L’ultima fatica di Emmanuel Carrère si presenta come un corposo memoir scaturito dalla necessità di rendere omaggio alla memoria della madre, Hélène Carrère d’Encausse, deceduta il 5 agosto 2023 all’età di 94 anni.
Le origini della madre, una donna, una storica, accademica di Francia, colta e brillante, sono in parte russe e in parte georgiane.
Partendo dall’ultimo periodo della vita di Hélène, Carrère ripercorre la storia di quattro generazioni. Il suo rapporto con la Russia, così come quello con la madre, è in parte affettivo e in buona parte culturale. Il libro ha un’interessante sezione che si sofferma sulle avventure degli esuli russi post rivoluzione bolscevica.
Interessanti i capitoli sulla fine dell’Unione Sovietica dove si giunge, attraverso una carrellata storica ricca di dati ai quali lo scrittore ha attinto attraverso una attenta disamina di archivi, lettere, fotografie, ad amare considerazioni sulle controverse vicende della Russia di Gorbaciov, di El’cin, fino ad arrivare all’attualità, dove comunque si tenta di mantenere uno sguardo obiettivo sulla Russia di Putin.
Fare kolchoz, nel linguaggio affettivo della famiglia dell’autore rimanda alla pratica di dormire tutti insieme (i tre figli) con i genitori. Un ricordo affettuoso ed intimo, un rimando ad un passato importante di cui l’autore sente tutto il peso e la responsabilità.
C’è spesso una difficoltà iniziale nell’affrontare i testi di Carrère, scrittore prolifico e straripante, ma le vicende divengono man mano sempre più appassionanti; quindi, il consiglio è di farsi coraggio e andare avanti nella lettura.
La figura della madre, scrittrice vissuta in ambiente cosmopolita e multilingue, autrice di svariati libri sulla Russia, personalità molto autoritaria, è stata motivo di grossi conflitti con l’autore, soprattutto a causa di un libro, Un romanzo russo, che Hélène gli aveva esplicitamente chiesto di non pubblicare.
Alla fine della vita di Hélène questa riconciliazione col figlio diventa possibile, nel reciproco riconoscimento di far comunque parte di un mondo complesso e dolorosamente problematico.
Di Emmanuel Carrère ricordiamo alcune importanti opere: Limonov, Yoga, L’avversario, V13.
Citazioni:
“Mia madre era una donna che non si lasciava amare facilmente, ma che amavamo senza condizioni.”
“La Russia era stata la nostra fiaba d’infanzia e ora è diventata una ferita.”
Carla Roscioli
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