LA VEGETARIANA

Questo intenso e singolare romanzo è l’opera principale della scrittrice sudcoreana Han Kang (Gwangju, 27 novembre 1970). Con quest’opera vince il Man Booker International Prize nel 2016, in seguito sarà insignita del Premio Nobel per la letteratura nel 2024.

Yeong-hye è una donna ordinaria, comune nell’apparenza e nei sentimenti. È sposata con un uomo altrettanto semplice. L’unico scopo della sua esistenza sembra essere quello di accondiscendere ai desideri del marito. Una casa sempre in ordine, buon cibo sulla tavola. L’amore senza scossoni.

Ma un giorno questo equilibrio viene a mancare. Una rottura insanabile: la sua decisione di rinunciare alla carne e a qualsivoglia proteina animale.

In effetti sarebbe più corretto parlare di dieta vegana.

Imperturbabile come un lago in tempo di bonaccia, sorda a qualsiasi invito da parte della famiglia a rinunciare a questa devastante scelta, sarà allontanata dal marito e considerata fuori di testa.

Il solo cognato (marito della sorella) invece mostra un improvviso e forte interesse per lei tanto da proporle di posare nuda e di farsi dipingere il corpo con dei fiori.

Il cognato è attratto da un particolare della donna: la macchia mongolica che lei ha in una parte del corpo.

Si tratta di una voglia tipica dei neonati che scompare, come tutte le voglie, quando si cresce.

Questa voglia attrae molto il cognato e assurge a simbolo di qualcosa che lui solo è riuscito a cogliere e che agli altri sfugge.

Il romanzo, affascinante e duro, ha a che vedere con il corpo, con il potere rivoluzionario e a volte distruttivo del desiderio. La macchia di Yeong-hye ne fa una donna che non si vuole adattare alla routine, ad un ruolo che sente non appartenerle più, a una nuova consapevolezza di sé.

La macchia rimanda, come tutto il libro, ad un’idea di ritorno ad un mondo vegetale più naturale. Al rifiuto della violenza, della “carnalità” che si manifesta attraverso i sogni e gli incubi della protagonista.

La riflessione è anche portata al processo artistico che sublima il desiderio maschile.

Frasi dal libro:

“E’ per un sogno che l’ho fatto”. “Un sogno?” “Ho fatto un sogno …ed è per questo che non mangio più la carne”.

Il libro è tradotto magistralmente da Milena Zemira Ciccimarra e, sebbene di argomento non facilissimo, tuttavia scorre in modo veloce ed appassionante.

Carla Roscioli