Il prolifico scrittore Maurizio de Giovanni ha il dono di una scrittura maestosa, ricca e coinvolgente, sia che si occupi del Commissario Ricciardi, un personaggio complesso che si trova ad operare a Napoli durante il periodo fascista, tra l’altro libri in cui è presente una ricostruzione storica sontuosa, sia che si occupi di una squadra di poliziotti squinternati, molto presi dalle varie vicissitudini delle loro complicate vite. Sempre a Napoli sua città natale. Si tratta del ciclo dei Bastardi di Pizzofalcone.
Un commissariato sta per essere chiuso per sospette attività illecite. Gli agenti vengono sostituiti da una squadra di elementi tutti con problematiche complesse e con apparente dubbia professionalità.
Ma l’ispettore Giuseppe Lojacono e tutta la squadra sorprenderanno tutti per efficienza e iniziativa.
Figli è il tredicesimo volume di questa saga e affronta l’omicidio di un medico ma al tempo stesso si prefigge di analizzare il mondo complesso (soprattutto oggi) del rapporto genitori-figli.
Quasi tutti i componenti della squadra si trovano ad affrontare questo difficile rapporto. L’ispettore Lojacono ha una figlia problematica e taciturna, c’è chi deve affrontare la disabilità di un figlio autistico, chi in procinto di adottare una bambina scopre che il rapporto con la propria moglie è al capolinea. Una poliziotta affronta il desiderio di maternità della propria compagna.
“I figli, quando non li hai non ne senti la mancanza, e quando li hai ti chiedi come facevi a vivere prima di averli. Forse.” Ci dice il saggio autore. Tutti siamo figli. E tutti possiamo comunque comprendere quali livelli di complessità e di sfumature connoti tale argomento.
I figli di oggi, alle prese con la tecnologia, con i social, così soli, così indecifrabili, così difficili da affrontare.
Consigliamo quindi vivamente questo libro che si districa con eleganza tra il plot poliziesco e la trama dei sentimenti.
“I figli. Non li puoi scegliere, non li puoi orientare, non li puoi cambiare. I figli come ti capitano, così te li devi tenere. Non ci puoi fare niente, coi figli.”
Una considerazione che mostra quanto appassionato sia il tema per l’autore. E anche per noi che siamo sollecitati anche dai più recenti fatti di cronaca che ci pongono di fronte ad inquietanti interrogativi. E come sempre nostro compito è occuparci più che preoccuparci.
Carla Roscioli, aprile 2026
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