Oggi, Massimo Franco, fa finalmente chiarezza su tutto.
Un’idea nata molto prima dell’elezione di Papa Leone.” L’interesse per il Vaticano – spiega Franco - è nato in particolare quando Giulio Andreotti nel 2001 mi regalò un libretto dell’allora ambasciatore presso la Santa Sede in cui c’era una storia tra Vaticano e Stati Uniti molto parziale. E fu allora che decisi di scavare molto ma molto di più su quell’argomento”. E così è stato.
Riporto pari pari qualche riga del risvolto di copertina: “Tra testimonianze inedite, documenti dell’Archivio apostolico, storie di spie, cardinali, lingotti emigrati e scontri tra papi e presidenti, questo libro racconta come e perché è caduto il tabù che faceva apparire impossibile l’elezione di un papa “yankee”. E ci accompagna lungo oltre cent’anni di storia per approdare, nel maggio del 2025, in un imponente e sconosciuto complesso nel cuore di Roma: il Collegio Pontificio Nordamericano dove si è svolto una sorta di pre-conclave dei cardinali Usa. Il degno capitolo finale di un’epopea politico-religiosa che permette di analizzare l’elezione del nuovo papa da un’angolazione storica inedita”.
Al di là del libro, devo dire che ho sempre ammirato Massimo Franco giornalista, anche quello “televisivo”, pacato, un po’ al di sopra delle parti, un vero “signore della tv” come ce n’erano un tempo. “Sì,sì – conferma lui – io mi controllo molto e poi cerco sempre di tenere presenti le ragioni degli uni e degli altri. Credo che sia molto diseducativo quando i giornalisti tendono a prendere posizione come fossero surrogati di esponenti politici. Bisogna sempre tentare – anche se è difficile – di essere obiettivi. Bisogna cercare di dare a chi ascolta gli strumenti per valutare senza imporre il proprio punto di vista. Io mi rifiuto di andare in trasmissioni dove si litiga”.
Per questo ci piace Massimo Franco, perché non ha mai ceduto a certo giornalismo- spettacolo (spettacolo piuttosto becero c’è da aggiungere) che ormai va per la maggiore.
“Questo tipo di giornalismo superficiale e “urlante” penso che sia un prodotto della debolezza della politica che, più è debole, più è arrogante. E molti giornalisti si sono adeguati. Questi programmi sono la negazione del dialogo: ognuno dice quello che pensa senza curarsi degli altri”.
“Ritieni che sarà facile tornare indietro?”
“Per il momento purtroppo no. Finché tutta la società non torna ad essere diversa anche giornalismo e politica resteranno così”.
Di fronte a questo scenario piuttosto deprimente, come si “ricarica” Massimo Franco al di fuori del lavoro?
“Leggo molto , perfeziono lo studio delle lingue e poi - ora che siamo in estate – mi piace camminare in montagna e fare lunghe nuotate al mare… cerco di tenermi in forma.”
E allora buon relax e buone vacanze . Appuntamento al prossimo libro.
di Manuela Lucchini
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