NON E' UN PAESE PER SINGLE

Parliamo del genere Romance

La bravissima autrice, alla fine del libro, scrive con sincerità che il suo scopo è intrattenere. Qui come in tutti gli altri libri suoi che ho letto, ci riesce benissimo.

Sebbene ogni volta fin dall’inizio del libro si sappia perfettamente come vada a finire (con il successo amoroso della protagonista, a fronte di un maschio apparentemente un po’ str... che alla fine si rivela in gamba e soprattutto, si adegua alle preferenze di lei), la capacità di alternare umorismo e romanticismo, e di inserire un certo numero di colpi di scena e depistaggi rispetto alla trama principale di cui tutti sappiamo l’esito scontato fin dall’inizio, fa si che la lettura resti avvincente e rilassante.

Rispetto ad altri romance di altre autrici, italiche o anglosassoni, la nostra Felicia è decisamente più abile a strutturare le storie, più colta nel costruire riferimenti sia al mondo reale e all’attualità, ai tic dei nostri tempi, sia alla letteratura, a partire ovviamente da quella alta davvero (Jane Austen: il personaggio principale del romanzo si chiama Elisa Benetti, chiaramente alludendo alla Elisabeth Bennet di Orgoglio e pregiudizio, e anche altri personaggi e perfino la struttura della storia allude in qualche modo a quel grande romanzo).

Quindi, per rilassarsi, funziona a meraviglia.

Ma, mi viene da chiedermi. Questa abilità, e anche questa cultura, una volta tanto non potrebbe provare a metterla al servizio di qualcosa di meno ovvio e banale? Di quando in quando, la ripetitività dei meccanismi diventa davvero stucchevole e al decimo libro forse non se ne potrà più. Capisco che così si vende un sacco, ragazzine e donne corrono all’acquisto, ma non vorrei che la nostra Felicia nel segreto della sua vita privata somigliasse alla protagonista di Pluribus (incipit della prima puntata della serie, Apple TV, per chi non l’avesse vista) che sembrava più che altro disprezzare i suoi ingenui lettori. Non è che ci prende in giro?

Insomma, mi piacerebbe consigliarle di provare a salire di livello. Ha una buona scrittura, ha acume e cultura, perché restare chiusa nei limiti di un genere in fondo molto molto falso e consolatorio?

 

Corrado Truffi

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