MARYLIN MONROE

MARILYN MONROE RIVIVE AL TEATRO MANZONI

 

Quando capita di essere allo stesso tempo una brava attrice ed una brava cantante; non solo, ma capita di saper anche scrivere, allora si può assistere a spettacoli quali “MARILYN MONROE, Troppo bionda per essere creduta”, in scena al Teatro Manzoni di Roma in Prima nazionale assoluta.

Protagonista ed autrice Melania Giglio, affiancata sul palcoscenico da Danny Bignotti (nel ruolo di Joe Di Maggio) e Sebastian Gimelli Morosini (nella parte di Milton Greene),  in uno spettacolo piacevole e intenso, per la regia attenta e puntuale di Daniele Salvo.

Non è la prima volta che Melania Giglio ci propone spettacoli di questo genere. La ricordiamo, ad esempio, nei panni di Edith Piaf e di Amy Whinhouse. 

Stavolta la nostra brava artista, formatasi alla Scuola del Teatro Stabile di Torino, ci fa rivivere il mito della indimenticabile Marilyn, evidenziandone tutte le sue fragilità e contraddizioni proprio nell’anno che tutto il mondo celebra e ricorda il centenario della sua nascita.

La pièce si svolge a Hollywood, nel 1962. Sono state appena celebrate le esequie della “biondissima” per eccellenza. In un trionfo di veli che scendono dall’alto, si intravede Marilyn che canta. A un bar, siede un uomo: si tratta di Joe Di Maggio, il secondo marito della Monroe, un mito del baseball americano. Mentre fa colazione, ecco giungere – a funerale ormai finito - il famoso fotografo newyorkese Milton Greene, il quale confessa di non essersela sentita di vedere la diva sul letto di morte: preferiva ricordarla da viva, bella, anzi bellissima, proprio come appare nelle foto che lui ha portato con sé e che consegna a Joe: sono gli scatti più belli che ha conservato.

E così la storia di Marilyn prende forma, dal racconto dei due uomini, che a lei sono rimasti legati per grande affetto. Joe e Milton danno vita a momenti alternati, che si concretizzano in avvincenti dialoghi con Marilyn. Joe, da buon italo-americano, anzi, da siciliano, avrebbe voluto una moglie “tradizionale”, che non poteva certamente essere Marilyn. Milton invece, racconta le confidenze, le fragilità della donna, che si divideva tra Marilyn e Norma Jeane, ossia due anime sempre in lotta, come dire due donne in un unico corpo: la donna-oca che piaceva tanto agli uomini oppure la donna sensibile e profonda che la sua natura gli suggeriva di essere: quella che scriveva diari e poesie tenute nascoste.

Depressione, fragilità, necessità di cure psichiatriche, purtroppo la porteranno ad ingerire barbiturici. E di Marilyn resterà solo il ricordo, peraltro ancora vivo e ancora rapprresentante il mito!

“Lo spettacolo - spiega l’autrice Melania Giglio - intende esplorare i lati più intimi e meno noti di Marilyn Monroe, mettendo in luce i suoi rapporti con due figure fondamentali della sua vita, Joe Di Maggio e Milton Greene. Questi legami, purtroppo contrassegnati da fragilità e incomprensioni, saranno al centro della nostra narrazione, come riflessi di un'epoca che ha contribuito a costruire il mito di Marilyn, ma che non ha saputo salvarla dal suo dolore interiore.

“La Marilyn che vogliamo raccontare – continua il regista Daniele Salvo -  non è solo quella che la storia del cinema ci ha tramandato come simbolo di sensualità, ma una donna alla continua ricerca di un equilibrio tra il suo bisogno di affetto e il peso della fama. Il contrasto tra la donna pubblica e quella privata sarà il cuore pulsante della nostra creazione”.

Lo spettacolo è molto gradevole e fruibile. Melania Giglio dimostra ancora una volta la sua capacità nel dare vita a personaggi passati alla storia. Tra l’altro, esegue dal vivo 5 classici della Monroe: Diamonds are a girl’s best friend, I wanna be loved by you, River of no return, Bye, Bye Baby e Candle in the Wind.

Molto bravi anche Danny Bignotti e Sebastian Gimelli Morosini

La regia di Daniele Salvo è come sempre ben calibrata e fantasiosa. Bella l’idea di chiudere con i veli che cadono lasciando vedere la diva che canta con la celebre scena del vestito sollevato dal vento! Gradevoli anche i costumi di Daniele Gelsi e le scene Alessandro Chiti

Complimenti a tutti, anche alla Produzione Bis Tremila: gli spettacoli che fanno cultura sono sempre da elogiare!

                                        di        Salvatore Scirè

 

Fino al 22 marzo 2026

TEATRO MANZONI

Via Monte Zebio, 14 - Roma

www.teatromanzoniroma.it

Per info e prenotazioni:

Tel. 06.3223634 - 327.8959298 info@teatromanzoniroma.it

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