiamo dire che entrambi i ragazzi sono già una bella realtà artistica. Ottima l’interpretazione che ci ha regalato Rossella Brescia, nel difficile ruolo di Teresa, la madre di Andrea: bravissima nel rendere efficacemente gli stati d’animo più diversi, da moglie disillusa a madre dolcissima e tenera. Altra trovata intelligente è stata quella di inserire il ruolo del “narratore”, affidato a Christian Roberto. Si tratta in realtà di un personaggio etereo e impalpabile, che non interagisce con gli altri e che adempie a un ruolo assai delicato: quello di interpretare Andrea a 27 anni: lo sfortunato giovane che, con calibrato disincantato serve da raccordo nel completare e spiegare la storia, ma rappresenta anche la voce del “domani”, nel segno della speranza. I 27 anni rappresentano infatti l’età che il giovanetto avrebbe avuto oggi se la sorte gli avesse riservato un destino migliore.
A completare il cast, un convincente Donato Altomare nel ruolo di Tommaso, il padre di Andrea; Matteo Volpotti in quello divertente e particolarissimo del prof. di musica Gioli; e Tommaso Pieropan nei panni scomodi di Christian, il bello e bullo della scuola, colui che provocherà, indirettamente, l’insana reazione del giovane Andrea; dolcissimo e simpaticissimo il piccolo Michele Mula nel ruolo del fratellino Daniele.
Molto apprezzate le vivaci e fantasiose coreografie di Dalila Frassanito, le supermobili e funzionali scenografie di Teresa Caruso, e i bei costumi di Cecilia Betona. Ricordiamo anche le luci di Umile Vainieri e il suono di Stefano Gorini.
Complimenti ai solisti Simone Ragozzino, Gabriele Aulisio, Giovanni Papagni e Ottavia De Filippis, Cristina La Gioia e Alessandra Somma, e pure all’Ensemble composto da Giulia Carosi,
Fatima Rosati, Sofia Sabatini, Gabriele Ansanelli, Mattia Di Marco, Alexandr Fomin, Francesco Gentili, Michela Minenna, Maya Scaffai, Micol Sergi e Giuseppe Zagarella, praticamente tutti provenienti dalla scuola del musical Accademia Sistina.
In definitiva, abbiamo assistito a uno spettacolo che emoziona sicuramente e che lascia il segno. Con l’augurio che effettivamente possa contribuire a contrastare un fenomeno sociale che sta segnando negativamente i nostri tempi; e con la speranza che questo faro di luce acceso dal Teatro Sistina splenda a lungo, illuminando i nostri cieli anche a grande distanza!
di Salvatore Scirè
DAL 20 FEBBRAIO 2026
Teatro Sistina
Via Sistina 129, 00187 Roma
Info: 06.4200711 – www.ilsistina.it
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