IL MISTERO DI CAMPO MARZIO
Incontro con l’Autore, Maurizio Canforini
Una mattina può capitare che qualcuno (ad esempio lo scrivente!), vada in edicola a comprare il giornale e, per caso, tra i tanti libri in esposizione, noti un titolo particolare, che gli ricorda i primi quarant’anni di vita! Lo sfoglia, e scopre che si tratta di un poliziesco: il Commissario Alessandro De Maria, responsabile del Commissariato Trevi-Campo Marzio, si trova ad indagare su un omicidio commesso in Via di Santa Chiara. E il suo ufficio, come è noto, si affaccia su Piazza del Collegio Romano, proprio di fronte all’imponente e storico Liceo Visconti.
Uno che è cresciuto al Pantheon e che ha frequentato quel famoso Liceo che fa? Acquista subito il libro e se lo divora in breve tempo. Incuriosito, rintraccia l’Autore, Maurizio Canforini, e – dal momento che abita in zona - lo incontra per scambiare quattro piacevoli chiacchiere: praticamente lo intervista!!!!
La prima domanda è:
Come nasce Maurizio Canforini autore?
Risposta: Nasce nel 2005, con un saggio romanzato, che si chiamava Avrei voluto essere, pubblicato con tracce diverse, ma solo per la soddisfazione di averlo fatto.
In realtà nella vita io ho sempre desiderato scrivere romanzi, ma come spesso accade ho pubblicato sempre cose che non erano romanzi, sembra quasi una legge del destino! Ho pubblicato nel 2009 un libro che si chiamava Ti porto per Roma (Edizioni Intramoenia), e siccome quel libro andò bene, hanno cominciato a farmi scrivere cose su Roma a getto continuo. Io sono innamorato della mia città e lo si vede anche dal romanzo e così ero felice di questo e quindi ho pubblicato diverse guide letterarie, tra cui Un giorno a Roma con Audrey Hepburn (sul film Vacanze Romane, 2012, Palombi), Roma Piccolo Grand Tour (2021, Intramoenia), A Roma con Trilussa (2023, Intramoenia), e poi A Roma con Gigi Proietti (2024, Intramoenia). Ci avevo infilato in mezzo anche un paio di romanzi, che però, vuoi per la distribuzione, vuoi per altri motivi, non erano stati spinti molto e quindi non sono andati bene come quest’ultimo, che invece è andato benissimo.
Poi, nel 2024, ho detto basta: ora mi metto a scrivere romanzi gialli! Avevo già ideato la serie poliziesca del Commissario De Maria e mi sono detto: non accetto più di scrivere cose su Roma generiche; quindi, o mi metto a scrivere gialli o smetto. Un vero e proprio aut-aut! E così è nato questo libro che, guarda caso, è stato rifiutato dagli editori più grandi: un classico! Sbagliando clamorosamente, secondo me, e così, ho “trovato casa” qui alla Efesto Editrice e con mia grande soddisfazione, perché sta vendendo tanto quanto i gialli di editori più grandi.
L’unico mio rammarico è che se fosse uscito, per esempio, con la Mondadori, non avrei dovuto faticare così tanto per farlo conoscere. Purtroppo, quando non stai in un simile contesto e il libro non lo trovi distribuito dappertutto, parti svantaggiato. Io ho fatto e faccio tanti firma-copie, ma sulla base dei dati che ho, il firma-copie ha inciso sulle vendite soltanto per un 5%. In realtà la cosa che mi dà più gioia, è il dato che sta andando meglio adesso, rispetto a quando è uscito; e debbo dire che quello che mi hanno contestato all’inizio, invece si è dimostrato arma vincente. Mi chiedevano, infatti: perché il Centro Storico? Ora la gente non ci abita più; fai una storia su un Commissariato di periferia, che adesso va molto di moda. Io invece ero convinto di quello che facevo: aldilà della trama, i più grandi complimenti li ho ricevuto proprio perché ho fatto rivivere una Roma che non è solo cartolina.
D: il libro è ambientato nella Roma di oggi, vero?
R: E si, almeno facciamo vedere Roma com’è realmente; e siccome i commissari indagano nell’area territoriale di competenza, per questo gli omicidi li faccio accadere nel centro storico. Ti do un anticipo, il prossimo della serie prevede un omicidio commesso a Via Santo Stefano del Cacco, che sta proprio dietro al Commissariato Trevi-Campo Marzio
D: Ma tu mi parlavi anche della Roma di Gigi Proietti? Io sono stato suo amico!
R: A Roma con Gigi Proietti (2024, Intramoenia). Il quel libro c’era il racconto della Roma degli ultimi 50 anni attraverso le vicende artistiche e private di Gigi. E a Roma lo conoscevano tutti!
D: Hai mai vissuto in centro storico?
R: No, però lo vivo: ti posso dire che mia figlia (3 anni) è un’habituée del Caffè Sant’Eustachio. Scherzando con i padroni del caffè, ho detto che almeno 60/70 caffè in più glieli ho fatti vendere, da quando è uscito il libro. I lettori, infatti, si incuriosiscono e ci vanno.
D: Che mi dici del commissario De Maria?
R: Chiaramente il commissario De Maria è un po’ il mio alter ego: le cose che piacciono a lui piacciono anche a me, ad esempio l’amore per il teatro, un amore giustificato dall’aver fatto un po’ teatro da ragazzo, e poi costretto a lasciare per lavorare in Polizia. E di conseguenza si è appassionato di teatro come spettatore. In realtà non ci sono molti commissari appassionati di teatro, è una cosa cosa piuttosto rara.
D: Invece, dammi una chicca: una novità sul futuro!
Allora, il prossimo libro che uscirà si chiama La Notte delle Streghe. La prima indagine di Trilussa. L’indagine di Trilussa, un giallo storico, in cui il poeta si troverà a indagare suo malgrado – e ne avrebbe fatto volentieri a meno – perché vi rimane invischiato. La notte delle Streghe, il 22 giugno 1891, lui partecipa alla prima edizione del Festival della Canzone Romana, organizzato a San Giovanni, dal titolare dell’Osteria Facciafresca: in realtà per la troppa gente venne giù il palco che era stato allestito; ebbene, in questo trambusto, venne ucciso con un colpo di coltello un giornalista de La Tribuna – un suo caro amico, tra l’altro - e lo stiletto con cui è stato ucciso il giornalista è finito proprio nella tasca di Trilussa. Il quale, per scagionarsi è costretto comunque ad indagare ad affiancando le Autorità. Ovviamente, si tratta di una vicenda di fantasia inserita in un contesto storico ben preciso, ma altro non posso rivelare! Posso solo dire che la casa editrice, la Orizzonte Milton, è molto raffinata, ed è un onore per me essere stato prescelto per la loro collana I Notturni.
Spero proprio che questa serie continui, anche perché attraverso Trilussa si può raccontare una Roma veramente speciale!
Ci congediamo, dandoci appuntamento sin d’ora per l’uscita del prossimo libro.
Ricordiamo infine il titolo: Il mistero di Campo Marzio. Il libro è scritto molto bene, la dovizia di particolari dettagli e le appassionate descrizioni dei luoghi testimoniano l’amore sviscerato che Maurizio Canforini nutre per il centro storico di Roma. Il racconto viene reso più interessante e più intenso dal fatto che l’Autore, oltre a concepire una trama abbastanza avvincente, riesce a descrivere anche l’aspetto umano del commissario De Maria, illustrando la sua vita da single separato, con una figlia adolescente e una mamma premurosa; un uomo con l’amore per l’arte e il teatro in particolare: non a caso, alcuni episodi si svolgono proprio accanto allo storico Teatro Valle!
Un libro che consigliamo vivamente, capace di appassionare e di affascinare il lettore, tenendolo sul filo del dubbio fino all’ultima pagina!
di Salvatore Scirè
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