JUCATURE

Non è affatto semplice parlare di uno spettacolo in cui i quattro protagonisti praticamente rinunciano ad avere un nome, ma al contrario assumono un ruolo ben preciso, trasformandosi in archetipi assoluti dell’umanità, in veri e propri simboli di un modo di essere e di comportarsi. Non è casuale, infatti, che, nelle note di regia, vengono definiti “degli amabili falliti. Simpatici, vitali, chiacchieroni, formano una combriccola stralunata e sfiziosa che si incontra per giocare a carte.”  In realtà, queste partite sono solo un mero pretesto per incontrarsi e soprattutto per parlarsi, per scambiarsi ricordi, speranze, illusioni, sogni!

Vogliamo ipotizzare che si potrebbe parlare di una umanità “mediterranea”? Non siamo certo lontani dal vero, se consideriamo che l’autore della pièce è Pau Miró, un giovane autore spagnolo, di Barcellona per l’esattezza, cui si deve questo originalissimo testo dal titolo “Els jugadors”, scritto in lingua catalana. Se poi ci aggiungiamo il fatto che Enrico Ianniello ne ha curato egregiamente la traduzione (e l’adattamento) in lingua napoletana, motivo per cui il titolo è diventato JUCATÙRE, ossia giocatori, capiamo che la nostra ipotesi è abbastanza fondata.

Capita spesso che le traduzioni possano trarre in inganno: in questo caso, invece, il testo scorre meravigliosamente dall’inizio alla fine, proprio come se fosse stato scritto da un bravo autore del teatro napoletano.

Fatta questa doverosa premessa, vediamo chi sono i nostri quattro “Giocatori”: un professore di matematica, che vive in una grande casa, un attore, un becchino (o meglio, ‘o schiattamuorte) e un barbiere. I quattro si incontrano per giocare, ma la chiacchiera prende il sopravvento, i ricordi e le esperienze di ciascuno diventano oggetto di discussione e di reminiscenze antiche. Le disavventure scolastiche del professore si alternano con la narrazione di provini andati a male: e infatti il giovane e sfortunato attore (segretamente innamorato di Dean Martin!) per sopravvivere, ama frequentare supermercati e... rubare; lo schiattamuorte parla di Irina, una giovane prostituta ucraina per cui aveva perso la testa, il barbiere, invece, ha perso il lavoro ed è stato cacciato via dalla moglie. E poi riecheggia pure il ricordo di quando il professore di matematica aveva studiato un sistema “infallibile” per vincere al casinò: così i quattro partono e si giocano tutti i loro miseri risparmi; e ovviamente perdono. In pratica, il gruppetto non riesce neppure a farsi la partitella di rito, poiché il peso dei ricordi si fa sentire, finchè non salta fuori una soluzione: una rapina in banca (senza armi né niente!). Il fatto curioso è che la rapina riesce veramente (essendosi imbattuti in un impiegato al suo primo giorno di lavoro) ma il professore di matematica, che doveva prendere il bottino, se lo dimentica! E toccherà allo schiattamuorte riuscire fortunosamente a recuperarlo. Grande festa per il colpo riuscito, però fatalmente si fa strada la tentazione di giocarsi tutto il bottino al casinò... ma per fortuna è solo un’idea balzana, che si disperde rapidamente nelle loro menti di “giocatori”!!!!!

Raccontiamo la storia in quanto è abbastanza intuitiva e poiché il bello della commedia risiede proprio nel racconto dei quattro attori, veramente bravissimi a dare vita ai quattro personaggi:

Antonio Milo giganteggia nella parte dello schiattamuorte; Adriano Falivene è uno spettacolare “attore” (tendente al furto e specializzato nei “vuoti di memoria” in scena), Marcello Romolo è impeccabile nei panni del vecchio professore e Giovanni Allocca brilla nel ruolo del barbiere.

Un plauso speciale va ad Enrico Ianniello, che ha realizzato una vera e propria chicca, sia con la regia, sia con la traduzione e l’adattamento del testo.

Uno spettacolo ricco di una malinconica e amorevole comicità intrisa di ricordi e voglia di vivere. Sicuramente da consigliare e da vedere!

 

    di Salvatore Scirè

 

Fino al 19 aprile

SALA UMBERTO

Via della Mercede, 50, 00187 Roma    

Info:  06.87606075 - prenotazioni@salaumberto.com  

www.salaumberto.com

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.

Crea il tuo sito web con Webador