AL COMETA OFF
FUORI
DI ELETTRA ZEPPI E FRANCESCO IMUNDI
Con PIERRE BRESOLIN, FRANCESCA LA SCALA, GABRIELE LINARI, ELETTRA ZEPPI
REGIA FEDERICO VIGORITO
Dal 10 al 15 marzo al Teatro Cometa Off è andata in scena FUORI, una pièce definita già dai protagonisti “una commedia distopica ma attuale, surreale ma tangibile. Una follia? Assolutamente sì.” Vorremmo aggiungere anche irreale, ma proprio per questa sua impalpabilità, ricca di una sua speciale suggestione. Proviamo a spiegarci meglio!
La scena mostra una specie di rifugio di fortuna situato accanto a un cassonetto, dove si muovono e interagiscono due senzatetto Odo e Ninì: i due vivono di stenti, raccogliendo rifiuti, scarti alimentari che provengono da un grande albergo che li sovrasta. E’ molto efficace ed interessante il modo in cui viene rappresentato il mondo degli invisibili, dei disadattati, degli emarginati, i quali, però, continuano a manifestare tutte le caratteristiche del genere umano: infatti condividono oggetti, pezzi di cibo, poi litigano mossi da un irrazionale egoismo, ma nonostante ciò, non possono fare a meno l’uno dell’altra.
Poi, improvvisamente, in modo assurdo e inatteso, una donna sconosciuta cade dall’altro dentro il cassonetto accanto al quale vivono. Fortunatamente, la donna, di nome Anna, se la cava con qualche ammaccatura, in qualche modo assistita da Ninì che è laureata in medicina. Anna non ricorda nulla e non capisce proprio perché sia capitata lì. A un certo punto comincia anche a parlare in tedesco! E poco dopo piomba giù anche Marco, un senatore: anche lui in preda all’amnesia, però... conosce Anna! I due si scontrano violentemente, lei lo chiama “Mőrder” (assassino), lo insulta in tedesco, in italiano, poi ancora in tedesco. In altre parole, si crea una situazione incandescente fra i quattro e tutti, a turno, provano a fuggire, ma “fuori” non riescono ad uscire: sono come intrappolati in una bolla! Ogni tanto si sentono delle sirene, il cellulare di Marco non prende, l’albergo sembra deserto, così come le strade circostanti. Poi, improvvisamente, una radiolina portatile comincia a gracchiare e trasmette un comunicato che spiega tutto, o quasi: qualcosa di tragico è avvenuto e anche loro ne sono rimasti coinvolti, ma forse non se ne sono resi conto... sono ancora vivi oppure hanno cambiato dimensione?
Questo è il quesito che si risolverà alla fine e che non riveliamo volutamente.
Il testo di Elettra Zeppi e Francesco Imundi risulta tragicomico, surreale, e cerca di dare un senso alla parola “fuori”: fuori dalla società, fuori dalle regole, fuori da sé stessi, fuori di testa...
In effetti, “Fuori” è lo spin off di una precedente commedia, “402”, un thriller vero e proprio, ma la storia è a sé stante.
Ci spiega Elettra Zeppi : “I due senzatetto e l’atmosfera hanno un’ispirazione chiaramente beckettiana e una certa magia che verrà contaminata dall’ingresso dei due protagonisti dello spettacolo precedente, catapultati in una situazione parallela, appena fuori eppure lontanissima, verosimile e sconcertante, perché la realtà stavolta ha una connotazione che sfiora l’assurdo, respira di mistico e paradossale. Ed è qui che sorprende, e poi diverte, e poi spiazza, commuove e ancora diverte. “Fuori” è una commedia che sovverte le regole, è una follia autentica, esattamente come la vita.”
La commedia è piacevole, anche se alcuni collegamenti risultano un po’ opachi: però è bella l’atmosfera che si instaura, grazie anche alla grande bravura dei quattro protagonisti.
Pierre Bresolin è spettacolare nell’interpretare Odo, un barbone mezzo ubriaco e un po’ fuori di testa, mentre Francesca La Scala dà vita a una magnifica Ninì, che cerca comunque di ragionare un po’ sugli eventi strani che si susseguono. Elettra Zeppi, coautrice del testo, interpreta molto bene il personaggio enigmatico di Anna (complimenti speciali per la pronuncia del suo tedesco!). Gabriele Linari ben figura nel ruolo di Marco, il senatore (lo stesso che aveva incontrato Anna nell’altra pièce: 402, che in realtà rappresenta il numero di camera dell’albergo).
Complimenti a Federico Vigorito, che ha ben saputo valorizzare le caratteristiche molto particolari di un testo surreale, rendendolo fruibile e anche divertente.
Chissà, magari il sequel continuerà?... forse! Lo vedremo!
Intanto bravissimi tutti!
di Salvatore Scirè
TEATRO COMETA OFF
Via Luca Della Robbia, 47 – Roma (Testaccio)
Telefono: 06.57284637.
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