UN INNO ALLA VITA

Questo libro tratta di un argomento estremamente delicato e doloroso. La vicenda è purtroppo nota. Si tratta della non più giovanissima autrice Gisèle Pelicot che aiutata da una giornalista in gamba, Bérénice Capatti riesce finalmente a raccontare le sue terribili vicende.

Doveva essere un rifugio sicuro, il riparo per la vecchiaia ed era invece un luogo di torture indicibili dove si è consumato per anni l’orrore.

Anche qui l’autrice sottolinea la sua vita all’insegna di una normalità quasi banale. Vite semplici, un lavoro modesto, la casetta ordinata dove il tempo scorre come un fiume tranquillo. I bambini, la scuola e tutto l’armamentario di una vita comune.

Per leggere questo libro occorre coraggio. Ma molto di più ne ha mostrato M.me Pélicot ad uscire allo scoperto, a voler raccontare la sua tremenda scoperta. Cinquant’anni di vita in una famiglia “normale”, cinquant’anni di menzogne crollati come il classico castello di carte.

In breve, il marito abusava di lei somministrandole degli anestetici e invitava anche altri uomini a fare altrettanto.

Leggere questo libro è un dovere civile. L’autrice si chiede cosa fare dei ricordi. E cerca tra le macerie, in modo del tutto sano e vitale, le cose da salvare. Si tratta di una memoria dolorosissima, tuttavia sin dal titolo si percepisce, prepotente, un’ostinata voglia di vivere, di andare oltre, di andare avanti.

Tante le domande che si pone l’autrice, le stesse che ci poniamo anche noi. Si entra in tal modo in grande sintonia con la profonda sensibilità di questa donna.

Dopo aver superato un dopoguerra che ha lasciato tanto lutto e distruzione. Dopo aver visto paesi e città intere rasi al suolo, fame, occupazione nazista, rappresaglie, gli alti e bassi di una esistenza precaria dove si lotta per raggiungere finalmente un po’ di tranquillità, si pensa di essere finalmente giunti in un porto sicuro. Madame Pélicot prova a darsi una spiegazione ed una ragione appunto indagando le tracce di questo importante passato.

Chi siamo? Chi sono le persone a noi più care, le più vicine? Li conosciamo veramente? Chi è questo marito mostro che può prendere i bimbi a scuola, portarli al parco e alla sera compiere simili atrocità?

Come può un libro essere bello e terribile al tempo stesso?

di Carla Roscioli 

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